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La Casa del Cous Cous più buono del mondo è a San Vito lo Capo

Pubblicato il: 1 marzo 2019 alle 3:00 pm


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Certo, un nome simile per un locale potrebbe sembrare ardito, ai limiti della supponenza, ma dopo averlo provato non puoi che concordare: sì, è proprio questa la Casa del Cous Cous. Non soltanto di quello sanvitese, ma di tutto il mondo.

Questa casa è stata costruita a San Vito lo Capo (e dove, sennò?), in via Principe Tommaso 8, da Enzo Battaglia, personaggio ormai prossimo alla leggenda intorno al quale ruota tutta la rinascita e l’esplosione popolare della città.

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Perché lui qui ha fatto il sindaco per anni, vantando di avere impedito la cementificazione selvaggia e contribuito alla creazione delle riserve naturali. Perché lui qui ha creato il nucleo di quel Cous Cous Fest di cui parla tutto il mondo. Perché lui, soprattutto, ha dato vita a questo ristorante che rappresenta una delle mete imperdibili dell’arte culinaria italiana.

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Lui, sanvitese doc, affiancato da un eccelso cuoco maghrebino in cucina: così l’intero Mediterraneo si riflette in un menu già bello a leggersi, ricco com’è di racconti e spiegazioni letterarie. Perché qui davvero la cucina è narrazione, Storia, memoria, in una parola, Cultura.

Tra le righe dei cibi infatti il dialetto siciliano si fa lingua autonoma e nobilissima, insostituibile per spiegare l’autenticità di profumi e sapori annunciati dal menu.

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In attesa delle portate, dopo uno sguardo alla carta dei vini, ricca di proposte territoriali, scegliamo un Alcamo bianco Il Baglio, delle tenute Matranga, prodotto nella non distante Buseto Palizzolo: molto vinoso, acidità spiccata, introduce dolcezza aromatica, tra la nespola e una punta di ananas.

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L’introduzione del pasto qui si chiama  Rapipitittu, metafora sicula per indicare gli antipasti, i quali, scrive Battaglia, “nella storia del Popolo Siciliano non sono mai esistiti, perché mai è esistita la necessità di aprire un appetito caratterizzato dallo sconfinamento cronico […]; ciò che ora viene presentato come antipasto, era, pertanto, l’unico pasto di cui disponeva la gran parte delle famiglie siciliane”.

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Apertura consona con frittelli ri nunnata (frittate di bianchetto), un trionfale impasto di pesce ghiaccio, uova, formaggio, aglio, prezzemolo, sale e pepe, fragrante e profumato.

Accanto, la cipuddrata ri tunnu, tonno con cipolla in agrodolce, dalla rara consistenza che dà gioia. Stesso condimento per la golosa caponata di spatola. Inevitabili quindi l’antipastu ri tunnata (antipasto di tonnara), sapide delizie tra cui svettano le interiora, la ficazza e le uova.

Completano il piatto delle acciughe marinate inscritte in un pomodoro, incontro di tenerezza e freschezza.

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Discorso a parte merita un miracolo chiamato tunnu e mataroccu, “tonno fresco con una salsetta tipica dei pescatori a base di pomodoro maturo, aglio di Nubia, origano selvatico, aceto bianco di vino, olio, sale e pepe, tutto a crudo”: una sconvolgente delizia che ti ricongiunge con la natura, in cui si distingue ogni singolo sapore, a partire da un tonno rosso del Mediterraneo di rara consistenza e un pomodoro fresco a pezzetti che pare appena colto, mentre troneggia l’aglio identitario del trapanese, rosso come il sole che brucia la frazione di Paceco da cui proviene, aromatico come pochi altri al mondo. La sincerità di questo piatto commuove a lungo.

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Il racconto diventa epica con le Linguini Signuruzzu, ovvero alla maniera del nonno di Battaglia, Vicenzu Signuruzzu, “un pugno di cipolla affettata, olio d’oliva, peperoncino, pomodorini di Pachino, sale, una foglia di alloro e buon pesce fresco filettatto e spinato, il tutto leggermente saltato in padella con un pugno di pasta”: risultato, un trionfo di sapore antico quanto semplice. Ti godi il pesce nella sua purezza, appena accarezzato dall’acidità del pomodoro. E’ il piatto della memoria familiare di Battaglia, si sente dall’amore con cui viene servito.

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Se si vuole capire cosa voglia dire la cura della materia prima, basta prendere del tonno cotto nella maniera più semplice e addentarlo: vi sentirete tuffati a mare, in acque cristalline, beati.

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Ovvio l’assaggio del cous cous della Casa. Altrettanto ovvio che sia, innegabilmente, il cous cous più buono del mondo.

La qualità dei suoi grani, incocciati a mano, è inaudita: tale la bontà che mangeresti questo cous cous anche scondito.

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Poi però addenti il condimento e scopri una qualità del pesce senza eguali, con la grande eleganza del fantastico brodo di pesce servito a tavola ma a parte. Non si può dire di avere vissuto senza averlo provato.

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Ma non finisce qui. Pensi di averle già viste (e assaggiate) tutte e invece ecco sopraggiungere un altro primato: il sorbetto più buono della Terra. E’ fatto con limoni interi lavorati grezzi al naturale, utilizzando anche la buccia! Significa che nel sorbetto ritrovi tutti gli oli essenziali del limone, con un profumo che stordisce. Anche il sapore sconvolge: l’assenza di zucchero rende l’essenza del limone.

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Da questo sorbetto radicale e unico non si torna indietro: non potremo mai più prenderne uno in un altro ristorante, perché ogni confronto sarebbe insostenibile.

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Nota di merito per tutti i collaboratori del locale: dalla cucina al servizio, tutti estremamente competenti e consapevoli della materia preziosa che trattano, oltre che gentilissimi nel porgerla al commensale.

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Intontiti da tanta meraviglia, abbiamo chiesto a Enzo Battaglia di raccontare il suo locale: altro spettacolo, visto l’eloquio affascinante di un uomo che nelle sue mille vite precedenti è stato anche un docente di Lettere, intriso di classicismo e raffinatezza.

A rendere unica la figura di Battaglia è quel suo mischiare l’orgoglio delle umili origini da famiglia di pescatori al vezzo della citazione da uomo coltissimo che spazia dai classici latini al pensiero orientale. Un apertura al mondo di cui è intriso il suo locale, perfino nelle bellissime ceramiche dei piatti provenienti dalla Tunisia.

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Un’altezza intellettuale quella di Battaglia che fa assumere maggiore valore al suo attaccamento a un passato di povertà estrema, durante il quale una zuppa di pesce di basso valore commerciale rappresentava l’unico sostentamento, tanto da sostituire perfino il latte nella prima colazione. Un pezzo di memoria che tutti dovrebbero conoscere, nella società dell’opulenza colpita dalla crisi, per dare il giusto valore al momento che stiamo vivendo.

Eccovi il racconto della ghiotta di muzzuna nella vivida reminiscenza di Enzo Battaglia.

Info: www.casadelcouscous.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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