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I vini di Quartomoro, memoria vivente degli autoctoni di Sardegna

Pubblicato il: 24 giugno 2016 alle 4:30 pm

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Bovale Grande, Vermentino, Cannonau, Nuragus, Carignano, Semidano, Muristellu, Vernaccia, Cagnulari, Monica, Pascale, Girò, Malvasia: sono i vitigni autoctoni della Sardegna, dai più famosi a quelli sconosciuti.

Arborea-Terralbese, Oristanese, Mandrolisai, Planargia, Nuorese, Ogliastra, Baronie, Gallura, Nurra-Coros, Centro Basso Campidano, Sulcis: sono i territori dell’isola in cui quei vitigni vegetano, per poi dare vita ai vini sardi autoctoni.

In questi due piccoli elenchi è concentrata la storia enoica della Sardegna e con essa parte fondamentale della storia socio-antropologica dell’isola.

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Elenchi che campeggiano sotto le voci ”Sardegna” e “Uve” nel sommario della home page della Quartomoro di Sardegna, “micro-azienda in evoluzione” di Arborea (Oristano) che “nasce come cantina didattica di Piero Cella, substrato sperimentale e di ricerca dell’enologo; si pone come fabbrica di idee, di esperienze sulla viticoltura e l’enologia sarda; l’intreccio di rapporti professionali e sociali produce una serie di prodotti derivanti dalle uve che mirano ad essere le pietre miliari della produzione sarda”.

Elenchi che non annunciano necessariamente vini prodotti da quelle uve, ma che intendono farsi documento storico, a tutela della memoria collettiva del popolo sardo e quindi dell’Umanità intera.

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E’ chiaro dunque che si tratta di un profondo progetto culturale che invece di produrre libri o arte, realizza vini. E i vini autoctoni di Quartomoro sono beni culturali alla stessa stregua della letteratura e dell’arte.

Basti pensare al valore storico della linea Memorie di Vite che recupera vitigni ancestrali per proporli nella loro antica essenza. Talmente si va all’essenza che questi vini sono chiamati con degli acronimi.

BVL è “un vino rosso poco diffuso”, da uve Bovale Grande o Bovale di Spagna coltivate a Marrubiu-Terralba (Alto Campidano) in un impianto di oltre novanta anni, risalente al 1925. Potente fin dal primo approccio, ma rimanendo sempre acido e succoso, offre un sorso speziato che emoziona profondamente.

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MRS è “il rosso del Mandrolisai, vino che sostiene e che completa vitigni nobili e caldi come Cannonau e Monica”, derivante da uve Muristeddu-Bovale Sardo.

Succoso oltremodo, presenta qualche spigolosità al palato per la sua forte personalità, offrendo sensazioni sospese tra note amare e accenni abboccati.

Leggermente piccante, con del peperoncino rosso che emerge nel finale. Un vino pieno di vita, di energia, quasi termodinamico.

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Il CNN proviene da sua maestà il Cannonau, in una intrigante versione in cui freschezza e acidità addolciscono il grado alcolico, mentre il pepe rosso spadroneggia.

Il VRM viene dichiarato come “vitigno tradizionale dell’isola” proveniente dall’Alto Campidano (che sia il Vermentino?…!): molto minerale, evoca sensazioni di terra, come se il nettare stesso avesse una viscerale provenienza ipogea, ingentilita dalla composta di frutta che pervade il bicchiere.

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Il Vermentino di Sardegna si esprime ancora con fulminante mineralità nella linea Orriu, spandendo profumi di frutta tropicale, innervando acidità strepitosa e conquistando con una densità carica di gusto.

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Delle bollicine di Quartomoro abbiamo già parlato in questo giornale (www.storienogastronomiche.it), quindi ci limitiamo a ribadire che si tratta di grandissimi vini da scoprire.

Piero Cella, con la sodale Luciana Baso, vanno ascritti al novero degli eroi che tutelano e valorizzazione il patrimonio culturale italiano, con il loro “produrre vini-espressione della nostra terra sarda: con questo intento, quotidianamente ci impegniamo, cercando di lavorare al meglio, con il minimo intervento in vigna e in cantina, nel rispetto dei processi naturali”.

Un autentico “intreccio di vite, di esperienze e di culture, così come il luogo in cui nasce”.

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Info: www.quartomoro.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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