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Kuaska: la birra come battaglia culturale e spettacolo brillante

Pubblicato il: 11 gennaio 2016 alle 2:30 pm

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Deve esserselo sentito ripetere così tante volte che la sua vita è un libro che alla fine Lorenzo Dabove in arte Kuaska un libro lo ha dato alle stampe davvero, intitolandolo programmaticamente La birra non esiste. La vita, le storie, i segreti di Kuaska, il “profeta” della birra artigianale italiana (Altreconomia, 2015).

La prima citazione già schiude un mondo: “se uno non ama la birra è perché non ha ancora trovato la sua”, vergata da Michael Jackson, the beerhunter, maestro riconosciuto di Kuaska che definisce come una bibbia il suo The World Guide to Beer.

Un libro che gli capita tra le mani nel 1977 e che gli cambia la vita, soprattutto dopo avere letto le pagine “dedicate alle wild beers, ovvero le birre a fermentazione spontanea: la scoperta, prima in effigie e poi carnale delle wild beers, segna per sempre la mia esistenza; non si poteva più tornare indietro: da quel momento in poi la scimmia diventa irrefrenabile”.

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(The World Guide to Beer)

Così germoglia una figura unica nel nostro panorama enogastronomico: un esperto dalla competenza impressionante, superiore a quella di chiunque altro, il quale però evita di prendersi troppo sul serio e riesce a dispensare perle di conoscenza senza rinunciare al sorriso e all’intrattenimento puro.

Dimenticatevi dunque i tristi presunti soloni del mondo del vino, quei sommelier o assaggiatori con le facce sempre segnate da una smorfia grave che bofonchiano stupidaggini su sentori astrusi, o peggio ancora i sedicenti gastronomi che blaterano castronerie mentre fanno i lecchini degli stellati assumendo una faccia da funerale come se stessero dicendo cose serie.

Kuaska invece non fa pesare di essere il numero uno in assoluto, bensì pensa a portare gioia nella cultura del bere, ti istruisce divertendoti, fa divulgazione in maniera spettacolare, riuscendo a interessare chiunque a ciò che dice e quindi portando nuovo pubblico al mondo della birra vera, quella artigianale.

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L’istrionismo di Kuaska poi non è un atteggiamento da poser, bensì un’autentica vocazione artistica: “so di darvi una delusione ma alla fine ve lo dovrò confessare: il mio vero mestiere non è il degustatore ma il poeta d’avanguardia, professione invero poco redditizia, per la quale però mi sento predestinato”.

Cita come punti di riferimento Eugenio Montale e Dylan Thomas, ma in realtà il suo spirito dissacrante appare più vicino ai futuristi, con la loro lucida e spiazzante lettura della realtà, mentre lo spirito rivoluzionario è assimilabile al dadaismo: vederlo arringare i suoi discepoli durante gli incontri pubblici, fa pensare alla capacità di leadership di Tristan Tzara e alla sua anarchia (non soltanto) lessicale.

Questa indole artistica fuori dagli schemi ha dato vita a un’attività letteraria “fervida e appassionata, così come quella di attore e multiforme performer”, dalla quale è scaturito nel 1982 il nome di Kuaska, “il mio personaggio di poeta alieno che ho fatto a lungo in teatro e per strada (pochi spiccioli raccolti nel basco sdrucito di mio nonno) e che ancora oggi molto di rado mi diletto a replicare; è l’abbreviazione di Kuaskanapucja, una parola che un giorno mi ero appuntato sul mio block-notes di poeta senza un motivo apparente, e che non ha alcuna etimologia: è un nome di pura invenzione, che non c’entra nemmeno con la birra”.

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Dal punto di vista professionale, chi sia Kuaska lo spiega lui stesso: “sono considerato il massimo esperto italiano di birra belga: una buona ragione è che probabilmente sono l’unico”.

Non è avvenuto per caso: “ho viaggiato e studiato; studiare è sempre stata la mia parola magica: non sopporto gli incompetenti, i tuttologi, quelli che parlano senza conoscere le cose”. Ecco spiegato quindi perché non ha nessuna stima della maggior parte dei blogger.

La presentazione del libro è avvenuta al Baladin di Milano, location significativa, visto il rapporto che lega Kuaska al produttore più influente della birra artigianale italiana, “Matterino (detto Teo) Musso”, come lo chiama l’autore.

Ecco come Kuaska ha raccontato il primo incontro con Teo Musso, con un’irresistibile performance teatrale carica di comicità corrosiva.

Info: www.altreconomia.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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