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Le sapienti grappe trentine della Distilleria Francesco a Santa Massenza

Pubblicato il: 6 marzo 2018 alle 7:00 am

Quando degusti una grappa o un’acquavite della Distilleria Francesco, ti chiedi quanta sapienza ci debba essere dietro quel prodotto così ricco di carattere e profondità, perché ogni loro stilla trasmette l’austerità del Tempo ancestrale, il senso di grandezza artigianale e antropologica di una pratica antica, il calore di una tradizione radicata.

La risposta risiede nel luogo in cui prendono vita questi nettari, Santa Massenza, frazione del comune di Vezzano, un poco popoloso centro in provincia di Trento “che può essere considerato una piccola capitale della grappa”, come affermano con convinzione gli esponenti della famiglia Poli che gestiscono la distilleria.

Una tesi che sostengono con dati concreti: “qui infatti a partire dalla metà del 1800 si registrano le prime licenze per poter distillare”, raccontano sul sito, aggiungendo che “i contadini portavano la propria vinaccia a distillare per ricavarne qualche litro di grappa, a quei tempi molto prezioso per sostentamento anche economico”, mentre “dai primi del 1900 si registra un fiorire di piccole distillerie famigliari che aumentano di numero fino ad arrivare verso la fine degli anni ’60 a 13, tutte con regolare licenza”.

Un dato “da Guinness dei primati per un piccolissimo paese di poco più di 100 abitanti”, perché significa che praticamente ogni famiglia aveva una sua distilleria.

E’ dunque nel segno di una tipicità identitaria che si inserisce l’attività della distilleria di Francesco e Alessandro, con la fierezza di continuare una consuetudine tanto importante per Santa Massenza.

La Distilleria Francesco opera con “distillatori discontinui a bagnomaria che permettono una lavorazione in tempi strettissimi della vinaccia”, un “metodo sicuramente molto lento ed oneroso ma che permette di ottenere dei distillati molto fini ed eleganti”.

Come da manuale, “la lavorazione inizia subito dopo la vendemmia”, con le vinacce da uve bianche che “giungono in distilleria appena poche ore dopo la pressatura delle uve”, dove “svolgono la fermentazione alcolica in ambiente anaerobico e controllato” dai sette ai dieci giorni, prima di essere “immediatamente passate nell’alambicco per ricavarne le grappe più fini ed aromatiche che ricordano le uve di provenienza”.

Le vinacce da uve rosse invece giungono in distilleria “dopo aver effettuato la fermentazione alcolica in cantina con il mosto stesso”.

I risultati sono evidenti.

La Grappa di Schiava al naso evoca i prodotti da forno dolci, con una potenza volatile che inebria. Il sorso è cremoso e avvolgente, in cui spiccano toni minerali e freschezza aromatica, per una beva meravigliosa. Prodotto di straordinario equilibrio.

La Grappa di Traminer ha un penetrante e suadente profumo floreale. L’approccio al palato è all’insegna dei toni vegetali, con un curioso accenno di cardo selvatico e una tendenza all’amaricante che emerge nel finale. Grappa austera che si concede con discrezione, conquistando con il suo retrogusto balsamico.

La Grappa di Nosiola, ricca di sensazioni minerali, al naso è un tappeto compatto di fiori, gradevolissimo. In bocca le note amaricanti annunciano sentori di papaya e di spezie. L’aromaticità del vitigno rimane in sottofondo ma funge da collante sensoriale.

Discorso a parte per la monumentale Grappa di Riserva di Vinaccia del Vino Santo. Le vinaccia in questione proviene in parte dalla stessa azienda agricola di Francesco Poli.

La particolarità risiede nella lavorazione. La vinaccia, “dal contenuto zuccherino molto alto dato dalle uve Nosiola poste in appassimento per circa sei mesi”, una volta distillata viene posta in invecchiamento “per più di cinque anni nelle stesse botti in cui è maturato il Vino Santo Trentino”, per poi dare vita a una grappa da 50 gradi.

Al naso viene restituita tutta la suggestione delle uve in appassimento sulle aréle. In bocca scorre il senso dell’attesa, con l’abbrivio caramellato di un sorso materico, masticabile. Sa di fichi essiccati e offre le note fibrose del legno invecchiato. Ammirevole che, malgrado la provenienza della materia prima, la grappa non indugi sul grado zuccherino. Magnifico il suo colore ambrato, ammirevole il carattere imponente. Una grappa da meditazione, potente e memorabile.

Veniamo a un’altra specialità della casa, le Grappe alle Erbe, nobilissima tradizione trentina. Il lavoro della distilleria in questo ambito è di un rigore assoluto, per la ricerca approfondita della materia prima, per la scelta meditata delle erbe e per la loro attentissima lavorazione.

Come dimostra l’irresistibile Grappa all’Asperula, dal profumo di fogliame fresco che ti rinfranca. Le sue note linfatiche sono immerse nella dolcezza, prima dell’emersione di una leggera punta di aspro. La mineralità alleggerisce la beva, rendendola stuzzicante.

Nella Grappa al Cirmolo il bouquet di bosco ti trasporta tra gli arbusti, con la sua nota resinosa. Magnificamente radicale e senza compromessi, questa grappa mantiene l’amaricante senza ricorrere a stratagemmi zuccherini, come invece accade in analoghi prodotti di altre distillerie. Potente la sensazione balsamica e chiaro l’effetto digestivo, mentre il sorso è caldo e asciutto. Una delle più grandi grappe aromatiche italiane, eccezionale.

Esperienza mistica la Grappa di Genziana, distillato di radici della pianta provenienti dal Monte Bondone e dell’altopiano di Brentonico: potentemente erbacea, ti fa sentire come in mezzo a un prato, libero e in pace con te stesso.

Di abbagliante bellezza la Grappa Amara, la cui bottiglia mostra un seducente colore dorato opalescente in cui, come si trattasse di ikebana subacqueo, galleggiano rametti, foglie e bacche delle erbe che la aromatizzano, le quali sono Asperula, bacche di Ginepro, radici di Genziana e Rabarbaro, erbe officinali raccolte sul Monte Bondone. Al naso spiccano proprio le erbe officinali e il Ginepro, mentre in bocca è incredibile l’equilibrio raggiunto da ingredienti così eterogenei. Come da denominazione, l’amaro è pregnante. Grappa da intenditori, di immenso rigore: pulisce e profuma il palato, strabiliando con quel suo finale che rimanda all’Eucalipto.

Oltre a queste tipologia di grappe, la distilleria propone “delle acquaviti di frutta prodotte selezionando e distillando ottima frutta del Trentino”.

L’Acquavite di Pere Williams ha un bouquet delicatamente spiritoso che del frutto esalta la buccia, mentre in bocca è in evidenza la polpa nella sua essenza. Equilibrata, non spinge sul fruttosio e tiene a freno le note zuccherine. Un classico in stile mitteleuropeo, dalla beva austera, mai stucchevole.

L’Acquavite di Ciliegie Amarene al naso fa esplodere il frutto che deflagra già all’apertura della bottiglia, invadendo la stanza. Al palato il richiamo è di amarene sotto spirito, senza eccessi di dolcezza né alcun effetto sciropposo, grazie all’assodato controllo del distillatore che garantisce grande equilibrio alla grappa.

Ci siamo fatti raccontare questo intrigante mondo distillatorio da Alessandro Poli, nel video che segue.

Info: http://www.distilleriafrancesco.it/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=distilleria+francesco

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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