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Iginio Massari sbaglia la ricetta della Chantilly: colpa di Masterchef?

Pubblicato il: 6 marzo 2017 alle 9:57 am

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Iginio Massari e la caduta (semantica) degli Dei…

Chiunque abbia mai acceso una TV e sia minimamente appassionato di pasticceria ed enogastronomia in generale, conoscerà sicuramente Iginio Massari.

E’ il titolare della splendida Pasticceria Veneto di Brescia, una vera e propria icona del dolce all’italiana, a cui giustamente tutti guardano. Campione internazionale e insostituibile docente nonché padre nobile della Cast Alimenti. Una delle migliori scuole di cucina italiane, che ogni anno forma decine e decine di aspiranti pasticceri, cuochi e pizzaioli. Una vera e propria icona che il grande pubblico ha imparato a conoscere ed amare grazie a programmi TV come Il più grande pasticcere e Masterchef.

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Proprio a Masterchef, in una tranquilla serata di fine gennaio del 2017, è accaduto l’impensabile. In una prova in cui i concorrenti dovevano preparare dei profiterole ripieni di crema chantilly, l’Iginio nazionale ha proferito la seguente frase: “devi fare la crema chantilly, metà panna, metà crema pasticcera”.

Attimi di sbigottimento generale, in quanto chiunque dallo studente di scuola alberghiera del primo anno in avanti sa perfettamente che quella non è la ricetta della chantilly, la quale prevede semplicemente panna, zucchero e vaniglia. Al massimo potrebbe essere una sorta di crema diplomatica, ma le proporzioni sarebbero comunque errate.

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La cosa che mi spinge a scriverne è che ovviamente Iginio Massari sa perfettamente come si realizza ogni crema esistente al mondo e non è nemmeno stata una svista. Masterchef è un programma registrato e montato infinite volte, se così fosse avrebbero semplicemente eliminato la parte in cui lo dice ed amen.

No, miei amati lettori, si tratta di una cosa diversa e a mio avviso molto più grave. E’ stata una semplificazione televisiva voluta!

La crema chantilly dai non addetti ai lavori è da sempre pensata come un mix di panna montata e crema pasticcera; mentre della diplomatica solitamente non si conosce nemmeno l’esistenza. Per cui perché non dare al pubblico esattamente quello che si aspetta?

Ecco, questo è molto grave, lo è soprattutto quando è una vera icona della pasticceria a prestarsi a questo giochetto al ribasso. Se il maestro dei maestri inizia a raccontarci incongruenze per esigenze televisive, di chi potrà più fidarsi il ragazzino aspirante chef o la casalinga di Voghera che vuole migliorare i suoi dolci?

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Se passa il messaggio che la tecnica e il rigore non sono poi così importanti e vengono in secondo piano rispetto al copione, allora questo tipo di programma perde ogni tipo di valenza positiva e propositiva. Resta solo un insieme di piatti lanciati e urla in un improbabile falsetto.

Un vero peccato, perché parliamoci chiaro, se gli istituti alberghieri italiani sono tornati a riempirsi di alunni, dopo anni di crisi assoluta, non lo dobbiamo certo al miglioramento degli stipendi, delle strutture o di qualche illuminata riforma governativa.

E’ merito di Masterchef e degli altri show tv di cucina che pur con tutti i loro enormi difetti e distorsioni della realtà hanno saputo far appassionare le nuove generazioni a un mestiere che era visto come uno dei peggiori in assoluto.

Per cui caro Iginio fallo per noi, non prestarti mai più a questi giochetti, dalla Endemol ci aspettiamo qualsiasi cosa ma tu hai una responsabilità enorme nei confronti di tutti noi che siamo cresciuti nel tuo meritatissimo mito.

Il tuo è prima di tutto un ruolo di garanzia. Pensaci!

Info: Pagina Facebook “IGPizza”

         Daniele Lanza

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L'autore

Daniele Lanza

Daniele Lanza, classe 1986, nato a Genova, cresce in un piccolo paesino del Monferrato fra vino dolcetto, pesto al mortaio e agnolotti fatti rigorosamente a mano. Milanese di adozione dai tempi dell'università, ha ricoperto negli anni praticamente ogni ruolo esistente nella ristorazione, da cameriere a restaurant manager, passando per le consulenze esterne. Appassionatissimo di enogastronomia, gira la penisola in lungo e in largo fra fiere e aziende agricole, per scovare la materia prima migliore e le storie che la rendono unica e speciale. Sommelier, degustatore birra, assaggiatore ONAF, bartender professionista, chocolate taster e tanti altri corsi e qualifiche dai nomi assolutamente improbabili stanno semplicemente a indicare la ferma convinzione che l'enogastronomia sia cosa seria: merita studio e formazione continua per essere capita e raccontata. Come ogni altra cosa.
https://www.facebook.com/igpizza.it/?fref=ts


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