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Il Mulo nella vigna

Pubblicato il: 19 ottobre 2018 alle 3:00 pm

Sull’Etna l’aratura con il Mulo sino a quaranta anni fa era una pratica molto diffusa. Con l’arrivo della meccanizzazione e i nuovi sistemi di coltivazione a spalliera, cosiddetta “a continentali”, il Mulo è stato mandato in pensione e con esso anche quelle maestranze capaci di addestrarlo e utilizzarlo nell’aratura del vigneto.

Quindi il ritorno a questo animale ha significato per i Vigneri capitanati da Salvo Foti nel territorio dell’Etna la ricerca di viticoltori esperti nell’aratura con il Mulo. Ovviamente si è attinto a persone anziane che sono diventate i maestri dei giovani Vigneri.

Coltivando vigneti ad alberello con alta densità d’impianto, quasi 10.000 viti per ettaro, l’unica meccanizzazione possibile è la motozappa. Ma questa ha dei limiti agronomici: compattazione del terreno, difficoltà nella lavorazione tra le terrazze. L’aratro tirato dal Mulo invece permette di fare un lavoro profondo, arieggiare la terra e si può spostare agevolmente senza distruggere le terrazze che contraddistinguono le vigne. Inoltre è un sistema di coltivazione eco-sostenibile con basso impatto ambientale.

Aggiungiamo che vedere un mulo al lavoro in una vigna è una delle vette più elevate di Poesia che possa raggiungere l’esercizio quotidiano dell’agricoltura: basti vedere il breve video che segue, intenso come una bucolica, ma senza bisogno di alcuna parola.

Info: www.ivigneri.it

 

SALVO FOTI

Salvo Foti - profilo

Etneo, nasce a Catania nel 1962. Nel 1981, inizia la sua carriera di Enologo nel settore vitivinicolo collaborando con note aziende siciliane dell’agrigentino, ragusano, trapanese, ma soprattutto con aziende etnee dove ha partecipato alla nascita di realtà vitivinicole oggi leader in questa zona. Nel 1988, per conto dell’Azienda Benanti, progetta e coordina la studio denominato Progetto Etna, una ricerca tecnico-scientifica sulle potenzialità vitivinicole dell’Etna, in collaborazione con il prof. Rocco Di Stefano dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti e il prof. Jean Siegrist dell’INRA di Beaune (Francia). Inizio anni 90 collabora con la Tenuta di Donnafugata di Marsala, per la realizzazione di vini passiti di Pantelleria, di vini bianchi di uve alloctone e rossi da lungo invecchiamento. A metà degli anni ’90, nella qualità di Responsabile del Laboratorio Chimico di Controllo Qualità e Ricerca, presso la Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone, si occupa di ricerca sui grani duri autoctoni siciliani

Ha svolto diversi stage vitivinicoli in Italia e in Francia. Il suo impegno nel settore enologico, da sempre, non è stato solo puramente tecnico, ma anche commerciale, scientifico, in collaborazione con Istituti nazionali, e divulgativo, in qualità di docente, nei corsi per sommelier (O.N.A.V., A.I.S., F.I.S.A.R. ). E’ stato libero docente di Enologia nei corsi di Wine Manager presso Istituti Professionali Alberghieri di Stato. Ha pubblicato libri tecnici sulla vitivinicoltura e ha collaborato con diverse testate giornalistiche del settore vitivinicolo. Tra le sue pubblicazioni: Etna. I vini del Vulcano (Maimone Editore, Catania, 2001- 2012), La Sicilia del Vino (Maimone Editore, Catania, 2003), La Montagna di fuoco (Food Editore, Parma 2008). Nel 2000 fonda sull’Etna un’associazione di viticoltori professionisti: I Vigneri.

Info: www.salvofoti.it

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