Google+

Leonardo Da Vinci 3D, visione interattiva del genio in mostra a Milano

Pubblicato il: 21 agosto 2019 alle 7:00 am

Nel pieno del dibattito sulle mostre immateriali e del confronto culturale sull’utilizzo delle tecnologie in sostituzione del reperto fisico, interviene a Milano la mostra Leonardo Da Vinci 3D che chiarisce parecchio le idee circa l’apporto del digitale alle nuove concezioni espositive.

Nel concretissimo e al tempo stesso affascinante contesto della Cattedrale della Fabbrica Del Vapore in via Procaccini 4 a Milano, la mostra, aperta fino al 22 settembre, si inserisce nelle celebrazioni meneghine del genio leonardiano attraverso un approccio sempre più apprezzato dal pubblico e con il quale tutta la comunità scientifica dovrà rapportarsi: si tratta di intendere il focus espositivo non più sotto l’aspetto meramente materico bensì nella sua esegesi liquida, come se esso venisse pre-interpretato dal curatore prima di essere sottoposto all’elaborazione del visitatore.

Il timore di un filtro deviante posto dall’allestitore è fugato dalla presenza comunque in primo piano di una materia espositiva che non si sottrae a ulteriori interpretazioni soggettive dell’osservatore.

La missione è creare “un evento multisensoriale dedicato a tutta la famiglia, un racconto che conduce i visitatori al cuore dell’incredibile mondo di Leonardo”, attraverso “una perfetta sinfonia di musica, colori e immagini” che racconta “il genio assoluto del maestro del Rinascimento, attraverso una ricercata combinazione fra realtà aumentata, ologrammi e percorsi immersivi”, al fine di fare vivere al visitatore un’esperienza “nella quale tecnologia, modernità e innovazione riusciranno a trasmettere sensazioni di stupore e meraviglia”.

L’ambizione dichiarata è di entrare “nella mente straordinaria di Leonardo e nelle sue ardite evoluzioni” per spiegare la genesi delle sue creazioni “dai modelli delle macchine per il volo ai dipinti riprodotti in alta risoluzione”.

Un’osmosi di edutainment, divulgazione esperienziale e intrattenimento ludico “organizzata da ME20, in co-produzione con il Comune di Milano e in collaborazione con l’ICAR del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche – oltre che con altri importanti enti, istituzioni ed aziende”.

Gli organizzatori definiscono “educativa” la prima sala in cui è esposto “il quadro storico del personaggio di Leonardo e delle sue opere”, usando una timeline per descrivere le tappe della sua vita “oltre che una serie di modelli delle macchine da lui ideate e realizzate, riprodotte secondo i dettami dei codici Da Vinci”.

I dispositivi più sorprendenti sono il meccanismo a cremagliera “simile al moderno crick, con una ruota dentata per la trasmissione del movimento”…

… il sistema di carrucole “per agevolare il movimento del carico” che consente uno studio dei pesi…

… Anemometro e Anemoscopio che invece misurano il vento e ne intercettano la direzione.

Significativamente metaforico che il passaggio alla sala successiva debba avvenire letteralmente attraversando il corpo dell’Uomo Vitruviano, come se si venisse invitati a riconsiderare la nostra dimensione umana al cospetto del Genio e al tempo stesso si dovesse entrare nella carne viva dell’ispirazione, a contatto con l’interiorità complessa di un Essere che i confini tracciati dal cerchio li ha sublimati, andando oltre lo scibile e pure al di là del pensabile, nel pieno territorio dell’(in)immaginabile.

Così si entra nella sconfinata landa del talento artistico, attraverso  la galleria con le riproduzioni dei quadri più celebri di Leonardo: inevitabile La Gioconda (1503-1506)…

… non meno della Dama con l’Ermellino (1488-’90 ca.)…

… fino all’incompiuta Adorazione dei Magi (1481) con il suo flusso in fieri ancora vivido.

