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Mille sfumature di Rosso Conero nei vini marchigiani di Silvano Strologo

Pubblicato il: 18 aprile 2018 alle 7:00 am

Non era nemmeno immaginabile che il Rosso Conero potesse avere tante sfumature organolettiche, prima di imbatterci nel minuzioso magnifico lavoro del vitivinicoltore marchigiano Silvano Strologo: una vita dedicata al vino identitario del suo territorio lo ha portato a esplorarne ogni più sottile nota caratteriale, a conoscerne perfettamente ciascun cromosoma degustativo, a individuarne anche la più recondita potenzialità.

 

Strologo ha ben chiaro che si tratta di un vino il cui legame con la zona di produzione è potente e decisivo, tanto che il suo stesso nome è mutuato dal simbolo paesaggistico del territorio, il Monte Conero che “s’innalza imperioso sul Mare Adriatico, caso unico nel litorale che va da Trieste al Gargano”, con un comprensorio che “include un parco naturale diviso tra i Comuni di Ancona, Sirolo, Numana e Camerano”: è proprio “in quest’ultimo paese che ha sede l’Azienda Strologo, tra i dolci pendii e l’azzurro del mare”, in cui “regna un particolare microclima influenzato dall’altitudine delle assolate colline e dalla vicinanza del mare, cosa che rende la coltivazione della vite particolarmente vantaggiosa”.

La vite è quella del Montepulciano.

Mentre la vita a dedizione di questo vino ha iniziato a dedicarla il papà di Silvano, quel Sante Giulio Strologo che negli anni ’60 avviò una “azienda agricola di piccole dimensioni a conduzione familiare”, condotta da una famiglia di tradizione contadina, credendoci così tanto da diventare “socio fondatore del Consorzio per la tutela del Rosso Conero preposto al controllo della qualità del prodotto dei propri conferenti”.

Il viaggio nelle declinazioni del Rosso Conero di Strologo è carico di fascino e scoperta.

L’avvio consigliato è con la versione più nuda e cruda, il Rosso Conero senza solfiti che matura e affina in acciaio: al naso l’approccio è selvaggio, quasi tra fogliami di rovo, così come l’approccio al palato avviene senza mezzi termini, con un tannino astringente di gran nerbo.

Un tumulto ingentilito dalla presenza di una buona acidità e da delicate note di ribes, mentre il sorso, snello, fa sfoggio di understatement nel pieno di una beva molto scorrevole.

Agli antipodi si può collocare il monumentale Traiano che nasce invece dalla selezione di uve surmature e da un forte apporto del legno: i profumi si schiudono lentamente, come corolla di rose rosse, avvicinando la bocca con note di liquirizia e una vena acida che tiene a bada l’atteso abboccato. Si dipanano così sensazioni di susine e un tocco di sorbo, mentre il retrogusto manifesta spezie.

Sorso classico che con l’ossigenazione si ispessisce fino a rendere materico il nerbo del nettare.

L’apporto zuccherino della vendemmia tardiva emerge nel finale, prepotentemente.

Tra i due estremi, da cogliere le sfaccettature del Julius Rosso Conero e del Riserva Decebalo: nel primo, il velluto che stuzzica le papille gustative si rinfresca con tutte le forme di ciliegia, dalla marasca alla visciola, irretendo il bevitore senza scampo, mentre il secondo mostra i muscoli ma con dolcezza, tra echi di pasticceria orientale e screziature minerali che conquistano.

Discorso a parte per la versione spumantizzata, con il Pas Dosé Dalnero Metodo Classico: magnifico il bouquet che unisce fiori e frutta come fosse festa primaverile, accedendo alla bocca con la naturalezza del corredo distinto del lievito indigeno, esprimendo immantinente un tono abboccato.

Il carattere della bacca rossa dell’uva risiede nel retrogusto vinoso che accompagna la beva, segnata da un sorso spesso, masticabile, appagante, con quel suo ammiccante richiamo al mango.

A raccontarci dettagli e particolarità del Rosso Conero in tutte queste variazioni sul tema è proprio Silvano Strologo, nel video che segue.

Tra le altre produzioni dell’azienda, da segnalare l’ardita ma vincente interpretazione di un altro vitigno territoriale, l’Incrocio Bruni 54, il quale nell’Acasio si presenta in bianco e carico di valori agrumati.

Ulteriore manifestazione di talento enologico, curiosità intellettuale e massimo rispetto per un territorio viticolo di grande pregio.

Info: http://www.vinorossoconero.com/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=Strologo+Silvano

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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