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Le birre artigianali di Hammer, sorsi di rigore e passione

Pubblicato il: 13 settembre 2020 alle 3:00 pm

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Se si vuol capire come la birra artigianale italiana possa fare ancora un salto di qualità decisivo, bisogna sentire parlare Marco Valeriani: il mastro birraio della Hammer, alla passione totalizzante che accomuna chi opera nel movimento, associa una competenza tecnica impressionante che va ben al di là del fenomeno brassicolo.

Valeriani ha maturato esperienza nel controllo di qualità di produzioni anche a carattere industriale, acquisendo conoscenze che toccano la chimica come la gestione dell’igiene, la cura della filiera tecnologica come il dettaglio conclusivo. Il risultato è portare una solida razionalità scientifica in un mondo per adesso spinto soprattutto da entusiasmi visionari, necessari anche (e soprattutto) quelli per dare smalto alla birra artigianale ma non sufficienti se si vuole alzare il livello, soprattutto adesso che l’industria della birra si sta seriamente preoccupando della crescita del mondo artigianale e attrezzando con forme di concorrenza capziose che cercano di imitare gli stilemi dei piccoli produttori.

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L’unione di cuore appassionato e mente lucidamente analitica la si ritrova nelle birre della Hammer firmate da Valeriani, in magnifica osmosi tra il rigore di uno stile asciutto e il desiderio compiuto di essere sempre piacevoli.

Il sorso conferma la tesi.

Basti già il brivido agrumato di Asia che ti riporta a note di bergamotto, per poi emanare freschezza floreale innervata di toni di zagara: “è la nostra interpretazione delle Blanche belghe” spiegano sul sito, svelando “l’uso particolare di agrumi, spezie orientali e luppolo giapponese, che conferiscono, insieme al ceppo di lievito belga, una complessità aromatica unica”.

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Intenso il profumo luppolato della Riverside, corposa al palato, densamente aromatica, prodotta con “un mix intrigante di luppoli di diverse origini: Tettnang Tettnanger (Germania), Fuggle (UK), Cascade e Centennial (USA)”.

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Freschezza aromatica spinta verso le vette del beverino per la Spring, la cui intensità suadente nasconde l’alcolicità, fino a un bel finale secco, assoluto, per una Amber Ale prodotta con una miscela di cinque malti differenti e “l’utilizzo dei luppoli tedeschi, inglesi e americani (Kent Golding, Saphir, Sterling) che conferiscono alla birra un piacevole aroma floreale”.

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Freschezza che rivaleggia con l’amaricante invece nella Wave Runner, American IPA la cui intensa luppolatura è “data da un mix di luppoli americani, fra cui Simcoe, Amarillo, Citra e Centennial”.

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Profumi di campo con erbe aromatiche in fiore nella Killer Queen che al palato dona una sensazione di carrubo, stuzzicando con il suo insinuante petillant: è una Double IPA in cui “ai malti viene aggiunto destrosio, per rendere la birra particolarmente secca e per far emergere al meglio le note aromatiche intense dei luppoli americani utilizzati (Simcoe, Chinook, Centennial, Columbus, Citra, Amarillo)”.

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Amabilmente delicato il soffio di cacao della Bulk, “birra nera, densa e vellutata, ispirata allo stile Porter, prodotta con una miscela unica di malti torrefatti e caramellati, e con piccole dosi di malto affumicato e torbato”.

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Da segnalare anche i profumi floreali inebrianti della Koral che pigia l’acceleratore sull’amaro, nonché il fruttato estremo della Imperial Ipa, dal gusto unico e sorprendente che mischia acidità e sentori erbacei.

Tutto frutto del lavoro magnifico che viene svolto nel birrificio di Villa D’Adda, in provincia di Bergamo, dove Hammer “nasce nel 2015 dalla passione per la birra di Fausto Brigati, che accomuna tutta la famiglia e nella fattispecie lega i soci fondatori Roberto Brigati e Angelo Brigati con un grande obiettivo: fare birra di qualità!“.

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La filosofia aziendale è sintetizzata dal logo, un iron brand che “si ispira al fascino del fatto a mano, il confronto continuo del lavoro artigianale del mastro birraio, gli ingredienti più diversi, la rielaborazione creativa delle tradizioni, l’unicità e la personalizzazione del prodotto: per questo Hammer vuole presentare la naturale evoluzione dell’artigianalità manuale”.

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Abbiamo approfondito il mondo di Hammer grazie a una delle imperdibili serate dell’enopub gastronomico Il Barbaresco di Legnano (www.barbarescoenopub.it), in cui oltre alla qualità delle birre ha sfavillato il talento culinario dello chef Lucio Capasso che ha creato piatti ispirati a queste birre, in alcuni casi usate anche nelle preparazioni.

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Durante la serata, abbiamo documentato con la nostra telecamera la capacità espositiva di Marco Valeriani nel descrivere il lavoro del birrificio Hammer: ecco il video.

Info: www.hammer-beer.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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