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Laguna di Nora a Pula (CA), esperienza ambientale totale nell’incanto

Pubblicato il: 5 settembre 2019 alle 7:00 am

Un parco lagunare di una bellezza infinita, un ecosistema di ricca complessità, un modello di gestione esemplare, una stratificazione storica antichissima, uno spazio espositivo di alto valore pedagogico, un’attività di recupero che salva cetacei e tartarughe marine, un sentiero natura che ti riconcilia con il mondo, un aquarium che si fa museo vivo, escursioni in canoa indimenticabili, ittiturismo con ristorante gourmet: impossibile neanche immaginare un’esperienza nella natura più completa di quella che si può fare al Centro di educazione ambientale Laguna di Nora a Pula, in provincia di Cagliari.

La laguna di Nora è “un ambiente acquatico di transizione dove si uniscono le acque dolci di fiumi e torrenti e quelle salate del mare” che si trova nella costa sud occidentale della Sardegna.

Costituisce “un ecosistema prezioso e fragile” che “si estende su una superficie di circa 55 ettari e comprende il ramificato sistema di canali e isolotti che caratterizzano la foce del suo torrente, il Rio Arrieras”, con uno specchio d’acqua principale “separato dal mare dalla penisola naturale di Fradis Minoris e da un lungo argine artificiale”, rappresentando “un interessante esempio di Panchina tirreniana, ricoperta da una rigogliosa vegetazione a macchia mediterranea e dalla flora tipica delle zone umide salmastre”.

Vi si accede attraversando a piedi una lunga passerella che solca le acque, contrassegnata da una parte da un muretto a secco di candida pietra e dall’altra da una staccionata in legno: un percorso che ha qualcosa di magico, perché ti separa dal rutilante e rumoroso mondo tecnologico odierno per portarti dolcemente a immergerti pienamente nella placidità ancestrale della Natura, infondendoti un senso di pacificazione foriero di serenità ma anche di intime riflessioni, fino a raggiungere uno stato di grazia impagabile.

Nel frattempo si possono incrociare “anatre, aironi, garzette, martin pescatore e diverse varietà di gabbiani, tra cui il raro gabbiano corso”, uccelli che “trovano riparo nella laguna di Nora”, nelle cui acque a loro volta “vivono spigole, anguille, saraghi, orate e muggini”, oggetto di una pesca che avviene con “sistemi tradizionali, nel rispetto del ciclo naturale dell’ecosistema”, sotto rigidi controlli che la rendono “un’attività economica sostenibile che non impoverisce le risorse e contribuisce a salvaguardare l’ambiente”, svolta da pescatori esperti e di elevata sensibilità sociale.

La stessa responsabilità sociale che porta i gestori a utilizzare questo paradiso per svolgervi un’intensa attività educativa, in cui la laguna “diventa una sorta di palestra sulla sostenibilità per i laboratori didattici che svolgiamo con le scuole e per le attività formative teorico-pratiche che sviluppiamo nei nostri progetti per la gestione sostenibile delle zone umide sarde”.

Qui si sente forte il richiamo della Storia, visto che la zona è popolata fin dal periodo nuragico (intorno 1300-1150 a.C.) e ha visto approdare l’immensa civiltà fenicio-punica che ha portato alla fondazione della contigua  città di Nora, oggi area archeologica, la quale ha assistito anche alla  dominazione romana.

In tale suggestivo contesto ci si può immergere in mare per “osservare i bassi fondali della baia che tra i pesci e le stelle marine custodiscono le tracce di una storia millenaria”.

Oppure vivere una delle esperienze più emozionanti al mondo, scivolando “con la canoa sulle acque calme della laguna di Nora, tra le insenature, gli isolotti e la foce del fiume per ammirare il volo degli aironi e le sagome dei pesci che ti nuotano accanto”.

Dopo una dotta ma fruibile introduzione ai pregi faunistici dell’area, segue una breve efficace spiegazione sulla gestione della canoa, cui segue la partenza sull’acqua.

L’escursione “parte dallo specchio d’acqua principale della laguna, ne costeggia le sponde per poi inoltrarsi nel fitto intreccio di canali formati dal fiume”, lungo un percorso che “si snoda per circa 2 chilometri e mezzo che si percorrono in poco più di un’ora”.

