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La filosofia della cucina di Vittorio Fusari: territorio e cultura

Pubblicato il: 16 gennaio 2018 alle 7:00 am

La notizia del suo abbandono dei prestigiosi fornelli del ristorante Pont de Ferr di Milano per dedicarsi alla famiglia e in particolare al figlio che sta affrontando la delicata fase della crescita adolescenziale ha fatto notizia, conquistando anche titoli su importanti quotidiani, ma non ha stupito chi gode del privilegio di avere conosciuto Vittorio Fusari: l’umanità è la caratteristica che maggiormente emerge dalla personalità dello chef, insieme a delicata sensibilità, grande curiosità intellettuale, umiltà ed estrema riservatezza.

Sul sito personale Fusari ha scritto una lettera accorata a chi lo segue, spiegando così la decisione di interrompere lo scorso 23 dicembre il servizio nel noto locale milanese: “amo questo lavoro profondamente ma oggi so che sono chiamato altrove e so che devo posporlo alla famiglia, a mio figlio, a mia moglie, alle loro ed alle mie esigenze; perché anche di loro si nutre la mia ispirazione”.

La lettera è stata anche l’occasione per ribadire il suo pensiero sulla cucina: “piacere e bellezza sono veicoli dell’alimentazione con uno sguardo al futuro dell’ambiente, che è il patrimonio da custodire per tutti gli esseri viventi”.

Sul Corriere ha aggiunto una dichiarazione che conferma la rettitudine morale dell’uomo Fusari: “ce l’ho invece con la cucina stellata, che cerca più il lusso che altro e che alla fine è avulsa dalla realtà. Per carità, le stelle sono una gratificazione personale e professionale, ma se l’obiettivo è solo quello si fa più spettacolo che cucina” (articolo di Alessandra Dal Monte del 7 gennaio 2018). 

 

Il suo dichiarato intento di volere fare “una cucina di sostanza” trova riscontro nella pratica quotidiana. Ci ricordiamo ancora di averlo incontrato nella bassa mantovana nella straordinaria osteria Le Caselle in cui la famiglia Contadori custodisce e porta in tavola una tradizione secolare: aveva portato lì tutta la brigata che allora lavorava con lui alla Dispensa Pani e Vini di Torbiato di Adro (BS), per studiare rarissime e perdute tecniche di cottura come quella del Cappone in vescica di bue e canna di sambuco.

La stessa sete di sapere e di confronto che lo ha portato a cimentarsi con culture gastronomiche anche lontane, come quella della prefettura giapponese di Miyazaki, al centro di un suo memorabile show-cooking svoltosi nel periodo di Expo 2015.

Un creativo capace di fare scuola come pochi: a Iseo, sua città natia in cui ha anche operato, in ogni ristorante in cui abbiamo messo piede c’era in cucina qualcuno che aveva lavorato o si era formato con Fusari, tutti concordi nell’indicarlo come un vero Maestro.

Siamo adesso ben curiosi di assistere alla nuova avventura di un cuoco che ha fatto proprio un proposito di Teresa di Calcutta come “dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza, dietro ogni risultato un’altra sfida”.

In occasione del nostro ultimo incontro, gli avevamo chiesto del suo concetto di cucina: possiamo sintetizzarlo in profonda conoscenza e valorizzazione del territorio, tutela e valorizzazione dell’identità locale della materia prima, apertura alla contaminazione culturale; potete ascoltare il pensiero di Fusari dalla sua viva voce, nel video che segue.

 

Info: http://www.vittoriofusari.it/

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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