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Giovi, la distilleria del Sud che ha capovolto l’Italia della grappa

Pubblicato il: 23 marzo 2016 alle 4:30 pm

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Prima erano le vinacce del sud a prendere la via per le distillerie del nord. Se qualcuno faceva grappa dal Veneto in giù veniva deriso. Le sparute distillerie del Centro-Sud non venivano ritenute credibili dagli addetti ai lavori e anche dagli appassionati. Con buona ragione, bisogna dire.

Con la sola eccezione della Sardegna, titolare di quella magnifica tradizione del filu ‘e ferru, potente acquavite contadina, tutto il resto del territorio sud-insulare sembrava rassegnato a non avere voce in capitolo nella grappa.

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Fino a quando non è arrivato lui, Giovanni La Fauci, in quel di Valdina, località Fondachello, a un passo da uno più bei lungomare d’Italia, a ridosso dell’infinita spiaggia libera di Venetico. Trent’anni di lavoro e oggi sono le vinacce di Chianti, Moscato d’Asti e altri vitigni del nord a prendere la via della Sicilia. Un sovvertimento culturale senza eguali, una delle più clamorose azioni di riscatto socio-economico cui si sia assistito nel Meridione.

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Opera di un eroe del gusto che fa tutto con le sue sole mani e le macchine che si è costruito o modificato in prima persona.

Tra i capannoni dell’attività imprenditoriale paterna, ha ricavato gli spazi per coltivare il suo sogno di bambino: realizzare il miracolo alchemico che muta un liquido rosso in un altro totalmente trasparente e ben più alcolico.

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La grappa La Fauci ha iniziato a farla così, piccolissimo, per passione ereditata dal nonno, non pensando che un giorno sarebbe diventata il suo lavoro.

E ciò non sarebbe accaduto se qualche anno fa il compianto pittore vignaiolo Carlo Hauner non avesse consentito a Giovanni di distillare le sue vinacce, per fare una prova. Il prodotto che ne scaturì fu assaggiato da Veronelli che lo elogiò, a tal punto che La Fauci si sentì indotto a fare grappa sul serio.

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Da allora, è stato un tumultuoso accumularsi di clienti per le grappe per conto terzi, nonché di riconoscimenti per i distillati a marchio Giovi.

Giovi oggi è certamente tra le cinque migliori distillerie d’Italia, insieme a Pojer e Sandri, Marolo, Domenis e Beccaris.

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Ma se il campo si restringe ai distillati di frutta, allora sale sul podio dei primi tra insieme ancora a Pojer e Sandri e Beccaris.

Il maestro distillatore La Fauci ha un rigore maniacale per la produzione delle acquaviti di frutta. I frutti devono essere tutti del territorio (spingendosi al massimo fino alla comunque vicina Etna) e di eccellente qualità. E’ tale il suo rigore che ha smesso di fare l’acquavite di prugne quando l’albero da cui le coglieva è morto: “non le troverò più prugne così buone” ha detto rammaricato Giovanni e così c’è la corsa ad accaparrarsi gli ultimi venti litri rimasti.

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Ma è tutta da provare e da godere la produzione di Giovi: grappe sempre eleganti, prive di aggressione metilica ma ricche di tutti i profumi originari, sia che si tratti di vitigni o di frutti. Massima pulizia al palato, sorso sempre gradevolissimo, fino a cogliere dei sentori che dialogano direttamente con il cuore di chi sta vivendo l’esperienza gustativa di un prodotto di La Fauci.

Bere un distillato di Giovi oggi è uno dei modi più gioiosi di sentirsi orgogliosi di essere italiani.

 

Distilleria Giovi: www.distilleriagiovi.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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