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Il Lugana concreto della bresciana Ca’ Lojera, da uva autoctona Turbiana

Pubblicato il: 25 maggio 2018 alle 7:00 am

E’ la più vivida traduzione lirica di quella nobiltà enoica italiana che corrisponde al nome di Lugana, vino di intensa profondità identitaria che avviluppa di profumi e gioia gustativa la sponda meridionale del lago di Garda, con il suo epicentro in quel di Sirmione in provincia di Brescia.

E’ qui che affonda le radici il magnifico lavoro della famiglia Tiraboschi con la Ca’ Lojera, cantina in Rovizza di Sirmione Brescia, dalla quale mettono subito in chiaro che il vino sarà pure noto come Lugana, ma il nome che ne contrassegna l’identità è quello dell’uva, la Turbiana, la quale a questi produttori appassionati evoca il senso di una vita.

Esternazione della sensibilità poetica dei Tiraboschi si ha fin dal suggestivo racconto con cui spiegano il significato di Tenuta Ca’ Lojera quale “casa dei lupi”, ambientato nel periodo in cui tra il Garda e il laghetto del Frassino collegati da una fitta rete di vie d’acqua arrivavano “in barca dal nord mercanti neri che utilizzavano le case in riva al lago come nascondiglio per le merci contrabbandate “e c’è chi giura che questi covi fossero difesi da branchi di lupi”.

Un modo per intuire la simbiosi tra ciò che sono e ciò che fanno i Tiraboschi, molto più di pur grandi vini, fino alla costruzione di un mondo ideale e allo stesso tempo concreto in cui l’Umanità è ancora centrale nell’atto agricolo e dove il percorso verso il piacere ludico del nettare di Bacco è lastricato di Etica e sensibilità culturale.

E’ così che la cantina “vinifica solo uve proprie, raccolte su 18 ettari di vigneti”, con Franco Tiraboschi quale “uomo d’azione e cantiniere”, mentre la “moglie Ambra accoglie il pubblico che desidera visitare la cantina, ricavata parzialmente sotto il livello del lago”.

E’ per questo che qualcuno li ha “definiti una cuvée di coraggio e follia”, anche se loro ci tengono a rimanere con “i piedi ben piantati per terra”, affermando che i loro Lugana sono “tra i più regolari della denominazione: la loro qualità più leggibile è proprio la concretezza”. Ci tocca quindi aggiungere l’umiltà ai pregi della coppia.

Intraprendiamolo allora questo viaggio nel Lugana di Ca’ Lojera, partendo dalla sua base, il Lugana D.O.C da Turbiana 100% maturato in acciaio: l’approccio è un’esplosione di mineralità, sorretta da una robusta acidità, cui segue prepotente l’emersione del corredo aromatico che porta con sé pesca e susina bianca.

Il sorso è polposo, il finale etereo. Beva formidabile.

Il Lugana Riserva del Lupo è frutto della terza vendemmia di Turbiana che avviene tra fine ottobre e novembre, in maniera da ottenere “acini con botrytis nobile” ed estrarre “tutta la mineralità dai nostri terreni che erano un tempo fondale del lago”, cui seguono “due anni di affinamento in vasca di acciaio e minimo 6 mesi in bottiglia, in cantina interrata sotto il livello del lago”.

Il risultato è un bouquet di zampillante florealità primaverile, con prevalenza del gelsomino.

L’abbrivio al palato è zuccherino, con nervature di cannella, zenzero candito, alta pasticceria, tutto bilanciato da un tocco amaricante ed erbaceo riconducibile all’asperula.

Beva stimolante, con un finale in cui torna protagonista la mineralità.

Vino entusiasmante.

Tra i due vini citati, si colloca idealmente il Lugana Superiore, il quale punta su un ispessimento del sorso che annuncia lunga vita e costante evoluzione, senza perdere nulla della sua proverbiale eleganza, mentre il muscolo organolettico si gonfia grazie al contributo della maturazione in legno.

Su questo solco, ecco la vetta del 1999 Lugana Annata Storica, vino monumentale che manifesta spudoratamente la sua maturazione in barrique per dodici mesi, fino a essere definito da Ambra Tiraboschi “il forziere morale del nostro investimento”: l’argilla dei terreni lo rende materico, la sapienza della vinificazione lo porta nei territori dell’esperienza meditativa.

Imperdibile infine l’esperienza aliena della degustazione del Ca’ Lojera Belle Millesimata, in cui il Trebbiano di Lugana viene spumantizzato, con un riposo “sui propri lieviti per almeno 24 mesi”.

Magnifico il suo bouquet di frutta a polpa bianca matura, mentre in bocca l’abboccato di una composta di prugne si intreccia con un tocco di seducente asprezza agrumata.

Ottima la sintesi tra acidità e aromaticità, tradotta in una beva mediamente materica che lascia il segno.

Per completare questo stimolante viaggio, non possiamo perderci le parole espresse con inarrivabile eleganza da Ambra Tiraboschi Perotti nel video che segue.

 

Info: http://www.calojera.com/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/component/virtuemart/?keyword=C%C3%A0+Lojera+&search=true&view=category&option=com_virtuemart&virtuemart_category_id=0

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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