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Grotte di Catullo, la magnificenza archeologica di Sirmione (BS)

Pubblicato il: 23 aprile 2019 alle 3:00 pm

grotte di catullo a Sirmione 1

L’Area Archeologica delle Grotte di Catullo è uno dei più grandi incanti d’Italia, non soltanto per le dimensioni oggettive ma anche per le emozioni soggettive che scatena in ogni visitatore.

Già la collocazione toglie il fiato: è posta all’estremità di una sottile lingua di terra che si allunga appena dalla riva meridionale della sponda bresciana del Lago di Garda, una penisola che proietta verso il mare lo splendore architettonico di Sirmione.

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L’area comprende una delle maggiori ville romane dell’Italia settentrionale, il Museo archeologico di Sirmione e l’uliveto storico.

Il fulcro è rappresentato ovviamente dai resti della villa: “dal Rinascimento le strutture sono state chiamate Grotte di Catullo a indicare i vani crollati, coperti dalla vegetazione, entro i quali si poteva entrare come in cavità naturali”.

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“Il riferimento a Catullo deriva dai versi del poeta latino di origine veronese, morto nel 54 a.C., che canta Sirmione, gioiello tra tutte le isole e penisole dei mari e dei laghi”.

Non è provato che si tratti proprio della villa che Catullo avrebbe abitato nella zona, ma poco importa il verosimile, quando ci si libra sulle ali del Mito.

La storia certa parla invece di una meravigliosa immensa villa romana “costruita in età augustea (ultimi decenni del I secolo a.C.- inizi I secolo d.C) ed abbandonata nel corso del III secolo d.C.”.

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Due ettari di area complessiva in cui oggi ci si può incuneare, facendosi abbacinare dalla monumentalità delle colonne…

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… sedurre dalla grazia delle architetture…

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… stordire dai panorami lacustri che si liberano a ogni orizzonte.

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Il racconto di ciò che fu è affidato al piccolo ma ben organizzato Museo archeologico di Sirmione, “aperto al pubblico nel giugno 1999 in sostituzione del precedente piccolo Antiquarium per offrire alla pubblica fruizione un numero maggiore di reperti rinvenuti nell’area archeologica delle Grotte di Catullo”.

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Si tratta di “un supporto alla visita della villa romana e degli altri resti monumentali conservati a Sirmione”, poiché i reperti che raccoglie raccontano tutte le vicende della città, dalla storia più antica (oggetti recuperati nelle palafitte sommerse lungo le coste della penisola) “a quelli rinvenuti nei numerosi scavi di età romana e medievale”.

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Tra villa e museo, si stende l’abbraccio dell’uliveto storico, “circa 1500 piante appartenenti alle varietà tradizionali coltivate sul Lago di Garda (Casaliva, Gargnà, Leccino), fra cui sono compresi alcuni esemplari secolari: i più vecchi, la cui età è stata stimata in 400-500 anni; grazie alle cure prestate negli ultimi anni, l’uliveto è tornato a produrre olive da cui viene estratto un olio extra vergine di grande qualità”.

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Il sito sta conoscendo una costante meritata crescita, grazie al lavoro coordinato dal Polo Museale della Lombardia che comprende altri tesori come il Cenacolo Vinciano a Milano, la Certosa di Pavia, il Museo della Preistoria della Val Camonica a Capo di Ponte (BS), il Museo Archeologico Nazionale di Mantova, tra gli altri, sotto la direzione di Stefano L’Occaso.

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Nota di merito anche al direttore di Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione, Nicoletta Giordani, capace di trasmettere amore e interesse per questi luoghi, facendo emergere il lavoro appassionato che c’è dietro la loro valorizzazione, a partire dal personale competente e umano.

Abbiamo cercato con la nostra telecamera catturare qualche lampo di questa magia…

Info: www.grottedicatullo.beniculturali.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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