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Il Museo di Arte Casearia e della Transumanza ad Agnone, in Molise

Pubblicato il: 19 novembre 2019 alle 7:00 am

Un luogo di contemplazione ed erudizione fondamentale per comprendere a fondo l’anima di uno dei più nobili territori del nostro Paese, quel Molise decisivo nel definire l’identità dell’Italia attraverso la radicata epopea della civiltà agro-pastorale: è il Museo di Arte Casearia e della Transumanza che si trova nell’Area Artigianale Giovanni Paolo II di Agnone, in provincia di Isernia, fondato e curato dal Caseificio Di Nucci.

La base scientifica si fonda su una collezione che il Soprintendente Archivistico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha dichiarato di “interesse storico particolarmente importante”, poiché la sua documentazione “rappresenta la prima testimonianza disponibile in Molise di un’attività imprenditoriale, quella del settore lattiero-caseario che costituisce uno dei motori trainanti dell’economia della Regione”.

Un’impostazione il cui valore culturale è avvalorato nella curatela dalla competenza di Antonia Di Nucci, la quale nel video seguente ci ha esposto la filosofia espositiva del museo.

In una sala dedicata all’avo Giovanni Di Nucci si dipana la storia di una famiglia legata da secoli all’attività casearia e al rapporto con la pastorizia errante, così simbiotico da divenire sineddoche dell’identità del territorio alto molisano e delle vicende socio-economiche dell’Italia meridionale.

La visita al museo è associata a quella al caseificio, creando il “viaggio multisensoriale” annunciato nelle premesse che crea la prospettiva di un’esposizione esperienziale.

E’ il prologo pedagogico che introduce all’allestimento “dove la storia della zootecnia viene rivisitata attraverso le vicende dell’antica famiglia capracottese, trasferitasi ad Agnone nel secolo scorso”, presentandosi come “esperienza visiva e tattile dell’immensa storia di una parte d’Italia”, con “aneddoti, sorprese, racconti che spiegano ancora meglio come un prodotto enogastronomico si trasforma in storia”.

L’impatto visivo registra una grande sala che potrebbe apparire spoglia in assenza di pubblico, ma in realtà è funzionale all’imprescindibile visita guidata, prestandosi a un avviluppante percorso circolare che sembra simboleggiare il cerchio della vita, narrando l’eterno divenire della Natura indirizzato dalla fatica e dall’ingegno dell’Uomo.

Tappe del tragitto sono “gli strumenti antichi appartenuti ai massari e ai mastri casari della famiglia Di Nucci, alcuni tutt’ora utilizzati per la produzione dei formaggi artigianali del Caseificio”, disposti creativamente in maniera tale da creare delle installazioni, in grado di rappresentare vividamente contesti rurali legati all’ambito domestico e alle attività artigianali.

Si susseguono così “utensili in rame, in legno che raccontano di transumanze lungo le strade erbose dei tratturi”, facendoti intravedere “i cammini di uomini semplici che portavano le greggi lungo i percorsi un tempo tracciati dai Sanniti”.

L’indole colta del progetto emerge prepotentemente attraverso la visione del prezioso materiale librario custodito nella biblioteca tematica intitolata a Carlo Miscischia, gastronomo e bibliofilo…

… in cui si trovano perle come “opere storiche (una copia del De re rustica di L. M. Colummella) e l’unico esemplare perfettamente conservato de La ragion pastorale di Stefano Di Stefano, stampato a Napoli nel 1731”.

Importante anche il contributo dell’arte, grazie alla presenza di opere del pittore molisano Ugo Martino insieme a stampe e quadri che “arricchiscono le pareti della collezione museale”.

Il vertice dell’emozione si raggiunge tuttavia quando si entra in contatto con i ricordi tangibili dei Di Nucci, come foto d’epoca che cristallizzano in uno scatto tutta la composta elevata dignità di un passato irripetibile…

… sublimandosi in commozione quando quando la nostra guida ci mostra tra le mani il manoscritto del Diario di Vita di Giovanni Di Nucci, altra figura familiare di grande importanza nell’evoluzione della dinastia di casari…

… un volume che si apre con una precisa volontà espressa da chi ha vergato tali pagine: “da far leggere ai miei nipoti il modo di vivere di ieri e di oggi”, diventando un memoir capace di arrivare al cuore di tutti, facendo sentire anche noi lettori di passaggio come se fossimo per un istante a nostra volta componenti della famiglia.

L’itinerario “culmina nell’angolo degustazione, dove assaporare le diverse espressioni gastronomiche dell’arte casearia”, anch’esse imperdibili, ovviamente prodotte dal caseificio Di Nucci.

Nel video qui sotto, le immagini della nostra visita al museo.

Info: https://www.caseificiodinucci.it/il-museo-di-arte-casearia-e-della-transumanza/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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