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Le pizze varesotte di Beppe Rocca celebrate da Slow Food Legnano

Pubblicato il: 29 maggio 2017 alle 3:00 pm

Un anno fa su questa testata riferivamo con entusiasmo la scoperta di Beppe Rocca che crea pizze di grande valore culturale e organolettico nel locale per l’asporto Vai di Pizza! di Solbiate Olona, in provincia di Varese.

In seguito al nostro articolo, in tanti ne hanno parlato, anche i giornali locali che, pur conoscendo la pizzeria di Rocca, fino a quel momento non ne avevano compreso l’enorme valore.

Fino ad arrivare alla consacrazione odierna da parte di Slow Food Legnano, con una serata dedicata all’arte culinaria di Rocca e della moglie Palmira Meoli tenutasi all’osteria La Tela di Rescaldina, in provincia di Milano.

Tra le pizze in degustazione, esemplare di un lavoro di ricerca quella a base di Farina Bóna, da raro granoturco autoctono del Cantone Ticino che Rocca si procura dallo studioso svizzero Ilario Garbani: il suo sapore torbato si sposa con il condimento di mozzarella, catalogna, Aglio Orsino (selvatico) e formaggio erborinato di capra a latte crudo.

Seconda pizza a base di Perciasacchi, il più pregiato grano antico siciliano, secondo il fornitore Filippo Drago, mugnaio colto di Castelvetrano (TP): questa farina dona all’impasto un suadente profumo di camomilla, qui associato a una golosa ricetta con pomodoro, mozzarella, cipollotti caramellati, piselli e pancetta croccante.

Profumata ed erbacea la base ortica, su cui svetta la strepitosa Robiola di Roccaverano con olive taggiasche, rucola e aceto balsamico.

Dimostrazione di classicismo con una perfetta pizza alla napoletana da disciplinare, per passare poi a un dolce impasto di grano arso la cui affumicatura contrasta magnificamente con marmellata di arance, mousse di panna e caprino, scaglie di cioccolato al peperoncino del maestro Fabio Longhin.

Qualche pecca organizzativa, pur non inficiando la trionfale accoglienza a Rocca, ha sollevato serie perplessità sull’organizzazione di Slow Food Legnano.

La prima discrasia si è registrata nella presentazione della serata. L’iniziativa nei giorni precedenti era stata promossa come “Le Pizze di Beppe Rocca. La pizza come non l’avete mai assaggiata in abbinamento alle birre del Birrificio Italiano”, mentre in apertura di serata è stata definita “serata pizza e birra”. Ma i presenti non avevano fatto magari dei chilometri per mangiare una generica pizza di un qualsiasi pizzaiolo, bensì specificatamente “Le Pizze di Beppe Rocca”. Invece Rocca non ha ricevuto alcuna introduzione: chi presentava si è limitato a dire “qui c’è il pizzaiolo che vi spiegherà le pizze di stasera”, senza fare il benché minimo accenno ai motivi per cui la pizza di Rocca è celebrata dai media e portata in trionfo dai clienti.

Una disattenzione che è apparsa come una mancanza di rispetto verso Rocca, ma anche nei confronti degli astanti. Se una persona ha pagato per assistere alla serata “Le Pizze di Beppe Rocca”, gli organizzatori hanno il dovere di presentare adeguatamente il protagonista, descrivendo ai presenti le caratteristiche del lavoro del cuoco nei dettagli. E’ proprio prassi di Slow Food celebrare adeguatamente i protagonisti delle serate che organizza, quindi ha sorpreso molto negativamente che ciò non sia avvenuto alla Tela. Abbiamo assistito a centinaia di serate organizzate anche da piccole sedi Slow Food in ogni parte d’Italia, dal pavese alla provincia di Agrigento, in cui chi presentava faceva sempre una dotta prolusione sull’artigiano presente, dando lustro a lui ma anche informazioni utili ai partecipanti. In questo senso la condotta di Legnano è apparsa dunque un’anomalia.

Inoltre, secondo quanto annunciato in fase di promozione dell’iniziativa, le birre, sarebbero dovute essere soltanto un “abbinamento” alla pizza e non protagoniste alla pari.
Una volta assunta importanza nel corso della serata, sarebbe stato allora congruo un maggiore approfondimento sulle birre proposte e su chi le produce, per evitare di ingenerare il dubbio che possano essere state selezionate in quanto le sole presenti nella carta del locale.

Al di là di gusti personali e schieramenti, la scelta del Birrificio Italiano pretendeva più solide motivazioni in fase espositiva, oltre alla mera osservazione del suo essere “a chilometro zero” rispetto al locale in cui ci trovavamo. Anche perché il chilometro zero è stato applicato alla distanza tra un birrificio e il locale che ospitava la serata e non invece a quella tra la pizzeria celebrata e un birrificio a essa più vicino.

A svilire ulteriormente l’aspetto delle birre, la piattezza espositiva nella loro descrizione, piena di esitazioni e povera di informazioni. E’ stato dato per scontato che tutti i presenti conoscessero gli stili brassicoli proposti, ma da una nostra verifica una parte dei presenti non era ferrata in materia, quindi spiegazioni più dettagliate sarebbero state utili. Soltanto per la tecnica del dry hopping si è provveduto a un’illustrazione dalla minima completezza, mentre per il resto tutto è rimasto nel vago.

L’importante comunque rimane che l’arte di Beppe Rocca sia stata celebrata: un caso unico in Italia che ciò avvenga per una pizzeria di solo asporto.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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