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I grandi Barbera fra Asti e Milano: ecco il vino più amato dai lombardi

Pubblicato il: 17 gennaio 2019 alle 3:00 pm

Barbera a 360°, se ne è parlato da Daniel per Barolo Brunello a Milano: i primi stati generali di un vitigno passato dalle osterie alle stelle. Quello che piaceva a Brera e Veronelli, a lombardi e milanesi, che dopo i danni fatti in Oltrepò (in ripresa), lo comprano fra Asti e Alba.

GoWine ne ha portato una selezione a Milano, noi siamo andati anche ad Asti per le degustazione tecniche di oltre cento bottiglie di Barbera d’Alba, Asti (Roero), Monferrato, Nizza, organizzata da WineZone.

Un modo per riscoprire anche Asti e il suo territorio.

Imparare le differenze fra il Monferrato Doc (15 per cento Freisa, Grignolino, Dolcetto, anche nel Docg Superiore, a quello di Alba (Nebbiolo), al Nizza (solo Barbera).

Annate giovani per il base, dove ho capito che la Barbera contemporanea è un vino da invecchiamento che si fa capire solo dopo cinque sei anni, mentre prima senti spesso più il legno del frutto e uno stile.

Nei superiore bottiglie notevoli: il Falchetto, Franco Roero, Bava, Daccapo, Cogno, Marchesi Alfieri, Germano fra gli altri. Annate fra il 2012 e il 2015.

Ben 40 le cantine selezionate, 30 altri vini del territorio nel fuori degustazione. Abbinati a sciccherie di formaggi, salami, salsicce e carni (Macelleria Piemonte Carni di Massimo Caldera), la storica Pasticceria Giordanino, le creazioni gioielli wine style di Caldera. La cucina veg di Valeria e Simona, con le ricette di casa, le erbe e i prodotti dell’orto di Rosa Regina. Un menu di tradizione alla Locanda di Boscogrande, strepitosa battuta di fassona con Peperone farcito alla Piemontese, grande tartina di Cardo Gobbo con fonduta. Abbinamento con pesce a Canelli a Casa Crippa con gli chef Diego Crippa e Alessandro Orsini.

Di sera i vigneron hanno portato bottiglie e magnum di vecchie annate. E si è capita la Sua Altezza e perché Banca Rothschild le compra per milioni di euro.

Le chicche. Cogno il PrePhiloxera 2013 (1500 bottiglie “fuori mercato”), Marchesi Alfieri l’Alfiera Magnum 2007 (la mia preferita), Accornero Bricco Battista 2006, Bava Piano Alto 2011, Elio Perrone Mongovone 2011, Andrea Faccio il Nizza 2005, Marco Rabino il Pey 2012, La Bogliona di Scarpa. E l’eroica meravigliosa Freisa La Montagnetta di Domenico Cappello, enologo ferroviere.


Info pagina Facebook: Barbera 360 

 

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 31 marzo 2018

 

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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