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Masone Mannu, Vermentini e rossi superiori dalla Sardegna

Pubblicato il: 8 marzo 2018 alle 3:00 pm

Grande tenuta e soli 28 Posti (http://www.28posti.org/). Fra le presentazioni di cantine famose o meritevoli a Milano, quella di Masone Mannu (http://www.masonemannu.com/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=100&Itemid=528), pluripremiata da Merano e Guide, ha un taste poetico contadino come la storia del luogo.

Bacche bianche e rosse in Gallura ma vicino al mare, Olbia e la Costa Smeralda, 70 ettari di cui 19 vitati circondati da boschi di querce, fiumi, colline, un piccolo lago.

Vigne con esposizione Sud/Sud Est su terreni sabbiosi da disfacimeno granitico e una mineralità particolare. Così esaltano gli autoctoni, dal Vermentino a Carignano, Bovale e Cannonau (Merlot e Cabernet Sauvignon per gli uvaggi internazionali), lavorazione manuale in regime biologico e naturale, rese basse, acciaio, botti di rovere e passaggio in barrique solo per il rosso Entu (Carignano, Merlot, Cabernet) e il Vermentino Roccaia.

Gusto internazionale, da invecchiamento. Io ho sentito l’anima di questa cantina, il naturale e la vigna nei Vermentini diversi da tutti gli altri per sapidità, mineralità, evoluzione, dal Petrizza al Costarenas (Dogp Superiore), di personalità i rossi dal Zeluiu (Bovale sardo) al Zurria (Carignano), fino al mio preferito un Cannonau sorprendente e Zojosu.

Ve li consiglio per la loro biodiversità in campo e alla degustazione, per una severa e bizzarra eleganza.

In abbinamento i piatti (qui non tutti) del bravissimo chef ischitano Marco Ambrosino (Il Melograno a Ischia, Noma a Copenhagen).

Apre “il maestrale”, infuso di erbe aromatiche, alghe e agrumi. Frittella con maionese di miso e finocchietto. Maccaron con burro alle acciughe. Antipasti. Rapa bianca, estratto di lattuga alla brace, mandorla, lime e tartufo nero. Ostrica alla brace, tosazu (aceto di riso affumicato), rabarbaro e salmoriglio. Spaghetto, burro acido, tabacco e gelato alle sarde. Poi Agnello, pomodoro macerato alle erbe, cavolo di mare. Pomodoro San Marzano cotto alla brace, lime, mandorla, tartufo nero e finocchio di mare. Texture, contrasti, tecnica, materia e armonie ventose.

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 02 dicembre 2017

 

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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