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La Casa Museo di Giovanni Verga a Catania, tra biografia e letteratura

Pubblicato il: 24 ottobre 2019 alle 7:00 am

Un’esposizione che associa spunti biografici, memoir tridimensionale dal vero, racconto di un’epoca: è raccolta tra le stanze della Casa Museo di Giovanni Verga a Catania in via Sant’Anna n. 8, strategicamente collocato nel cuore barocco della città.

Sulla pagina ufficiale del sito del Polo Regionale di Catania per i siti Culturali, Santa Sorbello descrive l’edificio come “un palazzo borghese di fine Settecento, impiantato su parte delle strutture preesistenti del piccolo convento dei Padri Trinitari della Redenzione dei Captivi”, il quale dopo varie vicissitudini viene acquistato dagli avi materni del Verga.

E’ qui che “Giovanni Verga nacque nel 1840, visse la sua infanzia e la sua vecchiaia, allontanandosi da questa casa e dalla città in età adulta per inseguire la grande passione della scrittura: nella stessa casa morirà nel mese di gennaio del 1922”.

Con felice e quasi necessaria intuizione l’abitazione è stata allestita in maniera da rientrare nella categoria delle case-museo, sempre più diffusa e preziosa, in grado di irretire con un singolare intreccio di istanze culturali. L’itinerario di visita “conduce alla scoperta di questa casa, dei suoi dettagli intimi e di quel grande fenomeno ottocentesco che fu il Verismo italiano, di cui Giovanni Verga è stato il massimo esponente”.

La struttura vede al primo piano la biblioteca con “un’importante raccolta pubblica che ospita libri e manoscritti originali dei fondi archivistici e librari di Luigi Capuana e di Federico De Roberto”, mentre “al secondo piano si trova l’appartamento privato dello scrittore, divenuto monumento nazionale nel 1939”.

Il tragitto prevede un’immediata immersione nella dimensione libraria, con pagine di giornali dell’epoca che pubblicavano le opere di Verga…

… splendide antiche edizioni dei suoi romanzi…

… o volumi di altri grandi autori con dediche autografe allo scrittore…

… e un vivido ritratto eseguito da Amedeo Bianchi, un olio su tela del 1912.

Di enorme interesse la biblioteca privata di Verga, con i volumi che testimoniano la sua ampia gamma di interessi cognitivi e curiosità intellettuali, spaziando da opere dei conterranei Capuana, De Roberto e Martoglio a pubblicazioni di editori come Emilio Treves, fino alle Edizioni futuriste di Poesia.

Nella collezione, duemilaseicento volumi “di altissimo valore e unici nel loro genere, fatti rilegare dallo stesso Verga, ognuno dei quali reca sul dorso le sue iniziali incise”.

Dalla dimensione artistica si passa a quella privata nelle stanze in cui si esercitava l’intimità dello scrittore, come le camere da letto puntellate da “ricordi familiari con i ritratti degli avi e le foto degli affetti più cari”.

Negli ambienti più privati si trovano anche cimeli e oggetti personali, a partire da alcuni abiti che evidenziano il buon gusto nel vestire.

E’ in quest’area che si incontrano alcune incisioni dall’ambientazione bucolica che vedono protagonisti gli animali, firmate dall’artista catanese Francesco Di Bartolo (1826 – 1913) .

Alla fine del percorso, si avverte di avere attraversato anche un’epoca, piena di raffinatezza coniugata con la semplicità, rigorosamente fedele agli stilemi estetici del territorio e al senso del decoro del tempo.

Nel video sottostante, le immagini della nostra visita alla Casa Museo di Giovanni Verga a Catania.

Immagini della Casa Museo Verga di Catania per gentile concessione di Regione Siciliana – Polo Regionale di Catania per i Siti Culturali.

 

Info: http://www.poloregionalecatania.net/catania_casa_verga_it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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