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Liquore delle Sirene, magia e tradizione artigianale dal Lago di Garda

Pubblicato il: 30 gennaio 2018 alle 7:00 am

Ci sono nettari che ti conquistano già col fascino che emanano, ancor prima che abbiano raggiunto il tuo palato: è il caso del Liquore delle Sirene, con la sua genesi che mette insieme sognanti racconti della mitologia orale con una calda narrativa familiare.

L’evocazione nasce dalla leggenda che narra di una calda notte d’estate in cui ad alcuni pescatori, “mentre riposavano in una piccola baia riparata dalle onde, all’improvviso apparvero delle Sirene”: bellissime, come in ogni favola che di rispetti, “offrirono ai marinai una bevanda che diede loro la forza e il desiderio di tornare subito a casa dalle loro mogli”. Così, “da allora, in quella baia, le Sirene ritornarono a portare il magico liquore. I marinai lo chiamarono il Liquore delle Sirene. Le loro mogli, sorridendo, lo ricordano come l’Elisir d’Amore”.

Non meno affascinante il racconto intimo della creatrice del liquore, Elisa Carta, la cui ispirazione nasce dalla nonna paterna Carlina: è stata lei, figura d’altri tempi, a tramandarle le modalità di estrazione e di infusione, quelle tecniche che hanno portato anni dopo alla creazione di Sirene.

Nell’affascinante foto di inizio ’900 che la mostra serena ed eterea, nonna Carlina tiene in mano proprio un elemento botanico, quasi una prova di quel suo amore per fiori, piante e radici che ha trasmesso alla nipote.

Se a questi già forti elementi di storytelling si aggiunge la magia naturale del lago di Garda, in cui il liquore ha la sua genesi, ecco completato il corredo emozionale di un prodotto che colpisce anche per il rigore nella sua realizzazione.

Nasce dall’infusione di 23 botanicals infusi singolarmente” spiegano sul sito, con una lavorazione interamente manuale di ingredienti naturali, i quali confluiscono in “una ricetta unica che fa incontrare la frutta e i fiori del mediterraneo, le dolci spezie d’oriente, le radici amare delle Americhe”, tra cui si segnalano Rosa Canina, Fiori d’Arancio, China, Genziana, Zenzero, vaniglia Bourbon.

Il risultato è un “bitter dorato artigianale, un viaggio che dalla tradizione porta lontano”, scaturito da erbe lavorate al torchio, rivisitando “antiche ricette di Liquori ed Elisir Artigianali Italiani” ma sempre con al centro la tradizione.

Gli aromi dei Botanicals vengono estratti attraverso lunghe singole infusioni in acqua e alcol”, si apprende, arrivando a “una cuvée sapientemente assemblata dalla mano del mastro distillatore”, senza “l’aggiunta di coloranti, conservanti o aromi artificiali: dopo un lungo riposo in piccole botti il Liquore delle Sirene è pronto ad essere imbottigliato”, in piccoli lotti.

Il bouquet annuncia clorofilla, mentre nell’approccio in bocca spicca il floreale, in cui la dolcezza dei petali e l’amaro delle piante selvatiche si intrecciano mirabilmente in una spirale del gusto che trascina in un vortice sensoriale.

L’apporto zuccherino è discreto e questo favorisce la beva, rendendolo piacevole e mai stucchevole fino all’ultimo sorso.

Nel finale appare lo spettro aromatico della frutta, mentre la persistenza tira fuori echi di terra.

Perfetto per i cocktail, come dimostrano la tante ricette per mixologist presenti nel sito del liquore, noi lo preferiamo in purezza, per coglierne tutte le sfumature.

Nel video che segue, abbiamo provato a raccogliere le tante suggestioni di questo liquore e distillarle per immagini.

 

Info: http://www.liquoredellesirene.com/sirene.html

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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