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Le colline del Grasparossa e le acetaie, da Manicardi nel modenese

Pubblicato il: 9 ottobre 2017 alle 3:04 pm

Castelvetro e il Grasparossa. Belle sono ad autunno le colline modenesi e mettere i piedi in vigna a due passi da cantina e acetaia è un’emozione.

L’azienda agricola Manicardi è figlia di una passione famigliare e di un profondo legame con il terroir. Enzo Manicardi, industriale metalmeccanico, si innamora di queste colline e regala alla moglie Ginevra il rosée che voleva.

Le batterie di aceto tradizionale messe a dote per le figlie sono l’altro tassello della storia di un’azienda famosa nel mondo per il suo prezioso Aceto Balsamico Tradizionale e per l’evoluzione moderna del suo Lambrusco.

Maria Livia Manicardi è la vigneron, con il marito a tempo pieno in produzione, Valerio Macchioni l’enologo, la casa di vacanze padronale, cantina e acetaia guardano dal basso le vigne che salgono in collina, i filari dove si fa anche un dolce trekking.

Il vitigno è il difficile ma autoctono Grasparossa, il nemico il verde (e il troppo dolce), Malbo Gentile, Grechetto e Pignoletto gli altri vitigni, il Trebbiano padrone in acetaia.

L’avventura, iniziata nel 1980 dal padre Enzo, è ormai solida reputazione (il loro Tradizionale da decenni), anche sui mercati esteri, dagli Stati Uniti al Giappone.

La produzione, ma dipende dalle annate, è di circa 80mila bottiglie (e 500mila di aceto).

Siamo a 300 metri sul livello del mare, il terreno è argilloso, poca acqua. Intorno ai 35 ettari, 20 a vigneto, i boschi, escursioni termiche e ventilazione.

Non sentirete solo gli zuccheri ma complessità e altre evoluzioni. E il cru di Vigna Cà del Fiore, intuizione felice del fondatore, è una Doc strepitosa, come il Biologico Enzo.

Fabula (Grasparossa e Grechetto) è il notevole Brut Rosè creato per la mamma, il Manicardi Brut (Pignoletto) un’altra interessante declinazione di bollicine.

Il Lambrusco per me è solo secco o brut, “anche se il mercato – racconta Maria Livia Manicardi – ci chiede anche il semi secco e l’amabile; ho invece dedicato il nostro bianco fermo Albus Albi (Pignoletto e Trebbiano) e il rosso fermo Ruby Lauri (Malbo Gentile) ai miei figli”.

Il metodo a rifermentazione naturale è Charmat. L’acetaia è il regno del Tradizionale di Modena Dop e del Balsamico Igp.

Info: www.manicardi.it

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 30 settembre 2017

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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