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Lo Strachitunt di Guglielmo Locatelli, atavico formaggio bergamasco

Pubblicato il: 21 ottobre 2016 alle 2:45 pm

formaggio Strachitunt Guglielmo Locatelli 1

Lo Strachitunt è un cardine della cultura gastronomica italiana e insieme un elemento identitario della bergamasca, oltre che uno dei prodotti caseari più buoni del pianeta.

formaggio Strachitunt Guglielmo Locatelli 2

Chi lo produce lo definisce quale “frutto dell’ingegno e della straordinaria manualità dei casari della Val Taleggio, che per secoli si sono tramandati la ricetta di un formaggio unico, a latte crudo lavorato con due cagliate che nasce dalle vacche brune locali, libere di pascolare sugli alpeggi incontaminati, assimilando erbe dagli aromi e fragranze straordinarie”, come si spiega sul sito del Consorzio per la tutela dello strachitunt Valtaleggio.

formaggio Strachitunt Guglielmo Locatelli 3

Caratteristica visiva che si traduce in pregio organolettico è la presenza nel formaggio di muffe naturali che lo rendono riconoscibile tanto allo sguardo quanto al palato, con quei suoi sentori animali innervati di scintille piccanti.

Da sempre nella zona di produzione, la Valle Brembana, l’allevamento dei bovini da latte e l’attività casearia sono state fonti di sostentamento, come raccontato perfino dallo storico Strabone duemila anni fa.

Tante le fonti che accreditano come identitaria la produzione di formaggio nel territorio, a partire dagli stracchini quadri che già in tempi lontani hanno incontrato il favore dei consumatori.

formaggio Strachitunt Guglielmo Locatelli 4

Anche lo Strachì Tunt (stracchino tondo) si fa molto amare in tempi lontani, con una produzione “ sicuramente rigogliosa nel periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo”, ma subisce un calo notevole nel corso della Grande Guerra. Se a ciò si aggiunge la crisi delle comunità che vivevano in quota e pertanto la riduzione delle loro attività, ecco spiegato perché lo Strachitunt ha rischiato di sparire, rimanendo “per qualche decennio confinato a una produzione decisamente elitaria, destinata al consumo degli intenditori e della famiglia”.

formaggio Strachitunt Guglielmo Locatelli 5

Fino alla sua recente rinascita.

Sul sito citato viene indicato come personaggio chiave Guglielmo Locatelli, “casaro di grandissima esperienza e creatività, capace, su sollecitazione di Giulio Signorelli e Alvaro Ravasio di riproporre vent’anni fa un formaggio caduto ormai da decenni nell’oblio”: infatti “è colui che ha raccolto la staffetta della vecchia generazione di artigiani, quei casari che hanno tramandato la cultura dello Strachitunt fino al secondo Millennio”.

formaggio Strachitunt Guglielmo Locatelli 6

Guglielmo, il quale “domina gli alpeggi, tra la pace dei Piani di Arvataggio, incarna un’arte casearia che non può che essere manuale ed inimitabile”.

Si racconta così anche del ruolo da talent scout di Giulio Signorelli, noto affinatore del negozio Ol Formager in piazza Oberdan a Bergamo (www.olformager.it), il quale riesce “insieme ad Alvaro Ravasio e Guglielmo Locatelli a favorire la rinascita di questo formaggio alla fine degli anni Ottanta”.

formaggio Strachitunt Guglielmo Locatelli 7

Guidati dall’esperta Silvia Tropea Montagnosi, abbiamo avuto il privilegio di intervistare Guglielmo Locatelli tra la casa che abita e il caseificio che gestisce con i figli, regalandoci la sua intensa sincerità davanti alla telecamera.

Il video è stato realizzato da Andrea Marchi, a cura di Silvia Tropea Montagnosi, per l’iniziativa Galà per Marini del 2013, curata dagli Amici dell’Accademia Carrara con Cobe Direzionale e The Exnovo.

 

Info: www.strachitunt.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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