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Il BabeK, la rivoluzione gourmet del kebab a Milano

Pubblicato il: 3 aprile 2017 alle 3:00 pm

Andata e ritorno. Blitz con Carlo Passera di Identità Golose a Taormina per l’inaugurazione del Kistè, boutique restaurant nel centro storico di chef Pietro D’Agostino che era appena stato per un evento a Milano. Il corto della sua cucina, non un bistrot (https://www.facebook.com/kisteeasygourmet/).

Poi ti ritrovi a parlare di quattro ragazzi di Palermo e dintorni (Bagheria) che si sono inventati a Milano BabeK, la kebab revolution: gourmet, filologica, no Doner e Slow Food. Sta in via del Torchio 3, lo hanno aperto Giulio Paracino e Gaetano Marino, bocconiani e manager, Pietro Pesco che sta alle cotture e studia Cinema a Torino, Virginia Paracino, laurea in Scienze Gastronomiche a Pollenzo.

“Il kebab – ci spiega Virginia – era cotto a strisce di carne sottili e noi lo facciamo così». Fa la tesi su BabeK, il prodotto, Giulio e Gaetano lavorano sul progetto di fattibilità.

I produttori fanno la differenza nel BabeK Tradizionale con pane di segale, una pecora sensazionale, lattuga romana, pomodorino bio, cipolla piastrata e salsa yogurt, nel BabeK Verde con seitan bio speziato in padella, misticanza, Aioli di mandorla e salsa Gialla. O nello Slow BabeK con pane arabo, Fassona sflilacciata, lattuga, pera, Robiola di Roccaverano, Capperi di Salina, Acciughe di Aspra, salsa yogurt. I produttori: il mitico Panificio Grazioli, l’Azienda Agricola Noi e la Natura per i polli, quella di Giovanni Belloli per la pecora bergamasca. Tutte Le Spezie del Mondo per i segreti della marinatura (yogurt, olio, spezie), Mediterranea Bioveg per il Seitan, La Granda per la Fassona piemontese.

La cottura di pollo, manzo e pecora, messi sottovuoto e in frigo per un giorno dopo la marinatura, è a bassa temperatura (4-24 ore) prima di essere piastrati.

Info: Pagina Facebook “Babek Milano”

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 25 marzo 2017

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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