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Le vere antichissime origini storiche del tè e i suoi segreti

Pubblicato il: 24 agosto 2017 alle 7:00 am

L’antico Romano Impero non esisteva ancora e i cinesi stavano già bevendo il .

Nel frattempo, a Londra, l’alta società conobbe nuove bevande, ma nell’Impero Celeste una cultura del tè fioriva già da molto tempo.

Concentrati sulla tradizione che ti fa cominciare ad ascoltare te stesso.

L’amore cinese per il tè è simile al fascino che provano i Francesi verso il vino. La stessa passione e la stessa devozione a lungo termine. Ogni anno più di 600mila tonnellate di tè vengono raccolte nell’Impero Celeste (fino a 10.000 varietà) e quasi tutti amano berlo!

Eppure, mezzo secolo fa, una cultura del tè unica nel suo genere era sul punto di essere dimenticata. Sotto Mao Zedong, leader della rivoluzione cinese, le tradizionali case da tè erano state chiuse come “resti del passato”.

La patria della pianta del tè non è la Cina, come molti credono, ma il nord del Vietnam: da lì è arrivata nel sud della Cina, nell’India e nella Birmania. Quindi i Cinesi che prima si dedicavano solo all’infusione delle foglie di tè, si ritrovarono impegnati nella coltivazione di questa pianta.

Le prime documentazioni del tè e delle sue proprietà benefiche risalgono al 2000 a.C., in un primo momento come medicina e bevanda energetica, non per prendersi cura del piacere del gusto.

Di solito, la gloria dello scopritore del tè è attribuita a Shen Nong – un mitico imperatore che presumibilmente ha governato la Cina nel 2737-2697 a.C.

Si dice che un giorno abbia riscaldato l’acqua sotto un cespuglio di tè e che diverse foglie caddero accidentalmente in una pentola. La bevuta risultante impressionò l’imperatore che decise di cuocerla anche in futuro.

Secondo un’altra leggenda, un monaco buddista dall’India, Bodhidharma, vissuto nel VI secolo d.C., si addormentò una volta durante la meditazione e per punizione si tagliò le palpebre. Nel luogo in cui caddero, crebbero due cespugli di tè.

Secondo alcune fonti, il nome era comune a tutta la Cina prima della nascita di Bodhidharma, nel III secolo d.C., sotto la dinastia Han.

Allo stesso tempo, il tè è diventato simile alla bevanda che piace tanto ancora oggi , mentre nelle epoche precedenti, si usava una birra grossolana e forte che ricorda lo chifir.

Verso l’ottavo secolo il tè aveva fatto un altro passo avanti: era diventato molto più economico e anche le persone ordinarie potevano permettersene una tazza fragrante.

Nel 780, forse, fu portato a termine il più famoso trattato sul tè, Cha Ching, scritto da uno scienziato accademico, Lu Yu (733-804), in tre volumi. E’ in realtà la prima enciclopedia del tè.

E non è stato scritto in un linguaggio scientifico poco comprensibile, ma con fraseggi delicati e raffinate metafore poetiche. Quali termini descrittivi sono stati usati! “Le foglie di tè devono arricciarsi come il mento di un toro, sgretolarsi come un pezzo di pelle di un cavaliere tatarico, divenire come una nebbia che sale sopra un burrone e ammorbidirsi delicatamente come la polvere che è bagnata a terra dalla pioggia”.

Nei tempi di Lu Yu nel Medio Regno, veniva prodotto principalmente del tè pressato. La foglia di tè veniva cotta a vapore, schiacciata, creando delle mattonelle, utilizzando l’amido di riso come agente legante e poi cotte. Tale tè poteva essere conservato per lungo tempo, facilmente trasportato e, come un buon vino, diveniva migliore con gli anni. Se veniva raccolto per l’imperatore, veniva poi decorato con immagini in rilievo del drago e della fenice, simboli di potere supremo. Nella Cina moderna, il tè viene raramente pressato e non si utilizzano più gli additivi come leganti.

