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Moscato passito della Valle Bagnario di Strevi, Presidio Slow Food del Piemonte

Pubblicato il: 19 marzo 2020 alle 3:00 pm

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Non poteva che nascere in un paese come Strevi, in provincia di Alessandria, il quale “da sempre lega la sua storia e le sue sorti al vino, in particolare al vino Moscato”, uno dei nettari dolci più affascinanti d’Italia, il Moscato passito della Valle Bagnario di Strevi.

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Per produrlo “si sceglie il fiore della vendemmia (effettuata rigorosamente in cassetta), ovvero i grappoli più sani e spargoli, e si sistemano su graticci ad appassire; a novembre si pigiano e si mettono a fermentare con parte delle bucce, pulite dei vinaccioli e delle scorie; i tecnici sorridono di questa pratica, pensano che in fondo quelle bucce non apportino granché, ma in valle si è sempre fatto così e i passiti della zona vivono per decenni integri e potenti”.

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Come sempre, la sapienza contadina trionfa sugli inutili tecnici e i loro stucchevoli dogmi mistificatori. Così “i sei produttori storici della valle Bagnario che hanno deciso di impegnarsi per promuovere il moscato della tradizione, oltre a rispettare il metodo produttivo tradizionale, completamente naturale e manuale e impiegare le uve ottenute dai migliori appezzamenti, sono attenti ad una gestione sostenibile della vigna”.

Attenzioni che arrivano al palato sotto forma di frutta candita e carruba essiccata, ma soprattutto con un impagabile retrogusto antico.

Silvio Bragagnolo, uno dei produttori, nel video che segue ci racconta tutti i dettagli della produzione del Moscato passito della Valle Bagnario di Strevi.

Info: www.fondazioneslowfood.it

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