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Mangiare per mare: terminologia e caratteristiche

Pubblicato il: 28 ottobre 2018 alle 3:00 pm

L’uomo naviga da millenni. Fin dall’inizio, uno dei principali problemi di chi va per mare è stato rappresentato dal cibo: fonte di sussistenza, di conforto, di identità, ma anche di grandi difficoltà, dovute ai problemi di reperimento e di conservazione.

Qual è l’alimentazione migliore per chi naviga?
Quale cibo conviene portarsi in viaggio?
In che modo conservarlo?
In quali quantità consumarlo?
Come renderlo gustoso?

Questioni di autentica sopravvivenza, soprattutto nel periodo eroico della navigazione, prima dell’avvento delle moderne tecnologie. Ma è anche una questione di poesia: tanta letteratura dedicata all’epopea del mare ha raccontato o almeno citato il rancio di bordo: lo hanno fatto Melville, Stevenson, Kipling, Verne, Salgari, Conrad, London, Goldoni, Coleridge. Chi più chi meno, ha citato la sobrietà dei marinai che immergono la galletta nella zuppa, l’odore di una cucina dai sapori forti, l’attaccamento al rhum, piccolo vezzo in una quotidianità fatta di pasti consumati velocemente e senza comodità, in cui non c’era spazio per la gola.

La storia del mangiar per mare va dagli Egiziani ai Fenici, dai Greci ai Romani, passando per il Medioevo, la Marina Pontificia, l’epopea dei grandi navigatori e la Regia Marina, fino ai giorni nostri. Un percorso acquatico che ha mantenuto sempre alcuni tratti distintivi: la costrizione a preparare pasti in spazi angusti, l’essere esposti ai fattori atmosferici, il doversi cibare di corsa tra un turno di guardia e l’altro. Eppure, anche nell’ambiente piccolo e circoscritto di una nave, dove le relazioni interpersonali vengono fortemente modificate, si è riusciti a preservare il carattere essenziale del cibo, a fianco di quello prettamente nutritivo: la convivialità.

Tutto questo è stato oggetto di uno studio da parte del Capitano di Vascello Alessandro Pini: il Comandante ce ne racconterà gli esiti in dieci appassionanti interventi.

Per iniziare, partiamo dalle fondamenta…

 

 

 

 

Si ringraziano lo Stato Maggiore della Marina Militare e l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (A.N.M.I.).
Info: www.marina.difesa.it

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L'autore

Alessandro Pini

Capitano di Vascello della Marina Militare Italiana, è nato a Roma nel 1953. Ha fatto il suo ingresso in Accademia Navale nel 1979. Oltre ai tanti importanti incarichi in territorio italiano, tra i quali Commissario di bordo della Portaerei Giuseppe Garibaldi, ne vanta diversi in ambito internazionale, come quello di Logistic Staff Officer presso la Multinational Force & Observers per il mantenimento degli accordi di pace di Camp David tra Egitto ed Israele, di stanza nel Deserto del Sinai, nonché di Responsabile della Sicurezza e dell’Ingegneria Umana presso il Programma Orizzonte (Londra) per la costruzione di Unità Navali avanzate tra i Governi di Italia, Francia e Regno Unito. Ha svolto anche diversi incarichi legati all’alimentazione: rappresentante Nazionale Italiano presso l’ONU nel Gruppo di Lavoro Internazionale per la revisione della razione alimentare delle truppe ONU; rappresentante Nazionale Italiano presso la NATO nel Gruppo di Lavoro Internazionale per la realizzazione di una razione da combattimento per la Nato Response Force; membro del comitato scientifico nel programma “Valutazione dello stato di nutrizione per il personale militare delle FF.AA. italiane, per la determinazione degli standard nutrizionali”. Ha collaborato con: Dipartimento di Fisiopatologia Medica (Sezione di Scienza dell’Alimentazione) della I Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza di Roma; Facoltà di Medicina dell’Università di Palermo; Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (Roma) e molti prestigiosi Enti internazionali, tra cui il “Natick Soldier System Center” (U.S.A.); il Defence Food Services (U.K. MoD); il Bundesamt für Wehrtechnick und Beschaffung (Germania); la Heereslogistikschule (Austria); il NATO/COMEDS Food and Water Safety and Veterinary Support Expert Panel. E’ autore anche del “Vademecum per una corretta nutrizione del personale a bordo delle Unità della Marina Militare” e di altre pubblicazioni, oltre ad avere ideato e scritto un Protocollo d’Intesa tra l’Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione e il Ministero della Difesa per lo sviluppo e l’identificazione delle strategie poste alla base dell’identificazione delle migliori scelte nutrizionali in materia di alimentazione del soldato.


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