Si entra in questo modo in un labirinto che dispensa meraviglia a ogni vogata, con l’acqua che ti accarezza mentre la fendi, con lo sguardo stupefatto e la mente catturata dall’illustrazione puntuale e avvincente dell’esperto che ti guida lungo il tragitto.

Nel video sottostante, le riprese di questa indimenticabile esperienza.

La parte divulgativa si compone di vari passaggi.

Si parte dall’Aquarium mediterraneo, un “ecoacquario tra pesci, posidonie e stelle marine” definito efficacemente “un museo vivo per conoscere il Mediterraneo, i suoi habitat e le tante forme di vita che lo abitano”, con vasche di cristallo che “ospitano specie tipicamente marine” come “sciarrani e scorfanetti dalle incredibili capacità mimetiche o pesci che possono vivere anche in acque salmastre come i muggini, le spigole, le orate e taluni saraghi”…

… anche se a colpire maggiormente è la murena con quel suo aspetto minaccioso e il portamento fiero, lei così tanto apprezzata dai Romani che ne erano ghiotti.

Il clou è la grande vasca tattile che ospita “numerose forme e variegati colori della fauna degli invertebrati marini: pomodori di mare e patelle tipici delle pozze tra gli scogli, stelle di mare dall’intenso colore rosso, granchi, cicale, paguri e anemoni di mare con i loro tentacoli fluttuanti, tanti organismi di cui decifrare segreti e abitudini” perfettamente raccontati dai responsabili, i quali consentono sotto la loro cura di osservare da vicino tali affascinanti specie…

… e perfino di tenerne in mano alcune.

Si passa alla Galleria Cetacei, uno “spazio espositivo dedicato alla biologia e all’ecologia di balene e delfini” che ti accoglie “col canto delle balene che ti accompagna lungo tutto il percorso” in cui “puoi seguire l’evoluzione dei cetacei sino al loro ritorno al mare, scoprire che per loro il Mediterraneo è un habitat importante e saperne di più sul misterioso modo di comunicare di questi mammiferi marini”.

Colpiscono gli scheletri appesi al soffitto, con le loro dimensioni monumentali.

E’ il momento della commozione quando si raggiunge il Centro recupero Cetacei e Tartarughe marine che opera dal 1993 “per accogliere, curare e riabilitare esemplari spiaggiati o in difficoltà”, essendo “responsabile dei recuperi nell’area ricompresa tra il Golfo di Cagliari e Arbus”, ritenuta “particolarmente critica per la conservazione della specie Caretta caretta”.

Sono proprio le tartarughe di questa specie a trovarsi in tale struttura di ospedalizzazione, in vasche che “consentono l’accoglienza e il trattamento riabilitativo anche di esemplari di notevoli dimensioni e per tempi molto lunghi di degenza”.

Le piacevolissime ore trascorse nel Centro possono concludersi al ristorante Fradis Minoris che si trova nella medesima area, promettendo cultura e sapori di mare composti con grazia in una cucina a vista, in cui “gli arredi contemporanei ed ecosostenibili sono costruiti con materiali riciclabili”.

La sala “è quasi sull’acqua e dai tavoli lo sguardo spazia tra mare e cielo, sul davanti Nora e la torre aragonese e di lato uno spicchio di laguna”.

Il menù “viene fatto dopo il rientro della barca del pescatore Mario e dei pescherecci locali” nel rispetto della biodiversità marina, con la materia prima lavorata in maniera sofisticata e creativa dallo chef Simone Lolli che usa “i pesci, le erbe, le alghe e le verdure che per arrivare nella sua cucina non fanno lunghi viaggi”, privilegiando specie neglette quali “palamite, sgombri, muggini”.

Il benvenuto è composto da un’interessante tartare di Palamita e dal melone marinato…

… seguito da Spaghetti alla bottarga autoprodotta, delicata ed elegante, con spiazzante aggiunta di Fiore Sardo.

Squisita la carne del Barracuda, servita con piselli in baccello, menta e salsa agra.

Ottimi i dolci, dalla presentazione molto attenta all’estetica, tra i quali si segnalano il mascarpone con caffè e frutti di bosco…

… e il gelato di capra proposto con rapa rossa e lamponi.

Il Centro visite è aperto al pubblico da giugno a settembre: negli altri periodi vengono organizzate visite su prenotazione per gruppi di almeno quindici persone.

Nel video che segue, le immagini della nostra visita al Centro di educazione ambientale Laguna di Nora.

Info: http://www.lagunadinora.it/index.php

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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