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Gualdo del Re, grandi vini toscani da una passione di famiglia

Pubblicato il: 13 marzo 2019 alle 7:00 am

Si può diventare un’azienda celebrata nel mondo e accolta nei salotti buoni dell’enologia senza però mai dimenticare le proprie radici contadine e continuando ad affermare con fierezza la propria natura di agricoltori: è la lezione di stile di Gualdo del Re, immersa nel fascino senza tempo di località Notri, nel territorio di Suvereto, uno dei Borghi più Belli d’Italia, in provincia di Livorno.

Qui Nico Rossi ha voluto coltivare il sogno di una vita, legandolo tanto all’amore per la terra quanto a quello per la sua famiglia, unita negli affetti come nei valori.

Una storia familiare scandita da decenni di impegno.

Si parte dagli anni ’60 in cui Gualdo del Re “era solo il sogno di un bambino” innamorato della Maremma toscana, della campagna e delle viti, lui nato da genitori “a loro volta figli di agricoltori e pastori dediti alla transumanza dall’Emilia Romagna e poi divenuti stanziali”.

Gli anni ’70 in cui quel bambino divenuto ventenne lascia il lavoro di elettricista per dedicarsi “anima e corpo alla campagna affiancato da Teresa con la quale condivideva la stessa passione”, affrontando il duro lavoro e i sacrifici con tanta passione.

Negli anni ’80 la nuova generazione rappresentata da Nico e Teresa può contare per un certo tempo ancora sull’aiuto della vecchia, prima che i protagonisti di questa vengano a mancare, rimanendo però guida morale nel ricordo. Sono gli anni che vedono nascere la prima etichetta Gualdo del Re.

Il presente  parla di “un’azienda che produce vino di qualità esportato in tutto il mondo”, 120.000 bottiglie all’anno delle denominazioni di origine DOC Val di Cornia Suvereto, IGT Rosso Toscano, IGT Costa Toscana, mentre i vitigni a bacca rossa sono Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Aleatico, le uve a bacca bianca invece Pinot Bianco e Vermentino. Questi sono coltivati in “una nicchia ecologica a forte vocazione per i grandi vini rossi toscani di eccezionale struttura”, in regime biologico certificato.

L’identitario Sangiovese Suvereto Gualdo del Re al naso propone amarena e legno buono.

L’approccio è all’insegna dell’acidità e di un certo understatement, sciorinando susine, corbezzoli e visciole, insieme a un lievissimo tocco minerale.

Il sorso è elegante, tanto da fare quasi dimenticare l’importanza alcolica (14,5%), scorrendo limpido. Ossigenandosi, diviene carezzevole e si addolcisce.

L’azienda deve parte della fama alla propria interpretazione del Merlot, come il I Rennero con il suo bouquet pregno di pepe nero e muschio. Al palato è vellutato, elegante ed esprime il frutto con un tocco delicatamente abboccato, suggerendo more, giuggiole, mela cotogna. Ha un corpo importante e una beva che induce alla meditazione. E’ una declinazione austera del vitigno, affatto ruffiana, ma comunque empatica.

Il Merlot qui ha dato vita anche a uno dei grandi rossi italiani, il Rennaia, sontuoso nell’estrazione del frutto e nella sua densa consistenza, un vino carnoso pieno di frutti rossi ben maturi e sensazioni speziate.

Altro classico dell’enologia affrontato con successo è il Pinot Nero, tradotto nel Senzansia la cui eleganza è annunciata già dal nerissimo rivestimento della bottiglia in carta istoriata, facendone un pregiato elemento di design. A colpire è anche il bel cromatismo del vino, i cui riflessi violacei si intrecciano a una trama rubino.

A un prevedibile corretto bouquet di sottobosco, segue in bocca una sorprendente nota erbacea che induce all’amaricante, tra genziana, prugne e radici di liquirizia.

Se il sorso è snello, la beva diviene intrigante nella ricerca del degustatore di cogliere tutti gli aspetti della sua complessità, compresa la sapidità nel finale.

Vino coraggioso e di originale personalità.

E’ un blend Eliseo Rosso che unisce 60% Sangiovese, 20% Merlot e 20% Cabernet Sauvignon presentandosi olfattivamente all’insegna del tabacco e dell’erba tagliata. I tannini, in bella evidenza, creano un velluto sensoriale che si porta dietro gelsi neri, cacao, mirtilli. L’intensa acidità ingentilisce la beva, senza fare avvertire la gradazione imponente. Elegante, equilibrato, di buon nerbo.

L’altro assemblaggio della casa è il Cabraia che prevede 85% Cabernet Franc e 15% Cabernet Sauvignon, condensando le note varietali in sensazioni silvestri e succhi che richiamano frutta invernale matura, su cui si stendono bacche di vaniglia e accenni pepati: un grande vino di cui si avverte tutto lo spessore.

I bianchi offrono un orgoglio anche locale come il Vermentino che nel Valentina assume freschezza aromatica leggera e suadente. Intensamente minerale, veicola mela annurca e bergamotto.

Il Pinot Bianco dell’Eliseo Bianco invece profuma di fiori e ha impatto balsamico, arioso. Abbrivio minerale e quindi sapido, presto avvolto da mango, ananas e pera Williams. Fresco e gradevolissimo, conquista agilmente.

Una gloria territoriale l’Aleatico Passito chiamato Amansio.

Il bouquet si fa notare per le erbe officinali e il fogliame fresco.

I sentori sono di ciliegie candite, fragola Candonga, bacche di Goji e melograno.

Un nettare delicato di grande pulizia organolettica che lascia la bocca netta e profumata.

Abbiamo chiesto a Nico Rossi di narrarci questo suo progetto di vita: lo ha fatto nel video sottostante.

Info: https://www.gualdodelre.it/

         http://www.propostavini.com/contatti

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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