Google+

Lo slow food veneziano, alla Trattoria Antico Calice

Pubblicato il: 1 luglio 2019 alle 3:00 pm

Che si debba varcare l’uscio di questo locale in Calle degli Stagneri 5228 con un robusto appetito è un consiglio che ti danno in partenza gli stessi gestori della Trattoria Antico Calice. Tuttavia è la qualità e non (soltanto) la pur ragguardevole quantità dei piatti, la vera ragione per andare in quella che una volta era nota come Osteria alla Botte.

Venezia_20

Di essere nel posto giusto lo capisci già sedendoti al tavolo, sul quale campeggia una bottiglia di ottimo olio extravergine di oliva del veronese, prodotto dal frantoio della famiglia Salvagno, la quale, forse non a caso, vanta proprio antiche origini veneziane: è erbaceo e piccante come pretende la sua tipologia, la quale meriterebbe maggior notorietà. Non fate i timidi: chiedete subito al gestore Marco Costantini un piattino pulito e lui capirà che volete fare un’autarchica degustazione di olio sul pane.

In questo modo resisterete ai morsi della fame che vi prenderanno alla sola lettura del menu. Già sulla carta capisci quanto sia meritato l’inserimento nell’unica guida gastronomica che abbia un senso consultare se si cerca la gastronomia tipica, quella delle Osterie d’Italia di Slow Food: infatti, all’Antico Calice, prodotti, vini e antiche ricette parlano rigorosamente del territorio.

Prima di scegliere dalla carta, chiedete quale sia il fuori menu del giorno: può riservare belle sorprese. Tra i tanti classici, alcuni must. A partire dal folpetto, gloria lagunare: una volta sotto i denti, ne benedici la fama meritata. Tenerissimo, semplice, ha proprio il sapore di questo tratto di mare ingabbiato.

L’assaggio di baccalà prima o poi a Venezia vi toccherà, quindi tanto vale provarlo dalla mano concreta dello chef Matteo Manao: la versione mantecata è rigorosa come da manuale, quella in salsa rossa è invece spregiudicata ma vincente. Il coraggio di questo cuoco sincero come la sua cucina eccelle quanto l’umiltà della persona.

Venezia_21

Gli antipasti sono il momento giusto per accostarvi a una chicca enologica ancora poco conosciuta dal consumo di massa: il Prosecco spento. Dove spento sta a indicare l’assenza di bollicine. Autentica gloria trevigiana.

All’Antico Calice scelgono di servire questo Valdobbiadene Prosecco spento nella versione di Barichel: più profumato rispetto alla media degli epigoni corregionali, ti lascia con un velo di dolcezza sul palato. Ha un’acidità che invoglia a continuare a bere: qui si può farlo senza timori di incappare nell’etilometro, visto che a Venezia non ci si può muovere in auto, ma è bene fermarsi prima che si rischi un bagno fuori programma nel canale.

Venezia_22

Intanto resistete a spazzolarvi tutti gli intingoli e affrontate con coraggio i primi. D’obbligo almeno un bis.

In primo luogo, i caperozzoli, come vengono chiamate le vongole veneziane doc. Preparati con gli spaghetti in bianco, accoglieranno tra loro anche delle telline, più grosse e carnose rispetto a quelle molto consumate a Catania. E’ tale il senso di mare che vi trasmetteranno che ogni forchettata sarà come una bracciata al largo in una liberatoria nuotata.

Venezia_23

Poi il coraggio dovrà diventare ardimento, per affrontare il piatto dal gusto più forte di tutta la cucina veneziana: i bigoli in salsa. Non lasciatevi ingannare dal nome, perché di pomodoro non c’è traccia: la salsa è quella dominata dalle acciughe liquefatte insieme alle cipolle. Il candore della preparazione non lascia presagire cosa sta per arrivarvi in bocca, ovvero una mareggiata di sapidità, come quando a riva, con il mare mosso, vi precipitano addosso certe vigorose onde altissime: inizialmente stordiscono, ma dopo vi rimane un corroborante senso di freschezza.

Venezia_24

Per i primi e, se non volete esagerare, anche per tutti gli altri piatti, fidatevi del vino sfuso della casa, un Pinot Grigio prodotto anch’esso nel trevigiano. Leggero, beverino, rinfresca anche i sapori più aggressivi e rispetta quelli più tenui. Se a questo punto non sarete ancora stesi, avrete davanti tutto il pescato del giorno per potervi soddisfare, con tante diverse preparazioni, senza possibilità di errore.

Ma lasciatevi un angolo recondito per il bussolà nella versione extra large ad anello del buranello più noto, da provare con la grappa Piave da loro arricchita con delle spezie: trasformerà la vostra bocca da un porto di mare in un profumato giardino orientale.

Venezia_26

Quella del locale è tra le migliori interpretazioni in città del biscotto buranese, ma non sono da meno le altre declinazioni della pasticceria secca veneziana che offre.

Venezia_27

Per capire a fondo l’atmosfera di questa cucina, nulla è meglio delle parole dirette di Matteo e Marco, alla guida dei posti chiave del locale insieme a Cristian Cardin.

Entrerete clienti, uscirete con degli amici in più.

Info: www.anticocalice.it

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , , , ,



L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
www.domenicoliggeri.it


Back to Top ↑