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La mostra permanente di calchi della gipsoteca del Castello di Bari

Pubblicato il: 7 maggio 2019 alle 7:00 am

Una piccola esposizione ricca di stimoli per la sua singolarità, in quanto compendio di sole riproduzioni che però divengono opere originali a loro volta, assumendo significati compositi e funzioni eclettiche: per questo merita un passaggio la Gipsoteca del Castello Svevo di Bari, incastonata tra i magnifici ambienti del maniero, ma così raccolta che va cercata e voluta.

Sull’apposita pagina a essa dedicata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1264906155.html) si apprende che è stata inaugurata nel  2011 per restituire “alla fruizione la straordinaria raccolta di calchi tratti dai più celebri monumenti pugliesi, realizzati per allestire il padiglione regionale dell’Esposizione Etnografica di Roma del 1911”. Questa comprendeva “un imponente numero di calchi in gesso esposti all’esterno ed all’interno della struttura, a testimoniare la coscienza diffusa fra gli intellettuali della regione di possedere un importante patrimonio architettonico ed artistico e di doverne divulgare la conoscenza”.

Una dichiarata motivazione legata al legittimo orgoglio identitario regionale, ma anche una missione pedagogica e divulgativa, “poiché “la mostra dei calchi doveva consentire ai visitatori la visione ravvicinata di particolari architettonici altrimenti difficilmente comprensibili”.

Le opere sono state eseguite dagli scultori Pasquale Duretti e Mario Sabatelli, “coadiuvati da artigiani formatori”: dipanano “i più notevoli motivi architettonici ed ornamentali dell’arte regionale, ispirandosi ai più importanti monumenti religiosi, civili e militari”, affidandosi al gusto estetico “con l’intento di mostrare l’evoluzione stilistica e tecnica dell’arte pugliese, anche se di quest’ultima offriva una immagine prevalentemente di Medioevo, con particolare riguardo al periodo romanico e all’età normanno sveva”.

L’attuale allestimento vuole essere proprio una rievocazione del concetto espositivo del 1911, “una sorta di antiquarium, dove però la collocazione dei reperti segue un ordinamento di tipo topografico, secondo la zona di provenienza, a suggerire una ricostruzione metaforica per modelli della produzione architettonica e artistica in ambito regionale”.

Il singolare progetto allestitivo  alimenta il fascino dell’esposizione, la quale si presenta come un compendio di ipotesi, in cui ogni calco è una sineddoche, una sintesi parziale che chiede al visitatore di immaginare il resto, incendiando la fantasia del neofita o sfidando la competenza dell’esperto, mentre gli analisti troveranno nel particolare l’essenza dell’opera suggerita, il suo apogeo, il dettaglio che svela il tutto, in cui ciò che sarebbe nella realtà invisibile all’occhio qui si palesa invece in una ponderosa epifania dell’evidenza.

L’illuminazione gioca sovente sui chiaroscuri per mettere in evidenza i volumi della materia e la grazia del tocco scolpito, scivolando sulle superfici e gonfiandole di pregnanza.

Se il magico, l’esoterico, il mostruoso, troneggiano nella capacità di emozionare l’osservatore, con il loro eloquente teriomorfismo…

… è tuttavia la scansione di volti in successione a stagliarsi nella memoria, con gli sguardi che tracciano traiettorie nello spazio, per farsi inquietanti invece quando puntano l’iride di chi le sta ammirando.

Nel filmato che segue, la nostra visita video-guidata.

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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