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L’antica pasta artigianale di grano duro, tradizione abruzzese da Penne

Pubblicato il: 30 ottobre 2017 alle 3:00 pm

Pastificio Gaetano Sergiacomo dal 1924, Penne. Il primo distretto della grande pasta artigianale italiana, dove si produceva il miglior grano duro, derivato dal Senatore Cappelli. Poi gli eredi l’hanno ribattezzata Rustichella d’Abruzzo, presente in 75 Paesi nel mondo e in India con uno stabilimento e il marchio Gustoria.

Gianluigi Peduzzi, terza generazione con la sorella Stefania, ha portato la loro storia a Milano, affidando le sue paste a Enrico Bartolini, due stelle Michelin al Mudec di via Tortona.

Confezione in carta, sigilli in ottone, “li abbiamo mantenuti per continuità con la nostra biodiversità e tradizione – racconta il presidente Gianluigi Peduzzi -. Semola di grano duro trafilata a bronzo, essiccata lentamente a bassa temperatura, controllata dai computer come l’umidità, nelle cabine. Non nei tunnel. Semola ed essicazione sono il segreto della pasta e della sua tenuta di cottura (non l’acqua, quindi), anche usando i grani antichi. Quelli americani servono, in bassa percentuale, per il rinforzo proteico”.

Rende onore a De Cecco, “il primo a introdurre la ventilazione forzata”, e rivendica che “25 anni fa, anticipando di parecchi anni le attuali abitudini alimentari, Rustichella d’Abruzzo presentava la pasta integrale trafilata al bronzo come Specialità Gastronomica perché la legge vietava le farine integrali”.

Fino al 1947 i contadini locali coltivavano il Primo Grano, Senatore Cappelli riseminato senza selezione.

E Primo Grano è la prima pasta artigianale prodotto con 100 per cento grano abruzzese, grazie a un accordo di filiera con tredici agricoltori dell’Area Vestina.

“Il grano Saragolla, o chicco (sorgo) giallo è una varietà di khorasan di origine balcanica, è un’altra nostra linea bio con la Triticum di grano duro Senatore Cappelli, 100 per cento abruzzese come il nostro farro”.

Anche le Rustichelle con uova riportano alla tradizione, “quando ci riuniva la domenica nella casa paterna Sergiacomo nel quartiere Carmine di Penne, e zia Fafina le impastava con le uova delle galline del suo cortile”.

I pastifici artigianali che lavorano così si contano in una mano, Peduzzi cita Cavalieri, Gragnano è realtà recente.

 

Info: www.rustichella.it

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 21 ottobre 2017

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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