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Il Castello medioevale di Agira (Enna), testimone della Sicilia antica

Pubblicato il: 8 agosto 2017 alle 7:00 am

I pochi metri da percorrere a piedi per raggiungere il Castello medioevale di Agira, passo dopo passo si traducono in un percorso nella suggestione più vibrante di una Sicilia antica che ancora oggi non smette di trasmettere tutto il suo fascino atavico.

E quando giungi tra le sagome ancora erette di ciò che resta del maniero, ti senti in osmosi con vicende e leggende di questa terra, incastonata nella brulla meraviglia dell’ennese.

Il sito ufficiale del Comune di Agira, nella ben organizzata sezione della Guida Turistica, tra i testi molto ricchi annovera anche la storia di questo Castello, partendo dal periodo sicano in cui “forse esisteva già il Palazzo sulla cima del monte Teja (poi divenuto Castello), nel quale abitavano i Capi dei primi Agiri e nel quale abitarono successivamente i principi-tiranni siculi”.

Seguono i periodi greco, romano e bizantino, durante i quali “il Castello rivestì soltanto un ruolo di rappresentanza ad uso delle varie autorità della città”, mentre con gli arabi “riacquistò il ruolo originario, tornando nuovamente fortezza e costruzione di interesse primario”, fino al tempo presente, in cui la struttura si presenta come “un rudere”, formato da “frammenti di mura perimetrali, della torre ottagonale sveva, di una torre a due piani pericolante; una torre a piano terra, una stanza sotto il livello attuale del terreno, brevi tratti di gallerie sotterranee, due pareti”, oltre a tratti delle antiche mura.

Un rudere che però non ha perso nulla del suo fascino evocativo, merito anche di una posizione senza pari, essendo collocato su una sommità dalla quale si apre un panorama che toglie il fiato, con la sua vista panottica sul cuore della Sicilia che si proietta in infinite direzioni, donando slanci di bellezza.

Quando sei in cima all’area, senti un’emozione atavica che sembra provenire da profonde e recondite radici.

Deve essere la Storia illustre che giace sotto i piedi dei visitatori, di una ricchezza inaudita.

Lo si è compreso nel triennio dal 2008 al 2010, quando la Soprintendenza di Enna e l’Associazione Regionale SiciliAntica hanno fatto confluire le forze in un progetto teso a indagare questo che è tra i più importanti siti archeologici dell’antica Agyrion, attraverso tre importanti campagne di scavo.

Il primo, scavo Agyrion 2008, è stato organizzato dalla Presidenza regionale di SiciliAntica sotto la direzione scientifica di Beatrice Basile, con il finanziamento di un’amministrazione comunale che si è dimostrata sensibile al recupero di tracce del passato della propria comunità: così sono state individuate nell’area del castello medievale, coincidente con l’acropoli della città greca, “diversi ambienti della zecca greca che hanno restituito una notevole quantità di reperti metallici (tondelli non battuti, scarti di fusione) afferenti all’attività della zecca nella seconda metà del IV sec. a.C.”.

E’ stata la conferma del pregio archeologico della zona, la quale ha stimolato nuovi interventi.

Come la campagna di scavi del 2009 condotta presso la necropoli ellenistica di via Palazzo sotto la direzione della Soprintendenza di Enna, la quale “ha permesso di gettare luce sulle relazioni storico-topografiche tra l’abitato greco e la relativa necropoli che si adagia sulle ripide pareti rocciose, appena sotto il castello svevo, per poi degradare, nella sua fase più tarda di fine IV e III secolo a. C., verso valle”. Ne sono emerse otto tombe complete dei relativi corredi.

Dalla collaborazione tra la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Enna e SiciliAntica, è scaturita la campagna Agyrion 2010, finanziata dalla Fondazione Angelo e Angela Valenti. I sessanta volontari provenienti da tutta Italia e anche dall’estero hanno portato alla luce un vasto e intatto lembo dell’abitato greco: “gli abbondanti materiali ceramici e metallici recuperati al di sotto del crollo di tegole permettono di datare il contesto tra la fine del V e gli inizi del IV a.C., ovvero il periodo del tiranno Agyris citato dallo storico agirino Diodoro Siculo”.

Le campagne di scavo 2008/2010 si sono svolte sotto la presidenza regionale SiciliAntica di Giuseppe Lo Porto, mentre dal 2012 alla guida dell’associazione c’è Simona Modeo.

Da citare anche uno scavo diretto nel 2014 da Filippa Pinella Marchese, responsabile del servizio archeologico presso la Soprintendenza di Enna, in seguito al quale è venuto allo scoperto “un vasto lembo della necropoli sud (con tombe a cappuccina e a fossa di età classica ed ellenistica) all’interno di una proprietà privata”.

Tutto questo a conferma di quale scrigno della memoria rappresenti Agira, ben rappresentato dai resti svettanti del suo Castello, la cui magia abbiamo cercato di catturare nel video che segue.

Ringraziamo vivamente Orazio La Delfa, Elena Minni e tutta Sicilia Antica per tutte le informazioni che ci hanno dato e per averci guidato fisicamente e metaforicamente nella memoria di questo maniero e in tutte le sue suggestive implicazioni storiche.
 
Info: www.siciliantica.eu

Info: www.comuneagira.gov.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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