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Marzamemi sta morendo, uccisa dai ristoratori

Pubblicato il: 24 agosto 2014 alle 7:29 pm

Marzamemi uccisa dai ristoratori 1

Un povero borgo di pescatori che si atteggia a lussuoso centro di turismo chic senza esserlo: sta in questa tragicomica contraddizione il declino mortale di Marzamemi, un tempo piccola perla in provincia di Siracusa.

Qui la tonnara e qualche rara vecchia abitazione ancora intatta ti ricordano la lotta per la sopravvivenza ingaggiata ogni giorno con il mare. Ti aspetti a ogni passo di incontrare qualche vecchio intento a tessere le reti, o di incrociare un pescatore che venda ai passanti il frutto di una notte di fatica. Invece nulla di tutto questo. Marzamemi pullula oggi di negozietti chic e ristoranti dai prezzi che sarebbero grotteschi se non fossero invece offensivi per l’intelligenza dei consumatori.

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L’umile Marzamemi, invece di essere orgogliosa delle sue origini modeste nella più nobile delle accezioni, ha voluto all’opposto rifarsi il trucco e atteggiarsi come fosse Taormina. Il risultato è risibile: il borgo oggi ha lo spirito orrendamente kitsch di certe fasulle riproduzioni di Las Vegas, come la finta Venezia a uso e consumo di miliardari sbronzi.

La peggiore espressione di questo disastro sono i ristoranti. Non ne esiste uno solo che proponga un menu sotto i 50 Euro di base. Li abbiamo girati tutti, uno per uno, leggendo ogni loro menu: in carta, una sfilza di banalità gastronomiche come neanche nei peggiori locali turistici di Venezia, ma nessuno che abbia dei prezzi decenti.

Soprattutto, nessuno che abbia costi adeguati al tenore del luogo e alla bassa proposta culinaria, a parte l’eccezione di un locale che fa effettivamente cucina di alto livello tale da rendere comprensibili certe cifre.

Allora ci chiediamo: esiste un cartello tra i ristoratori di Marzamemi? Si sono accordati per fare in modo che non si possa trovare in città nulla da mangiare a prezzi onesti? Sono tutti complici nello spennare i turisti?

Cartello o meno, il risultato è che, in un sabato di pieno agosto, tutti, ma proprio tutti i ristoranti di Marzamemi erano completamente vuoti.

Marzamemi uccisa dai ristoratori 3

Qualcuno si è giustificato dicendo che la gente al mattino va a mare, ma è una scusa che non regge. Ce lo ha dimostrato una signorina di un ristorante che ci ha letteralmente assaliti sull’uscio del locale in cui lavora per convincerci a entrare: una scena pietosa, sintomo del meritato affanno della ristorazione locale.

Non se la cavano meglio quelli che propongono menu turistici al prezzo di 25 Euro, del tutto ingiustificato dalla qualità dell’offerta. Abbiamo testimonianze di persone che hanno pagato col mal di stomaco l’avere abboccato a queste offerte.

Marzamemi uccisa dai ristoratori 4

Eppure tutti sono compatti nel tenere prezzi alti, tanto la sera Marzamemi si popola di gente che pur di non spostarsi preferisce farsi rapinare dalla ristorazione del paese.

Nessuno conferma l’esistenza di un cartello dei ristoratori, ovviamente. Ma una risposta indiretta circa l’esistenza di gravi incongruenze ci è arrivata dall’unico locale di ristorazione fuori dal coro. Si chiama Sicily. E’ un take away che fa anche un paio di piatti espressi. A prezzi giusti. Un primo a 8 Euro. Un fritto di pesce a 5 Euro. L’unico che ammetta trattarsi di pesce congelato. Qualità eccelsa in tutto ciò che propone, in testa gli strepitosi arancini di pesce.

Marzamemi uccisa dai ristoratori 5

Il gestore ci ha confidato di “stare dando fastidio” ad alcuni noti ristoratori del posto, a causa dei suoi prezzi bassi a fronte dell’alta qualità. Altro non ha voluto aggiungere, ma si poteva intuire molto di più dalla smorfia di amarezza con cui ci ha fatto la rivelazione.

Guarda caso, è proprio il suo l’unico locale pieno di clienti all’ora di pranzo di un sabato di agosto. Si fa la fila per accomodarsi a uno dei pochissimi tavoli che ha all’esterno.

Marzamemi uccisa dai ristoratori 6

Come la mettiamo allora con il fatto che la gente andrebbe al mare e per questo non frequenterebbe i  ristoranti a pranzo? Non sarà invece che sono proprio i ristoratori ad allontanare i clienti con il loro comportamento?

La gente che affolla Sicily è già una risposta concreta. Perfino chi trova un futile motivo per litigare col gestore, magari a causa della calura estiva, alla fine ammette che è il luogo in cui si mangia meglio in città.

Aggiungiamo che è l’unico in cui abbiamo trovato un’umanità adeguata al luogo.

Dunque un locale di pochi metri quadrati, senza servizio al tavolo, è la più consona espressione gastronomica di tutta Marzamemi.

Marzamemi uccisa dai ristoratori 7

Con buona pace di chi vanta antiche tradizioni marinare, ma poi riempie il menu di sofisticati esercizi di supposta alta cucina che appaiono stridenti rispetto al genius loci, ammorbando le pietanze di ormai inflazionate granelle di mandorle o pistacchi, oppure con quelle erbette che fanno tanto chic.

Un velleitarismo continuo che contraddistingue ogni angolo di questo borgo ormai sfigurato.

Soltanto vent’anni fa qui c’erano ancora locali alla buona e le strade profumavano di pesce e semplicità.

Marzamemi uccisa dai ristoratori 8

Su tutto, appare mesta l’immagine di quella tonnara tradita totalmente nel suo spirito: sembra simboleggiare ormai il monumento funebre della Marzamemi che fu, uccisa lentamente da un malinteso senso della modernità turistica.

Possibile che nel borgo nessuno abbia rispetto delle vere radici del posto?

Possibile che nessuno possa o voglia proporre la cucina poverissima di un tempo, con i pesci di scarso valore commerciale ma grande ricchezza identitaria?

Marzamemi uccisa dai ristoratori 9

Parlando con qualche ristoratore del posto, abbiamo visto una smorfia di disappunto quando abbiamo chiesto di quei pescetti che si vedono sgusciare tra gli scogli attaccati al borgo: “noi non li trattiamo” ci hanno detto quasi offesi, spiegandoci come in certi locali si serva soltanto pesce ricercatissimo, di altissima qualità e quindi di equivalente alto costo.

Ovvero l’esatto opposto del pesce che si consumava nel borgo quando c’era la povertà. E quando c’era la Poesia.

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Unico angolo di sincerità identitaria per cui valga la pena andare a Marzamemi è ormai Adelfio, il negozio in cui si trovano i veri prodotti di tonnara, lavorati e confezionati dalla stessa azienda in un locale attiguo. Tutto squisito, tutto che finalmente sa di mare e di lavoro dell’Uomo, senza sbracamenti.

Qui c’è la metafora finale di Marzamemi: l’idea di un mondo che ormai puoi trovare soltanto in scatola.

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 L’articolo prosegue al seguente link: Caso Marzamemi: i turisti si lamentano, ma il sindaco nega l’evidenza

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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