Google+

Le grappe della tradizione trentina della Distilleria Paolazzi Vittorio

Pubblicato il: 6 maggio 2019 alle 7:00 am

Il racconto agreste della nostra nazione non passa soltanto dal vino e dalla gastronomia, bensì comprende anche il fondamentale capitolo della distillazione, senza il quale non si possono comprendere elementi fondamentali delle basi della nostra cultura materiale: lo ribadisce la vicenda illuminante e a tratti commovente della distilleria Paolazzi Vittorio che “nasce nel 1962 a Faver in Valle di Cembra per continuare la tradizione del lambicar di famiglia, oggi portata avanti dal figlio Martino”.

Una vicenda avventurosa quella della grappa in Trentino, poiché “dopo la prima guerra mondiale la distillazione delle vinacce era divenuta illegale ed effettuata in Valle di Cembra in maniera clandestina: un’operazione rischiosa che consentiva però la sopravvivenza di un’economia contadina assai dura e povera”.

L’epos di quel periodo è confermato anche dalla semantica, visto che proprio in ragione di quella stagione tormentata il termine dialettale lambicar assume un doppio significato, ossia “arte di produrre la grappa (distillare)” e al tempo stesso “condurre una vita di stenti e fatiche nella povera realtà contadina di un tempo”.

Il lungo legame della famiglia Paolazzi con la distillazione parte dal bisnonno paterno Giuseppe che “era titolare di un alambicco prima dell’annessione del Trentino all’Italia, quando la produzione di grappa per uso domestico era consentita”.

Sarà il nipote Vittorio, una volta conclusi gli studi all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, a “rendere nobile l’attività del lambicar dell’azienda agricola familiare creando una piccola distilleria”, la quale, nel pieno rispetto della tradizione trentina e cembrana, adotta il metodo di distillazione discontinuo a vapore.

La Val di Cembra è talmente identificativa per tale attività da campeggiare col suo nome subito sotto il marchio dell’azienda, sancendo l’orgogliosa appartenenza a un’area non soltanto geografica ma anche storica e antropologica “considerata da molti la culla della Grappa trentina”.

La distilleria ha sede sulla sponda destra dell’alta-media Valle di Cembra, nel piccolo borgo Faver, confluito con Grauno, Grumes e Valda nel comune di  Altavalle, neanche duemila abitanti nella provincia autonoma di Trento.

Un territorio dalla netta riconoscibilità anche sul piano visivo, essendo un “paesaggio terrazzato vitato sorretto da circa settecento chilometri di muretti a secco che l’uomo ha strappato ai ripidi pendii che scendono fino al torrente Avisio”.

Tale conflitto con le asperità della Natura rientra nel concetto e nella pratica quotidiana della “viticoltura eroica ed estrema, coltivabile solo con molta fatica”, rappresentando una delle basi fondamentali e pregnanti della dignità di questa nazione.

Un contesto millenario, dato che “la storia della Grappa in Trentino è strettamente legata a quella della Valle di Cembra, un giardino vitato coltivato a vite sin dal IV secolo A.C. come lo testimonia il ritrovamento della Situla sul Doss Caslir a Cembra, un vaso vinario votivo, scoperta che fa della Valle di Cembra la culla più antica della coltivazione della vite in Trentino e, di conseguenza, anche della grappa”.

Tanto fascino si ritrova nel prodotti della distilleria, le cui caratteristiche rispecchiano la tradizione perseguita, offrendo di conseguenza suggestioni ancestrali al degustatore.

Molto interessante il confronto tra grappe proposte sia nella versione bianca che in quella barricata.

Come la Grappa di Gewürztraminer che nella versione bianca si presenta al naso con essenze zuccherine e miele cristallizzato, mentre in bocca srotola camomilla, erbe officinali, zafferano, chiudendo con una sensazione balsamica.

La Grappa Barricata di Gewürztraminer all’olfatto propone invece freschezza primaverile e aria tersa di montagna, impreziosita da Pino mugo, manifestando al palato una ricca complessità che parte dall’abboccato per sfumare in un finale amaricante. Evidente il tocco minerale così come le tracce di pera e bacche di ginepro. Il corpo spesso e importante contribuisce a rendere questa grappa irresistibile.

La Grappa di Müller Thurgau bianca ha un bouquet di prati in fiore, con accenni minerali che si ripresentano in bocca tradotti in sapidità, accompagnata da dense note amare vegetali e da olivello spinoso, mirto, sorbo, menta selvatica e liquirizia. Profilo aromatico pronunciato, finale lunghissimo, fino ad assumere toni balsamici.

La Grappa Barricata di Müller Thurgau invece ammorbidisce il bouquet con una placida camomilla che suggestiona quanto il seducente colore del distillato. Al palato è tutta un’armonia di miele millefiori, pera, con un pizzico di erbe officinali. Morbida e serena, ha una beva che procede dritta, senza intoppi, fino a un finale minerale.

La Grappa di Moscato è fin dalle intenzioni del distillatore quella “aromatica per eccellenza”, riportando “le caratteristiche varietali dell’ uva Moscato”, grazie a “sentori floreali, note di agrumi e di frutta matura”: la nostra prova conferma quanto annunciato dal produttore, ma va aggiunto che tanta facilità nella beva non sfocia affatto nella consueta ruffianeria delle grappe omologhe, poiché conserva l’austerità che contraddistingue la mano di Paolazzi, innervandola di una complessità speziata che induce comunque chi vi si approccia a mantenere un’attenzione meditativa, senza indulgere all’aspetto ludico.

La Grappa Invecchiata Riserva Cilien 1888 ghermisce il naso con fiori di gelsomino e camomilla, portando in bocca un impatto erbaceo che ricorda l’asperula, seguito da miele amaro di corbezzolo, soursop (la nostra graviola) e cannella. Intensa e pungente la sua acidità, come nella più rustica tipicità contadina.

Non a caso il suo nome evoca la vicenda di Cilien, nato a  Faver nel 1888, “uomo dal fascino proibito che dal primo dopoguerra diventa un vero e proprio pioniere nell’arte clandestina di quel tempo: la distillazione”, di cui rimangono “i racconti più testardi a dispetto della gendarmeria”.

E’ Martino Paolazzi a raccontarci l’epopea della Distilleria Paolazzi Vittorio, nel video sottostante.

Info: https://www.grappapaolazzi.com/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=paolazzi

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , , , ,



L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
www.domenicoliggeri.it


Back to Top ↑