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Le nuvole di Wicky e Cuttaia

Pubblicato il: 12 aprile 2019 alle 3:00 pm

Tema. Il Giappone incontra la Sicilia, Wicky Priyan e Pino Cuttaia, due stelle a La Madia di Licata, una sera a quattro mani a Milano. Una cucina della memoria proiettata nel futuro, su un grande lenzuolo bianco. Si conoscono, si stimano, Wicky ama e frequenta la Sicilia e qui si abbandona a contaminazioni sentimentali molto italiane.

Cuttaia inizia con una Nuvola di caprese, nuvola di latte, mozzarella di bufala, un pomodoro esplosivo.

Un tema: il cibo che diventa sottile manifesto da sfogliare.

Wicky e Neve di Sicilia, il suo crudo di scampi, olio al prezzemolo, salsa jalapeno, caciocavallo modicano grattugiato che diventa quasi un primo di pasta del Sud.

Cuttaia. Quadro di alici, pesce povero su tela, cipolla di Partanna, un quadro e un orto fra terra e mare. Capolavoro.

L’Umami di Wicky e la Fettina di tonno Alalunga (scottato solo da una parte perché sottile), olio e limone della mamma. La perfezione imperfetta del gesto domestico di Cuttaia.

Wicky. Oh mia bela Madunina: 6 nighiri composti alla base da riso allo zafferano. Due di kobe, due di ventresca di tonno, due di gambero rosso di Mazara. Decorati con polvere d’oro e foglia d’oro (oh Gualtiero).

Cuttaia. La trasparenza di calamaro. Raviolo di calamaro ripieno di crema di broccoletti e sopra salsa di acciughe in ricordo della bagna cauda piemontese. Consistenza e trasparenza sublimi.

Wicky. Wikakuni Kyoto: maialino dei monti Nebrodi lessato per sedici ore secondo la tecnica del Ryoutei Kaneki, accompagnato da mela caramellata e senape. Classico.

Cuttaia. Cornucopia: simbolo della Sicilia. Cannolo di ricotta di Passalacqua da Castronovo di Sicilia, marmellata di arance di Ribera, pistacchi di Raffadali. Una nuvola da passeggio.

Dolcezze finali di Wicky al cioccolato, parterre all’altezza, Ficarra e Picone a metà serata e per il dopo serata.

Evento speciale.

 

Info pagina Facebook: Wicky’s Wicuisine

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 30 marzo 2019

MARCO MANGIAROTTI

 

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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