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Il nobile Laudemio e il consorzio privato dei 21 migliori “cru” fiorentini

Pubblicato il: 11 settembre 2017 alle 3:00 pm

Grande olio in cucina. Il Premio Laudemio ritorna Milano, dopo la tappa al Sushi B dello chef Nobuya Niimori, al Vun di chef Andrea Aprea, una stella, due degli otto scelti da Fausto Arrighi, ex direttore della Guida Michelin.

Diana Frescobaldi faceva gli onori di casa, una giuria ha valutato i tre piatti in gara, antipasto, primo e secondo piatto. Abbinati a tre produttori del consorzio che riunisce 21 fra i più antichi e nobili produttori delle colline fiorentine.

Sono 100mila piante su 2.300 ettari, quintali e bottiglie secondo stagione (120mila circa). “Mio padre ebbe 30 anni fa – ricorda Diana – l’idea di riunire gli amici in consorzio per esaltare e promuoverne l’eccellenza in Italia e nel mondo. L’elegante bottiglia, che richiama un profumo, è una scelta di mamma”.

Cultivar sono i tre classici toscani (Frantoio, Moraiolo, Leccino), la raccolta selettiva del frutto avviene nel suo perfetto stadio di maturazione, entro due ore viene portato alla frangitura, alla gramolatura e all’estrazione rigorosamente a freddo.

Per il 2016 note di freschezza erbacea e piccantezza, equilibrio dell’amaro identitario, “profumi fruttati e sentore di carciofo”. Nel Medioevo il laudemio era il fiore del raccolto, destinato alla tavola del signore. Oggi è il prodotto dei migliori cru olivicoli e obbedisce a uno stretto disciplinare che ha anticipato le norme italiane ed europee. Il panel di degustazione viene valutato da un gruppo di esperti che decidono lotto per lotto se può essere un Laudemio. Bottiglia in astuccio, per la luce, prezzo sui 25 dollari, mercati importanti Usa, Giappone, Australia, Cina, Russia.

Veniamo alla gara, sorprendente lavoro di Aprea, nei passaggi dell’olio delle ricette. Gambero Rosso, Cetriolo, Laudemio Frescobaldi con gli umori in emulsione naturale del gambero di Mazara crudo, pane. Gnocchi, Polpo alla Luciana, aglio, Laudemio, peperoncino. Con la salsa versata a parte. Baccalà in olio cottura, mantecatura, Laudemio di Colognole, pizzaiola disidratata.

In abbinamento vini Frescobaldi, fra cui un notevole Pomino Bianco DOC 2015, uvaggio di Chardonnay e Pinot Bianco nelle vigne alte, fino a 700 metri, del Castello di Pomino.

 

Info: www.laudemio.it

  

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 3 giugno 2017

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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