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L’Essenza del The più colto e ricercato del mondo arriva a domicilio

Pubblicato il: 8 maggio 2020 alle 7:00 am

Un mondo intero di sensazioni gustative, stimoli intellettuali e gioia rituale racchiuso tra foglie, frutti, bacche e aromi che diventano bevanda ancestrale e spirito moderno di conoscenza: è un’inebriante vertigine di scoperte e piaceri l’incontro con L’Essenza del The che vanta di essere stato nel 2001 “il primo negozio meneghino altamente specializzato nell’importazione e nella vendita di tè ed infusi” garantendo “un’attenta selezione dei migliori prodotti da tutto il mondo”.

Vale sia per il negozio fisico di via Cerva 22 a Milano che per la sua versione web l’efficace descrizione di “piccola biblioteca di aromi e profumi, un luogo in cui assaporare la cultura del tè”, perché ogni prodotto ha lo spessore culturale di un prezioso volume, offrendo narrazione di popoli lontani e di prodotti che invece possono esserci tanto vicini da arrivare fino in casa nostra, grazie a un formidabile e-commerce eccellente in ogni aspetto, dal sito scorrevole e induttivo alla snellezza delle procedure d’acquisto, fino a una cura del cliente senza pari.

Storie che si dipanano nelle trame vegetali di oltre 250 “qualità di tè naturali (verdi, neri, bianchi, oolong, pu-erh) rigorosamente sfuse, provenienti dai migliori giardini (India, Cina, Formosa, Giappone, Ceylon, Africa) a cui vanno aggiunte oltre 60 miscele di tè aromatizzati (bianchi, verdi, neri, oolong), tisane, infusi alla frutta e particolarità dal mondo (rooibos, mate, lapacho, vegetable teas e bouquet di tè)”.

L’afflato letterario del resto è testimoniato dalla frase simbolica adottata dal negozio: “vi è qualcosa nell’essenza del tè che guida verso un mondo di serena contemplazione della vita”, di Lin Yutang, erudito scrittore cinese più volte candidato al Nobel per la Letteratura.

Si sente soprattutto nelle declinazioni aromatizzate la sapienza della mano che assembla e compone caleidoscopi organolettici di infinita complessità capaci di portare in bocca arcobaleni con  ogni sfumatura del gusto.

Tra le diverse opzioni imperdibili, si parte da Inizio Primavera, in cui Tè verde Sencha e tè bianco Pai Mu Tan accolgono un’esplosione fruttata di fiocchi di Mango e Ananas, pezzi di Arancia e Fragola, fiori di calendula e aromi naturali.

Evocazioni esotiche più marcate in Passepartout, “Oolong fermentato al 60% con pezzi di papaya candita (papaya, zucchero), bacche di goji, aromi, pezzi di fichi e pesca (fichi e pesca con farina di riso), fiori di calendula e fiordaliso”, nonché in Amazzonia che al Tè nero di Ceylon aggiunge cubetti di ananas (ananas, zucchero), pezzi di Mela, croccante di Guava, foglie dolci di Mora, Cartamo, petali di Rosa cremisi e la singolare Guayusa che “cresce in prevalenza in Ecuador”.

Gioca semplice ma è vincente il Chiaro di Luna che nel blend di tè Verdi Cinesi, tè Bianco Pai Mu tan e Tè Nero India lascia spiccare l’acidità della Mela con gli oli essenziali delle Mandorle tritate, mentre è ammirevole l’equilibrio mediterraneo di Oro Rosso con Tè Nero (71%), scorza d’Arancia, bacche di Goji liofilizzate, fiocchi di Carota, boccioli di Rosa gialli, fiori di Cartamo e aroma di Melograno.

Per gli amanti della pesca sposata al tè ci sono l’abboccato Olimpo di Tè nero di Ceylon in cui il frutto è candito e associato a fiori di Osmanthus, nonché Little Sweet Peach in cui “piccole e dolci pesche di montagna” addolciscono il carattere perentorio dei Tè dello Yunnan.

In Afrodite invece la frutta abbraccia i fiori in una miscela di Tè bianco Pai Mu Tan, pezzi di Mela, dadi di Pomelo (scorze di pomelo, zucchero, acidulante: acido citrico), aromi naturali, Aloe vera candita (aloe vera, zucchero), Sambuco, chicchi di Melograno (lilla), Fiordalisi rosa, dalla persistenza infinita.

Per puntare deciso sul floreale invece va scelto Rosa d’Oriente, “speciale miscela di tè Verdi Cinesi (Sencha, Gunpowder, Fog Tea) e tè Bianco Pai Mu tan, Gelsomino, petali di Fiordaliso blu, Calendula, boccioli di Rosa ed Eliantemo e aroma”, capace di trasportare in pieno campo di gemme sbocciate a primavera inoltrata.

 

Prodigio di fantasia il Pop Tea Oolong Bio incentrato sul Grano Saraceno soffiato e leggermente tostato che assume le sembianze di piccoli pop corn piacevoli anche da sgranocchiare, mentre imbibiti portano suggestioni torbate che si intrecciano con aroma naturale di fava di Tonka.

Tra i tè non aromatizzati da altri componenti ma impreziositi dalle lavorazioni, imprescindibile testare l’irresistibile intensa affumicatura del Formosa Tarry Lapsang Souchong ottenuta con un lungo e minuzioso procedimento.

Stimolano curiosità e stupore i formati più particolari, come i Cuori di Tè Verde Pressato che nella romantica forma compattano foglie di tè verde con petali di Rosa inseriti in un sacchettino di voile in colori assortiti perfetto per un regalo….

… o il cilindrico Mini Tuo-Cha originario della provincia dello Yunnan, tradizionale “Tè Pu Erh compresso a forma di nido d’uccello” la cui infusione genera “un colore di ambra scura e un tipico gusto forte e persistente di legno e muschio”…

… e l’appallottolato China Green Lychee, floreale tè verde profumato dello Hunan dalla bizzarra “lavorazione artigianale a forma di spirale”.

E’ soltanto una parte di un immenso microcosmo che inneggia alla biodiversità e alla capacità dell’Essere Umano di tradurla in interminabili istanti di felicità liquida.

Portarlo in casa propria è come lasciare entrare un raggio di sole che illumina di senso una giornata uggiosa.

Info: https://www.essenzadelthe.it/index.php?lang=it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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