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Il Treno Museo di Villarosa (Enna), sui binari della Memoria

Pubblicato il: 2 dicembre 2016 alle 2:50 pm

“Visitare il Treno Museo e le miniere di zolfo di Villarosa e le Case Museo di Villapriolo rappresenta un’esperienza indimenticabile, ricca di contenuti educativi importanti oltre a essere una sana occasione per trascorrere una bella giornata all’aperto in luoghi di accecante bellezza per la natura che li circonda”: si presenta così il progetto fortemente voluto da Primo David, infaticabile agitatore culturale dalla vita più che avventurosa.

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Un’esistenza scandita dalle discriminazioni già in tenera età: prima perché ebreo, poi perché “terrone”, da alcuni non gradito nel pur civilissimo Nord Italia in cui era emigrato, infine perché ha trascorso la vita a opporsi contro chi voleva vessarlo sul lavoro.

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L’ultima delle sue battaglie lo impegna da quasi vent’anni ed è proprio il piccolo grande polo culturale creato intorno a Villarosa, centro agricolo di cinquemila abitanti, equidistante da tutte le principali città dell’Isola.

Qui Primo, allora ferroviere, è giunto anni fa per chiudere una stazione che tanto dolore aveva visto scorrere sui binari, ma è andata in tutt’altra maniera: ecco come.

L’idea di fondare il Treno Museo e le Case Museo ha permesso di salvare la stazione ferroviaria di Villarosa dalla chiusura da parte di Trenitalia, con la quale invece i gestori hanno intrapreso una piena collaborazione.

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Il Museo è stato fondato infatti nel 1995 “con l’intenzione di dare alla propria stazione ferroviaria la vocazione di stazione ferroviaria culturale e turistica capace di valorizzare maggiormente Villarosa, il suo territorio, le sue origini, le sue genti e tutte le altre bellezze di cui è ricca”.

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La denominazione per esteso della struttura ne precisa il contenuto: Treno Museo dell’Arte Mineraria, Civiltà Contadina, Ferroviaria e dell’Emigrazione.

Il tutto su un binario costeggiato da un viale alberato, il quale ospita vagoni merci trasformati in originali stanze espositive.

Il treno selezionato per divenire Museo si porta dietro una storia tragica: “i suoi vagoni furono usati nella Seconda Guerra Mondiale per deportare ebrei da Roma a Trieste presso la risiera di San Saba, unico campo di concentramento in Italia con annessi forni crematori, oggi monumento nazionale”.

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Gli oggetti esposti nel museo sono stati in gran parte donati dai villarosani, soprattutto da quelli che risiedono all’estero.

Tutti gli oggetti sono stati rigorosamente recuperati e restaurati personalmente da Primo David, cui si deve l’idea di allestire un Museo all’interno di un treno, “con lo specifico intento di trasformare un luogo di morte in luogo di cultura e memorie per non dimenticare il dolore e la sofferenza dell’emigrazione e le atrocità della deportazione”.

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La visita consiste in un audio tour tra “la minuziosa raccolta di oggetti che erano di uso quotidiano nelle miniere e nelle case del nostro territorio durante i primi anni del secolo scorso”.

Primo David racconta appassionatamente così la sua creatura.

http://youtu.be/9DAqXYHBUQ4

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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