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La tragedia degli ulivi morenti della Puglia: c’è la mano dell’uomo?

Pubblicato il: 7 dicembre 2017 alle 7:00 am

Vedere un ulivo ammalato, ferisce già di suo, ma se si tratta di un albero radicato nella terra di Puglia, allora rappresenta un colpo al cuore, perché in tale contesto l’ulivagione non è un mero elemento agronomico, bensì un fondamentale elemento identitario, una sedimentazione storica millenaria, una radice antropologica imprescindibile.

Un ulivo in sofferenza fa soffrire anche chi lo osserva, soprattutto se da vicino, perché tra le sue piaghe senti urlare gli anni di lavoro in fumo di un agricoltore, insieme a un pezzo della memoria locale che sbiadisce.

E’ il dramma della Xylella fastidiosa, violento batterio che si introduce nella pianta inibendone l’alimentazione e conducendola quindi alla morte.

Un crimine dettato dalle spietate leggi della natura quando essa diviene assassina, aggravato dal cinismo di infliggere agli ulivi una fine lenta ed estenuante, soprattutto per chi ne osserva il progressivo decadimento linfatico e quindi la perdita di vigore, con le foglie che imbruniscono, i rami che avvizziscono, fino a una sorta di prolasso della struttura del fusto.

Una lenta agonia che innesta in un paesaggio lussureggiante degli spiazzanti elementi spettrali, in netto conflitto con la luminosità delle campagne pugliesi.

Se poi ti trovi tra le strette arterie viarie delle zone agresti del Salento, la vicinanza alle piante malate si fa più prossima e ti sembra di toccare fisicamente il male che attanaglia gli ulivi stortati dalla Bestia assassina.

Da quando il fenomeno è esploso, è stato tutto un fuoco incrociato di accuse (ci si è messa di mezzo pure l’Europa a darci addosso) e un rimbalzare di proclami, tra la scienza che si fa sempre più immaginifica nella ricerca di soluzioni spesso improbabili e cure che si rivelano inefficaci, mentre sono centinaia le piante  abbattute nel tentativo di impedire la propagazione del batterio.

Tra tante voci ufficiali, noi ne abbiamo invece ascoltata una che rimane sottotraccia, quella di un piccolo produttore oleario del Salento che ci ha rivelato una notizia ritenuta certa ma mai ascoltata prima: il batterio-killer sarebbe stato introdotto da alcuni speculatori edilizi per fare crollare il valore di terreni coltivati a ulivo vicini alla costa ionica, in maniera tale da acquisirli a poco prezzo per realizzarvi insediamenti turistici balneari.

Verità nascosta o leggenda metropolitana? Scandalo sommerso o fake news?

La serietà della persona che ci ha fatto la rivelazione ci fa pensare che qualcosa di vero potrebbe anche esserci, tanto che forse un’indagine della magistratura sarebbe auspicabile.

Certo, pensare a gente senza scrupoli che avvelena la sua stessa terra, fa orrore, ma di episodi del genere è pieno il nostro Paese.

Del resto in Salento abbiamo visto alcuni agglomerati turistici orrendi che sfigurano la natura selvaggia di coste tra le più belle del mondo: già quelle sarebbero da condannare a prescindere, almeno per il buon gusto estetico.

Intanto, gonfi di dolore, vi restituiamo ciò che abbiamo visto incuneandoci tra gli uliveti pugliesi in difficoltà, nel video che segue, per darvi un’idea delle dimensioni di questa sciagura.

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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