Il tè della Cina antica era diverso anche nella sua preparazione. Troviamo la descrizione del rituale fatta dallo stesso Lu Yu. In primo luogo, le foglie di tè asciutte venivano lavate con acqua fredda. Si accendeva il fuoco e si metteva il bollitore con dell’acqua. Aspettando che le prime bollicine si formassero sul fondo, venivano fatte cadere le foglie fresche e tenute in ammollo fino ad ebollizione, poi l’acqua veniva tolta dal fuoco. Quando le foglie di tè affondavano, la bevanda era considerata pronta e versata immediatamente nelle tazze riscaldate.

La particolarità della cerimonia del tè cinese risiede nella sua origine. All’inizio il tè era un privilegio per monaci e nobili buddisti. Da qui il nascere di un’atmosfera solitaria e sublime con chic aristocratico e un po’ di divertimento.

Nel suo momento migliore, presi dall’entusiasmo, in diverse parti dell’impero furono aperti giardini di tè, padiglioni e case da tè, dove si potevano degustare svariati tipi di bevande che si adattavano a tutti i palati, il tutto cinto da paesaggi di meravigliosa bellezza (familiari a noi grazie ai disegni sui vasi antichi cinesi), dai suoni della musica e dal canto degli uccelli, mentre alla sera tutto era circondato dalla morbida luce delle lanterne e dallo splendore dei fuochi d’artificio.

Negli ambienti più raffinati della Cina, a differenza dell’Europa, non sono mai stati serviti snack con il tè. E nemmeno latte, panna o limone. Altri sapori – zenzero, rosa, erbe speziate e scorza di limone – venivano serviti solo tra i poveri, per coprire la scarsa qualità delle foglie di tè (la migliore foglia era per i ricchi).

L’unico additivo riconosciuto nel mondo più chic era il gelsomino. Nel Medio Regno il gelsomino veniva usato per ripristinare l’aroma del tè, una volta divenuto meno evidente a causa del trasporto dalle province meridionali al nord.

Durante la dinastia Tang (618-907), il tè ha attraversato i confini della Cina: per primi hanno conosciuto il tè i giapponesi e i coreani, poi è apparso in Medio Oriente.

In Europa il tè è arrivato soltanto dopo otto secoli. Gli imperatori cinesi erano riluttanti a vendere tè all’estero. Come pagamento per preziose scatole di tè prendevano l’argento, pellicce di zibellino siberiane e cavalli veloci mongoli. Ai produttori di tè fino agli inizi del XIX secolo fu proibito rivelare agli stranieri i metodi di raccolta e produzione del tè. Coloro che disobbedivano, incorrevano nella pena di morte.

Nel video che segue vi racconto alcuni segreti del tè, come quelli legati al terroir e alla raccolta.

Info: www.teasoul.net

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L'autore

Anastasia Bessarab

Più di 13 anni fa ebbe inizio la mia avventura asiatica dalla Cina, dove ho vissuto più di 5 anni. Ho avuto una fantastica esperienza nel commercio del tè che è diventato la mia passione e parte della mia vita fino a oggi. Ero affascinata dai numerosi tipi di tè e dai loro sapori, i quali avevano un’armoniosa combinazione con la vita di tutti i giorni. Inoltre, sentivo profondamente che la filosofia dello Yin e Yang funziona in modo perfetto anche qui. Apprezzo molto i materiali naturali degli accessori da tè che sono comuni nell’usanza orientale. Ho avuto la possibilità di creare relazioni a lungo temine con i produttori di tè, imparando tutti i segreti, andando in profondità nei dettagli delle forme, dei sapori e dei colori, ottenendo così la conoscenza e l’esperienza di migliaia di anni di una cultura antica. E ho deciso di condividere la mia esperienza e conoscenza con voi.


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