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La birra agricola di Teo Musso diventa Baladin Open Garden, a Piozzo (CN)

Pubblicato il: 13 luglio 2017 alle 3:00 pm

La terra e la birra. Teo Musso porta l’anima agricola e contadina di Baladin, il suo storytelling, dalla piazza di Piozzo al fondovalle che diventa Baladin Open Garden, sintesi tra la nuova fabbrica, la cascina storica e la natura che lo circonda.

Dopo una prova generale con tutto il paese e il parroco, “gli ho comprato la pista da ballo”, apertura nel solstizio d’estate con la banda Casadei (“sembrano punk”), il forno e la pizza di Bonci, ma ospiteranno anche altri maestri, i barbecue, la mitica salsiccia di Langa, costine, hamburger e wurstel di trota. Birra viva a fiumi.

Teo lo mostra al pomeriggio, con il mercato contadino, i progetti degli studenti del Politecnico di Torino, i funghi di una start up fiorentina che diventano decorazioni e installazioni multiformi.

La caldara in fiamme che fabbrica la brace per i barbecue, il Ludo Bus con i giocattoli antichi che allieterà i bambini con il francese Circo Zoe. Perché questa vuol essere l’alternativa al centro commerciale, una piattaforma visionaria e naturale per il pic-nic del week end, con sette bracieri a disposizione.

 

Tutto passa dal recupero della cascina Coda, costruzione rurale fine del 1600 e censita anche nel catasto napoleonico che ospita un antico forno a legna, utilizzato per preparare il pane per le borgate circostanti.

La piccola macina a pietra lavorerà i cereali coltivati nel Baladin Open Garden.

Le cantine originali per l’affinamento in botte delle serie speciali di birra Baladin Xyauyù. La birreria e la salsicceria o macelleria agricola dove c’erano le stalle. Al primo piano sala incontri e caffetteria, le cucine, la torrefazione. Al secondo piano il laboratorio del cioccolato, partendo dalla fava di cacao (St. Tomè), con la maestra cioccolatiera Marta Dalmaviva.

Il Luppoleto simbolo della birra agricola di Teo si trova a 800 metri da Baladin Open Garden, un ettaro piantumato nell’estate del 2016. Di fianco il campo d’orzo.

Con i 400 ettari coltivati da Baladin nelle Marche e in Basilicata, si arriva quasi al 100 per cento della materia prima, “nella zona delle ex stalle sarà l’essicazione del luppolo e la micro malteria. Nella collina il palco e un teatro, in allestimento”. Una fabbrica verde che fuma fin dal mattino, innaffiata a sera da un fiume di birre. Con i concerti scelti da Teo, cocktail di bartender e produttori, dj set.

Fabbrica e mercato, con i produttori dei dintorni, per far spesa e degustare, sotto i portici di Cascina Coda. E’ l’altra faccia, lato agricolo caro a Carlin Petrini, del progetto Baladin Open Garden, la condivisione locale dopo quella globale del Crowdfunding. Un banco lungo 20 metri, dalla nocciola di Langa al gelato, in attesa della rinomata Zucca di Piozzo. Stagionalità e territorio, gli amici di Teo. Il Verdurendolo di Mattia Dutto e Bruno Giordanengo che usa anche insetti predatori presenti in natura o tecniche culturali come il sovescio o la fumigazione dei terreni. L’Orto delle Erbe (officinali) dell’azienda agricola di Adriana Battaglino, con sale aromatizzato per le griglie, il fiordidado per soffritti, zuppe e frittate. Il Tartufo di Langa, azienda agricola di Andrea Bertone e Marco Ferrero e il loro progetto “micorizza”. Le Uova delle Galline Felici di Claudio Olivero, a Monasterolo di Savigliano, modello biologico e quattro metri quadrati per capo (zabaione Sambay). Lorenza Borsarelli e Andrea Fariano di Agritrutta allevano salmerini e trote in una riserva naturale con le acque del torrente Pesio, insaccate nella trutticcia per Open Garden. I formaggi vaccini del Caseificio al Santuario di Tortalla, il miele di Paolo Biglione, le famose Nocciole e i Dolci Langhe di Paola Seghesio; i succhi, la pera madrassa e le confetture naturali Casa Matilda con Anna Garneri e Fabio Palladin a Dogliani. Dal loro latte l’Agrigelateria San Pé di Antonietta e Giovanni Crivello. Dai loro bovini la carne de La Maddalena di Marco Busso. La pera cinese Nasci coltivata a Piozzo da Franco Romanisio e la Fiera della Zucca in stagione.

 

 

Info: www.baladin.it

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 25 giugno 2017

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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