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La Barbera autoctona del beneventano di Simone Giacomo

Pubblicato il: 10 gennaio 2018 alle 7:00 am

Un vero e proprio vitigno autoctono del beneventano, senza alcuna parentela con il più noto vitigno piemontese: la Barbera del Sannio non è soltanto un vanto enoico di Castelvenere, ma sempre più anche un suo elemento identitario.

Un vitigno dalle alterne vicende che ha anche rischiato di scomparire, prima di tornare a nuova vita grazie a produttori sensibili e consumatori sempre più attenti agli autoctoni.

Il nome ha stimolato storie e leggende, serissime ricerche e indagini di archeo-enologia, così lunghe da avere spinto in diversi a parlare di una sorta di mistero.

Gli storici hanno trovato citazioni ottocentesche del vitigno, i tecnici invece non hanno ravvisato familiarità con la vitis vinifera campana tanto da pensare possa “essere frutto di introduzioni recenti” (http://www.sanniodop.it/pagine/static.aspx?IdArticolo=648#.Wk63JLfibIU).

La tesi accolta da Simone Giacomo dell’omonima cantina è che negli anni passati questo vino servisse per rinforzare il cromatismo scarico della Berbera piemontese, tanto da mutuarne il nome. Ma a rendere importante l’azione di questa cantina, al di là del nome e dell’origine della Barbera, è la sua vinificazione in rosso e in rosato, mentre è in sperimentazione una versione passita.

Il Beneventano Barbera IGP rosso, da Barbera del Sannio in purezza, ha profumi densi e stuzzicanti, con un ingresso in bocca all’insegna dell’acidità, mentre tra i sentori emerge subito il pepe nero, attorniato da note di mirtillo. I tannini sono volatili e discreti, notevole il finale di Ribes.

Il Barberosa è la declinazione in rosato del precedente, con un saldo al 10% di uve a bacca rossa: il bouquet profuma di petali di rosa e manifesta una nota carbonica. Al palato, l’abbrivio è di melograno, tra acidità intrigante e un seducente sospetto di abboccato.

La cantina Simone Giacomo si trova proprio a Castelvenere, nel Sannio, “ai piedi dei Parchi Regionali del Matese e del Taburno, in un paesaggio morbido di poggi e piccole valli, ricoperto da vigneti e uliveti e attraversato da costoni tufacei vulcanici e piccoli torrenti”, in cui “la tradizione della coltivazione della vite è testimoniata sin dall’epoca sannitica e la produzione del vino ha assunto, a partire dal XVII secolo, un’importanza commerciale tale da necessitare di apposite strutture per la produzione vinicola”.

Da secoli caratteristiche della zona sono le grottole, “caratteristiche cantine ipogee scavate nella roccia tufacea e dotate di oculo superiore per il ricambio di aria, per l’illuminazione degli ambienti e per la caduta dell’uva pigiata”. A questa soluzione progettuale ipogea ha aderito anche la Cantina Simone Giacomo, aggiungendo sistemi per la riduzione dei consumi idrici ed energetici e ambienti per eventi culturali.

Abbiamo chiesto al giovane titolare di raccontarci il lavoro che c’è dietro il recupero e la valorizzazione della Barbera del beneventano.

 

Info: http://www.simonegiacomo.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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