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Il vino di Bova (RC), da provare alla Degusteria I Platia

Pubblicato il: 26 ottobre 2016 alle 2:50 pm

vino di bova RC degusteria I Platia 1

Bova è una delle località più culturalmente incontaminate d’Italia: lo dimostra l’avere preservato la sua lingua ellenofona con radici millenarie, ma anche una gastronomia dalla forte identità.

Non è da meno il vino. Infatti nel circondario di questo borgo in provincia di Reggio Calabria si coltivano rigorosamente vitigni autoctoni, come Nerello Calabrese, Greco Bianco e Guardavalle.

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Merito del lavoro della Cantina di Bova (Pagina Facebook) che si trova all’interno del Parco nazionale dell’Aspromonte, “nata allo scopo di produrre vini tipici della zona utilizzando i vitigni autoctoni di pregio presenti nell’areale” e nel contempo per “dare un impulso alla salvaguardia del territorio affinché si riprendano le coltivazioni dei vecchi vigneti in stato di abbandono”.

Per l’80% questa produzione può essere considerata “come viticoltura di montagna”, poiché le vigne “sono infatti situate a partire da un’ altezza s.l.m. di 700 m. e sistemate a terrazze”.

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Il capolavoro della produzione è Ambeli, un Nerello Calabrese in purezza affinato in bottiglia: il non aver fatto legno preserva tutte le note varietali del vitigno, offrendo sentori limpidi e freschezza fruttata.

La versione affinata in legno è lo Scerò, valido per chi ama i vini muscolari, irrobustiti dalla lunga maturazione nelle botti.

Vira verso la delicatezza invece il Marasà, rosato spogliato dai tannini che si arricchisce però di sensazioni floreali.

Tutto da scoprire il Fengari, perché assembla due varietà autoctone, il Greco Bianco e soprattutto il Guardavalle, tipico del versante ionico della Calabria. Un vino bianco dalle screziature erbacee non consuete unite a una speziatura che lo rende complesso e intrigante.

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Tecnicamente questi vini rientrerebbero nella IGT Palizzi, ma in realtà ben si differenziano da una delle denominazioni di origine più confusionarie d’Italia.

Ci si chiede che senso possa avere sul piano della cultura enologica creare una denominazione che mette insieme la bellezza di ben trenta diverse uve! Avete capito bene, l’incredibile numero di trenta vitigni, tutti nella stessa denominazione, come riportato da Quattrocalici.it: come dire che va bene tutto, purché si venda il vino. Perché qui il concetto di legame storico con il territorio è completamente ignorato. Infatti quale rapporto possono avere vitigni come Malvasia nera di Brindisi, Semillon, Traminer aromatico e Trebbiano toscano con la storia ancestrale della Calabria ionica? Nulla se non lo scopo, legittimo, di fare commercio di vino.

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E’ vero che perfino su Wikipedia si può leggere riguardo alle IGT che “generalmente in questa categoria rientrano i vini prodotti in territori molto estesi (tipicamente una regione ma anche zone provinciali molto grandi) secondo un disciplinare molto meno restrittivo e severo dei vini a DOC”, non mancando di sottolineare che “a volte la collocazione di un vino tra gli IGT è dovuta sia a scelte commerciali, sia all’impossibilità, per la loro composizione (vitigni utilizzati o altro aspetto del processo produttivo), di rientrare nei disciplinari delle zone di produzione a DOC e DOCG”.

Nel caso di Palizzi appare comunque esagerato il numero di vitigni alloctoni che rientrano nella denominazione, il cui unico comune denominatore è di essere coltivati in un determinato areale, senza che buona parte dei singoli vitigni abbia una tradizione in quella data zona.

Per questo va apprezzato il rigore dei vignaioli di Bova che mantengono viva la tradizione dei vitigni autoctoni, rinunciando alle tentazioni meramente commerciali, rimanendo invece fedeli alla coltivazioni delle uve che da secoli si trovano nel loro territorio.

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Se volete provare questi vini nella loro zona di produzione, il luogo ideale è la Degusteria I Platia che si trova in pieno centro a Bova, visto che il titolare Pietro Casile ci ha informato di fare parte della cooperativa che li produce.

Così come ci ha confidato che, malgrado la fatica di associarlo ad altre attività, tenere aperto questo locale rappresenta un modo per dare un futuro alla prole (e scongiurarne la tentazione dell’emigrazione) ma anche per mantenere acceso un faro sulla produzione enoica della zona.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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