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Lino Maga anzi Maga Lino: un libro racconta Il signor Barbacarlo

Pubblicato il: 26 gennaio 2019 alle 3:00 pm

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Lino Maga non è soltanto uno dei più radicali, seri e importanti vignaioli italiani di tutti i tempi, ma è pure un eroe civile.

Epica è (stata) la sua lotta per difendere il vino di famiglia, il Barbacarlo, dagli interessi materiali di alcuni avvoltoi e dall’ingerenza di una certa burocrazia ignorante che opprime il mondo agricolo.

Ma anche la sua vita quotidiana è un’epopea. Una vita spesa per fare il suo vino, quello consegnatogli in eredità dalla famiglia, senza alcuna concessione al becero mercato. Un vino quindi lasciato libero di essere ogni anno diverso, rispettando il mutevole incedere di Madre Natura: fenomeno incomprensibile per gli enologi mistificatori che omologano il vino con porcherie di ogni genere.

Un vino amato da chiunque ami davvero il vino.

Un’identificazione tra l’Uomo e il suo Lavoro ben rappresentato da un libro appena uscito che ne racconta la figura: Lino Maga anzi Maga Lino. Il signor Barbacarlo, firmato da Valerio Bergamini.

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Il volume lascia parlare Maga, rispettando i tempi del suo eloquio rarefatto: sembra di leggere tra le righe le sue pause ieratiche, le continue boccate alle sigarette, la flemma oratoria dall’incedere carismatico. Così si snocciolano i ricordi della prima vendemmia, il rapporto con la terra e la vite, i grappoli che diventano i suoi libri, quindi la lunga saga familiare.

La narrazione s’infiamma nel capitolo La causa è durata 22 anni, 22 anni di vita, cronaca del lungo tenzone giudiziario a cui è dovuto ricorrere, per proteggere il suo Barbacarlo dalle fauci di chi voleva appropriarsi di questa denominazione, per lucrare sul lavoro di Maga e della sua famiglia, assurto a notorietà mondiale.

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Poi i toni si addolciscono nel rimembrare gli amici fraterni, i legami di famiglia, gli insegnamenti paterni. Preziose le perle di saggezza contadina (“se la resa è scarsa, l’annata è buona”) e le rivendicazioni di coerenza (“io sono un uomo libero e parlo da uomo libero”), fino ad ammonimenti che tutti dovremmo seguire: “anche se la terra è povera, ti dà da mangiare”, “la cosa più importante è amare il lavoro”, “non siamo tutti uguali ma dobbiamo amarci l’un l’altro”, “la terra è la madre di tutti noi e ha bisogno di rispetto”.

Per chi, come chi scrive, ha avuto la fortuna di trascorrere del tempo con Maga e di ascoltarlo, leggere il libro regala la sensazione di essere di nuovo lì con lui. Per chi invece non lo ha ancora incontrato nella sua cantina di Broni (Pavia), il volume è un’imperdibile introduzione a una delle più grandi storie mai raccontate nel mondo del vino italiano moderno.


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La seconda parte del volume raccoglie varie testimonianze di personaggi legati al mondo del vino.

Preziosa infine la postfazione di Walter Massa, appassionata nella forma ma equilibrata nel contenuto: riconoscendo a Maga il ruolo di “eroico cavaliere”, afferma che non è l’unico a lottare contro le nefandezze del mondo del vino, ma che si può eleggerlo a capitano “di questa squadra di sbandati che per tutta la vita ha lottato per il territorio e per gli uomini di buon gusto e di buona volontà senza aiuti da parte delle istituzioni, contro i consorzi e le loro regole antidemocratiche, contro i potentati”.

Il “glossario dialettale” che conclude il libro riconduce al mondo contadino, di cui Lino Maga rappresenta la più schietta e commovente forma di poesia bucolica personificata.

Un libro di formazione che tutti dovrebbero leggere, anche chi non si interessa al vino, per comprendere che un altro modo di stare al mondo è possibile, con fiera dignità.

 

Info: valerio.bergamini52@gmail.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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