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Iginio Massari ci fa scoprire i dolci della tradizione bresciana

Pubblicato il: 24 giugno 2016 alle 10:00 am

Bossolà, Persicata, Biscotto Bresciano: sono i tre cateti su cui poggia il teorema di Massari sulla cultura dolciaria della città della Vittoria Alata.

Tre dolci della tradizione povera, nati spesso da una povertà antica difficile da immaginare nella ricca Brescia di oggi. Stupisce e ammalia che a ricordarsene sia una star mondiale dell’enogastronomia, quel premiatissimo Iginio Massari che tra i tanti allori ha ricevuto anche quello di miglior pasticcere d’Italia.

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Abituato agli onori dei media e alle luci della ribalta televisiva, Masterchef di Sky in testa, non lo immagini impegnato strenuamente in difesa dei prodotti più semplici, poveri ma identitari della sua amatissima città, nella quale è sempre rimasto.

La città in cui nel 1971 ha aperto la Pasticceria Veneto: da qui è partito alla conquista del mondo e qui ritorna sempre.

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Lo puoi trovare alle 8 della sera che sistema i tavolini esterni del locale sotto una pioggia battente. Un locale dove, pur in mezzo a un trionfo di quell’altissima pasticceria artistica che fa svenire influenti critici e sofisticati gourmand, troneggiano comunque loro, i prodotti che si porta dietro dalla memoria di bambino, quando rappresentavano una delle rare gioie zuccherate di chi poco o nulla aveva.

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Lo abbiamo visto in tv sicuro e imponente sciorinare la sua autorevolezza, dicendo la sua sui massimi sistemi dell’arte pasticcera.

Lo vediamo di persona con un’altra luce nello sguardo. Sarà perché non gli chiediamo di creme raffinate o di prodezze caramellate, ma dei dolci della sua città. Pur nel suo rigoroso aplomb, sembra affacciarsi in quello stesso sguardo un’emozione diversa.

Allora ci tira fuori alcune delle ponderose pubblicazioni e ce le fa leggere a voce alta: seduti in un tavolino del suo locale, al ripario dal diluvio, ci impartisce una lezione di Storia da Master universitario. Dice parole definitive sull’influenza decisiva delle abitudini alimentari nelle vicende antropologiche. Erige un monumento a chi le vicende dell’Umanità le ha decise alla luce fioca di un tinello anziché tra i bagliori di una battaglia epocale.

Ci commuove senza usare un filo di retorica. La potenza la lascia ai fatti: parlano di una tradizione semplice, di storie quotidiane.

Eccone un sunto.

Ah, abbiamo dimenticato di dire che le cose di cui parla Massari sono buone, tanto buone da mangiare: quasi ce ne dimenticavamo, irretiti nell’intelletto.

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La sofficità burrosa del Bossolà sbalordisce: è leggera come una carezza della nonna, come quella mano familiare dispensa una bontà senza indelebile nella memoria.

La Persicata è di un gusto talmente esagerato che non puoi credere nella estrema semplicità dei suoi ingredienti: le pesche del bresciano diventano più potenti del peyote, tanto è allucinante quella concentrazione di sapore.

Il Biscotto Bresciano è buono così, ma lo senti che ti chiede con forza di essere tuffato nel latte per esaltarsi. Un consiglio: evitate di offenderlo con latti globalizzati, cercategliene uno munto nella vostra zona e che sia intero. Oppure un latte di capra, naturalmente dolce di suo, il massimo dell’incontro.

Come il massimo dell’incontro è stato il tempo trascorso con Iginio Massari.

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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