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La Rotonda di Rovigo, il monumento più noto della città

Pubblicato il: 16 luglio 2018 alle 7:00 am

In accordo con la sua genesi spirituale e la dedica religiosa, la visita alla Rotonda di Rovigo assume connotati di mistica stendhaliana.

La retta via che taglia la piazza XX Settembre in cui è allocato crea una concentrazione ottica verso il monumento che si traduce in attesa interiore, come se il visitatore si ponesse in attesa di una rivelazione…

… la quale arriva facendo ingresso nella struttura, quando l’occhio viene rapito dalla pianta ottagonale, la quale induce a una visione circolare panottica che trascina il corpo in un vortice su se stesso, all’inseguimento di dipinti, decori e pregi architettonici, con un’attrazione verso l’alto.

E’ questa forma che irretisce ad avere fatto conoscere il monumento come la Rotonda, quando in realtà si chiamerebbe Tempio della Beata Vergine del Soccorso.

Sul sito ufficiale apprendiamo che “risale agli anni a cavallo fra Cinquecento e Seicento”, quando Rovigo “da oltre un secolo era parte della Repubblica di Venezia”, con lo scopo di “conservare degnamente e onorare un’immagine della Madonna su cui si era concentrata la devozione popolare e che era affrescata in un piccolo oratorio costruito lungo la recinzione dell’orto dei frati Minori Conventuali di S. Francesco nella zona orientale della città”.

Tale rappresentazione della Madonna con Bambino, ritenuta miracolosa, è anche memoria del superamento di una pestilenza.

Il tempio eretto in suo onore “è tutt’oggi costituito da un corpo ottagonale illuminato in alto da tre finestroni per lato e terminante con un cornicione in pietra a modiglioni, intorno al quale gira nella parte inferiore un portico con colonne di ordine tuscanico senza base e unite da balaustra”.

E’ ritenuto “il monumento artistico più noto” di Rovigo, merito anche delle opere che ne coprono interamente le pareti, con soggetti che raccontano anche episodi storici locali, con un afflato simbolico e un’organizzazione tematica dall’evidente spirito pedagogico.

Tra figure sacre e ritratti di mortali non comuni (spesso esponenti del potere locale, anche clericale), trionfano le figure allegoriche, i moniti morali, le cronache terrene, le astrazioni eterne, gli eventi miracolosi …

… in un’alternanza di stili e visioni che passano da scene affollatissime a costruzioni estetiche più ieratiche, come nella rassegnata indolenza della Glorificazione di Scipione Boldù attribuita a Giovanni Battista Rossi, opera del 1648 in cui il podestà inginocchiato è raffigurato con i patroni delle due parrocchie di Rovigo, Stefano papa e Giustina, mentre due statue “alludono alle virtù della Fede e della Speranza”.

Le opere secentesche sono di autori come Pietro Negri, Pietro Ricchi, Pietro Liberi, Francesco Maffei, Antonio Randa, Giovanni Brunelli, Giovanni Coli e Filippo Gherardi, Antonio Zanchi, Andrea Celesti, Giulio Cirelli, Antonio Triva, Giovanni Carboncino, Antonio Servi.

Una tappa imperdibile nel processo di conoscenza della città: ve ne offriamo alcune immagini nel video che segue.

 

Info: http://www.tempiolarotonda.it/

 

 

Realizzato con il sostegno di C.I.F.I.R. – Consorzio Industriale Formazione e Innovazione Rovigo S.c.a.r.l. 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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