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KFC al Bicocca Village di Milano, pollo fritto del Kentucky con 11 spezie

Pubblicato il: 16 marzo 2020 alle 7:00 am

In tempi di ristorazione necessariamente veloce, se proprio fast food deve essere, allora meglio che sia con una storia dietro, come nel caso della catena americana KFC, acronimo di Kentucky Fried Chicken, sigla che chiarisce subito la portata principale, il pollo fritto del Kentucky, stato degli USA dove tale specialità è un piatto identitario.

Motivo di attrazione è vantare una ricetta segreta che prevede l’impiego di undici tra erbe aromatiche e spezie che insaporiscono la carne bianca.

Un fenomeno planetario avviato nel 1952 ma che nella narrazione dell’azienda viene legato alla vicenda del Colonnello Harland Sanders, la cui avventurosa vicenda consente di “immergersi nel più autentico American Dream, nello spirito d’impresa di un uomo che si è fatto da solo, superando enormi difficoltà, senza mai arrendersi, solo con la propria determinazione, creatività e visionarietà”.

Nato nel 1890 nell’Indiana, rimane presto orfano di padre, affidato alle cure della madre che gli insegna a cucinare.

Seguono i lavori più disparati fino a quando arriva nel Kentucky per gestire un distributore di benzina con annessa cucina: è qui che matura l’idea di un fast food basato sul suo piatto preferito da bambino, il pollo fritto.

L’invenzione dell’Original Recipe è invece del 1940, quando è ormai diventato un ristoratore autonomo.

Il resto è un successo commerciale travolgente che lo ha portato oggi a essere presente in oltre centoquaranta Paesi con oltre ventitremila locali.

Venendo al prodotto invece si parte da polli interi da due chili che vengono tagliati in nove pezzi, quindi “semplicemente infarinati e cotti direttamente nelle cucine del ristorante”. Tutte le operazioni, quindi marinatura, infarinatura e frittura, avvengono al momento, con utilizzo “di un mix di olio di semi, palm oil free”

Poche le ricette, buon segno, perché effettivamente la qualità complessiva riscontrata è buona, soprattutto se messa in relazione con i prezzi, decisamente civili.

L’original Recipe “prevede di immergere i pezzi di pollo con l’osso (conosciuto come COB, chicken on the bone), già marinati, in acqua e di scuoterli per 7 volte nel cesto per scolare l’acqua in eccesso, di infarinarli 10 volte e di pressarli 7 volte nella farina per fare aderire bene la panatura”: il risultato è un’elevata croccantezza che avvolge una carne tenerissima, senza sensazione di unto bensì una notevole fragranza.

Per Tenders e Hot Wings, al fine di “rendere l’infarinatura più croccante, i pezzi di pollo vengono impanati due volte”, quindi “infarinati rigirandoli con 10 movimenti nella farina, dopo aver eliminato la farina in eccesso con un setaccio apposito, il pollo viene immerso nell’acqua e scosso in un cestello per 10 volte”, fino a “una nuova infarinatura sempre con 10 movimenti e l’eliminazione della farina in eccesso con il setaccio”.

I Tenders sono dei filetti che nella cui versione crispy mettono in risalto la presenza della carne e il piacere di masticarla.

Le Hot Wings, alette piccanti, scrocchiano in maniera golosa, mentre il peperoncino non troppo aggressivo le rende accessibili anche a chi non gradisce la sensazione ardente.

Ricchi e ghiotti anche i panini…

… e le patatine fritte…

… con particolare nota di merito per le tante salse, fantasiose e in grado di accendere i sapori delle pietanze con sfumature organolettiche originali, con la nostra preferenza che va all’Original Recipe e alla Fresh Pepper.

Da provare il convincente accompagnamento con il loro purè di patate, cremoso e non invadente.

Intelligente l’idea delle bibite a disposizione già comprese nel prezzo, senza limiti di consumo.

Abbiamo testato il locale di Milano collocato all’interno del Bicocca Village, riscontrando tanta buona volontà del personale, con qualche imprecisione al banco delle ordinazioni ma grandi disponibilità nel servizio in sala.

Info: https://kfc.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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