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Il Mais Rostrato De.Co. di Rovetta (BG), salvato da Giovanni Marinoni

Pubblicato il: 14 giugno 2019 alle 3:00 pm

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Con la sua farina, si prepara la polenta più buona che abbiamo mai mangiato nella vita, eppure abbiamo rischiato di perderla questa immensa squisitezza, perché il Mais Rostrato Rosso di Rovetta è arrivato a una passo dell’estinzione: se si è salvato è esclusivamente merito di un eroico agricoltore del posto, Giovanni Marinoni, il quale non si è arreso e ha lottato contro la sua progressiva scomparsa.

Parliamo di un uomo dall’età importante che ha continuato a coltivare questa rarità anche quando avrebbe potuto godere di un meritato riposo, ma ha compreso che la sua era anche una lotta a favore della biodiversità e così non si è risparmiato.

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La sua dedizione ha contribuito a fare diventare questo mais un caso internazionale, spingendo studiosi di tutto il mondo ad affrontare lunghi viaggi per venire a conoscere questo mais, con lo scopo di contribuire alla sua salvaguardia.

Quando siamo andati a intervistarlo, ci ha commosso per la sua semplicità ma anche per la tigna di un uomo volenteroso e generoso. Ci ha raccontato quel mais dalle sommità ricurve e pungenti, delle sue lontanissime origini storiche e attualissime qualità organolettiche.

Poi, davanti alla telecamera, ci ha fatto vedere come lo lavora una volta raccolto.

E’ tale il legame di questo prodotto della terra con la sua zona di elezione, da essere oggetto di grande attenzione da parte della Pro Loco di Rovetta, la quale, in una pagina del sito appositamente dedicata, racconta come sul territorio “accanto ai mais gialli di recente selezione, si produce ancora oggi una qualità di mais che ha conservato intatto nel tempo il proprio prezioso patrimonio genetico: si tratta del mais rostrato rosso che Giovanni Marinoni, appassionato coltivatore rovettese, ha gelosamente e sapientemente conservato nel tempo, preservando fino ad oggi uno straordinario esemplare di mais vitreo; la sua farina, mischiata in genere con altre di mais giallo, è infatti particolarmente indicata per la preparazione della tradizionale polenta bergamasca” (www.prolocorovetta.it).

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Viene poi ricordato come la Condotta Slow Food delle Valli Orobiche abbia “dimostrato in numerose occasioni come la farina di rostrato rosso di Rovetta, rigorosamente macinata in un mulino a pietra con certificazione biologica, si presti alla preparazione dei più svariati piatti, compresi i dolci”.

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Altra tappa, nel 2010, è stato l’avvio da parte dall’Associazione L’Era del ’900 di un progetto “per la valorizzazione di questa varietà di mais che vede coinvolti anche il Comune di Rovetta, il Parco delle Orobie Bergamasche e l’Università di Pavia con la sua banca del seme”.

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Infine, passaggio decisivo nel 2011, quando il Comune di Rovetta ha “deliberato per il Mais rostrato rosso di Giovanni Marinoni il marchio De.Co. (Denominazione Comunale), al fine di preservare la tipicità di questa varietà di mais rovettese dalle caratteristiche così uniche”. Da qui l’ingresso nel Network Internazionale dei mais antichi, “un organismo che associa sette mais allo scopo di valorizzarne la biodiversità e di promuoverne la conoscenza e la diffusione”.

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L’orgoglio per tale rarità ha condotto alla creazione dell’associazione Rosso Mais, sul cui sito si trovano le caratteristiche biologiche: “questa varietà si distingue per il colore arancione/rosso intenso delle sue spighe, per una granella vitrea o semi-vitrea e per il rostro dei suoi chicchi (detto rampì in bergamasco) a cui deve il nome; la farina che se ne ricava, macinata a pietra, ha un colore bruno carico con presenza di fibre rosse, odore di cotto, sapore dolce, aroma intenso, amalgama granulosa e ruvida”.

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Segue l’invito agli acquirenti a verificare che la farina e tutti i prodotti che ne discendono riportino in etichetta il marchio De.C.O. e/o quello dell’Associazione Rosso Mais, i quali “garantiscono la provenienza del mais dai territori d’origine”.

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I produttori autorizzati di mais rostrato rosso sono Azienda Agricola Beccarelli Bruno di Rovetta, Azienda Agricola Cà di Lene di Songavazzo, Azienda Agricola Visinoni Angelo di Rovetta, Cantiere Verde Cooperativa Sociale di Cene, tutti in provincia di Bergamo.

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(Il video qui pubblicato è stato realizzato da Andrea Marchi, a cura di Silvia Tropea Montagnosi, per l’iniziativa Galà per Marini del 2013, curata dagli Amici dell’Accademia Carrara con Cobe Direzionale e The Exnovo)

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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