Nello stesso spazio un’apertura accoglie la stanza con l’ologramma di Leonardo che parla direttamente ai visitatori, con il consolidato sistema della teatralità tridimensionale che riesce a rendere i monologhi austeri grazie alla ieraticità di quinte dal panneggio scuro e all’eloquio solenne, senza intaccare la digeribilità dell’enunciato.

Un passaggio dalla “sala degli specchi dedicata al volo e allo studio delle macchine volanti”, con il recupero dell’evocativo linguaggio del disegno…

… e da qui l’ingresso “nella sala immersiva”, per la quale con onestà intellettuale viene usato il lemma “spettacolo” per definire l’intreccio di “luci, immagini e musica” che coinvolgono “i visitatori per circa mezz’ora”, durante la quale “immagini e suoni corrono lungo soffitti, pareti e colonne grazie ad un innovativo sistema di multi-proiezione altamente tecnologico e di straordinario impatto visivo”.

E’ il clou del percorso, un pirotecnico gioco di stimolazioni visive che proprio come i fuochi d’artificio ti induce a puntare l’iride in alto, intorno, di lato e ovunque si dirigano ghirigori che mutano in segno, macchie di colore apollinee che si permeano nella forma, luminescenze tradotte in narrazione, in cui ogni effige leonardiana diviene sineddoche di ciascuna sfumatura del suo mondo manifesto.

Un passaggio quasi catartico dopo il quale prima di guadagnare l’uscita si digrada verso varie forme di “immersive interactive experience”, dal 3D…

… alla realtà virtuale…

… passando per la sala del cenacolo che scannerizza la composizione figurativa del dipinto a un’esemplificazione delle tracce imperiture lasciate da Leonardo a Milano…

… e per l’aspetto che più ci ha colpito dell’esposizione, una sintetica ma intensa digressione sul rapporto tra la fotografia e l’opera leonardiana, con materiali provenienti da quel meraviglioso scrigno di tesori che è l’Archivio Alinari, oggi purtroppo in difficoltà ma da tutelare a ogni costo per il suo prestigio internazionale e per l’orgoglio che rende al nostro Paese.

L’apparato tecnologico prevede anche di essere accompagnati da una app che propone “un percorso virtuale attraverso il proprio strumento Android (smartphone o tablet)” in cui è possibile visualizzare “brevi video educativi” e acquisire “informazioni sulle opere”, oltre a offrire “modelli e quadri in realtà aumentata” insieme a “giochi e intrattenimenti”.

Si ha così la somma dei propositi dei curatori, Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi riuniti sotto l’egida di Art Media Studio, i quali, si apprende dalla biografia, “dai primi anni ’90 creano contenuti per pioneristici progetti video ad alto tasso di creatività ed emancipano il linguaggio multimediale a scenografia immersiva”.

Perfettamente centrato l’intento di creare una “mostra pensata per tutti, ma particolarmente adatta a famiglie e ragazzi”, come dimostra l’attenzione che riesce a catturare negli adulti e l’entusiasmo che abbiamo verificato nei più piccoli, sintomo di un’intellegibilità inclusiva che intende la divulgazione come atto ecumenico, senza snobismi né sovrastrutture.

E’ proprio l’obiettivo pedagogico a illuminare con la giusta luce l’operazione, perché l’allestimento è effettivamente fruibile da ogni fascia di scolarizzazione, consentendo a ciascuno di maneggiarlo con i propri strumenti cognitivi, facendosi guidare dalle tante suggestioni che si dipanano nelle sale, sia che attengano all’iperuranio dell’erudizione sia che puntino immediate all’ambito ludico.

In questo modo è come se la realtà aumentata mutasse in realtà endogena, oggetto di un’ulteriore ricostruzione virtuale ed emotiva che parte dallo sguardo rapito e introietta informazioni pulsanti, adattandosi alla sensibilità del visitatore.

Nel video seguente, gli appunti visivi della visita che abbiamo effettuato.

Info: https://www.leonardodavinci3d.it/it/home

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , , ,



L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
www.domenicoliggeri.it


Back to Top ↑