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I vini archeologici di Gualandi: l’autentica Toscana da bere

Pubblicato il: 30 maggio 2016 alle 10:08 am

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Ci sono varie tipologie di vignaiolo, come il vignaiolo-scrittore, il vignaiolo-filosofo, il vignaiolo-manager, vignaiolo-nobile decaduto, il vignaiolo-contestatore, il vignaiolo-naturale e decine di altre definizioni ancora, ma di vignaiolo-archeologo ne conosciamo soltanto uno, il toscano Guido Gualandi.

Uno che ha fatto dell’archeologia il proprio mestiere ma che non ha resistito al richiamo della cultura del vino. Ha così deciso di mettere insieme i due mondi, operazione più che logica, vista la natura ancestrale del nettare di Bacco.

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Lo ha fatto senza concessioni alle mode che usano certi aspetti delle antiche produzioni enoiche soltanto per fare colpo su media e consumatori: Gualandi fa vera archeologia del vino, applicandola nei modi di produzione ma soprattutto con il recupero dei remoti vitigni autoctoni toscani.

Come il monumentale Foglia Tonda, vitigno che era quasi scomparso e che invece adesso risplende nelle bottiglie di Gualandi. Ha la potenza della Storia, con sentori pieni e definitivi di quanto possa offrire un bosco che immaginiamo abitato da figure mitologiche. Una succosità austera che tuttavia non respinge il bevitore meno avvezzo, regalandogli un’esperienza unica.

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Sempre in una selva ideale va in scena La Danza del Fauno, nome evocativo che Gualandi ha voluto dare al vino da selvaggio Colorino in purezza, vitigno colpevolmente snobbato fino a oggi da certi beceri mercanti di vinelli toscani che pensano soltanto al mercato.

Il Colorino invece è oggettivamente il più grande vino di tutta la Toscana, nessuno escluso: non esiste altro vitigno in grado di regalare complessità e godimento come questo concentrato di terre ribollenti reso succulento da ricordi di spezie orientali.

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Gualandi non si tira indietro con il Sangiovese, prodotto però sempre con la sua attenzione verso gli aspetti più sinceri di questo diffusissimo vitigno. Il suo Gualandus ha grande acidità e un frutto succoso. Una carezza vellutata al palato.

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Non poteva mancare il Chianti: il Montebetti ha un bouquet trionfale, un serra fiorita irrorata di spezie. Il sorso rivela marasche, accompagnate da una buona acidità. Un vino sontuoso con una serenità contadina.

Un Chianti diverso, fin dalla sua composizione, essendo “fatto con uve Sangiovese (90%), Colorino (5%), Foglia Tonda (5%) e piccola quantità di trebbiano: i cloni di Sangiovese, Colorino e Trebbiano sono per la maggior parte antichi, inclusi quelli ripiantati in questi anni (Abrusco e Foglia Tonda)”.

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Il Gualandresco è il modo in cui Guido dimostra come sappia fare vino in ogni modo, sfidando e battendo gli enologi sul loro campo, quello dell’assemblaggio tra uve eterogenee. Vino di puro e massimo godimento.

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Nelle note si legge che, in riferimento all’etichetta, “la forma della croce proviene dalle armature Pisane, nel XIII secolo patria del cavaliere Gualandi: attraverso la croce si può vedere un dipinto di battaglia di Guido Gualandi; il cielo stellato ricorda invece quello dell’affresco romano (IV secolo) nel mausoleo di Gallia Placidia a Ravenna”. Si svela così la passione per l’arte figurativa di Gualandi, altro elemento della sua sensibilità.

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Ancora un virtuosismo con il Vinum Bianco di Toscana I.G.T., da uve di Malvasia Lunga (detta del Chianti) e Coda di Cavallo (Trebbiano), fermentato e stagionato in botti di castagno.

Un trionfo di aromi e complessità, anche culturali: “si è cercato di riprodurre un vino antico recuperando ricette di epoca romana (Columella, Plinio) e anche grazie a uno studio di immagini di lavori di vinificazione e vendemmia di origine etrusco romana”.

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Per completare il quadro della personalità di Guido, si aggiunga che nel suo Podere Gualandi di Poppiano, frazione di Montespertoli (Firenze), grande attenzione viene rivolta all’ambiente, evitando erbicidi o pesticidi e usando fertilizzanti di origine naturale, per dare vita a vini preferibilmente non chiarificati e non filtrati.

Ci siamo fatti raccontare questo mondo di grandissimo fascino proprio da Guigo Gualandi.

Info: www.guidogualandi.com

www.propostavini.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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