Google+

Museo Castromediano a Lecce, le radici del Salento fin dalla preistoria

Pubblicato il: 4 marzo 2019 alle 7:00 am

 

Il Museo Sigismondo Castromediano è il più antico museo della Puglia aperto al pubblico, ma anche uno dei più vorticosi nell’offrirsi alla visita, con le strutture elicoidali innestate nell’architettura dell’edificio che lo ospita in viale Gallipoli 28 a Lecce, ma soprattutto con traiettorie gnoseologiche che trascinano le sinapsi in un turbinio di epoche ed espressioni antropologiche.

La storia del museo registra i primi vagiti nel 1868, fin da subito con il compito di documentare le vicende millenarie del territorio di appartenenza, il Salento, attingendo a donazioni e ricorrendo ad acquisti. A guidare la fase costitutiva, proprio quel Sigismondo Castromediano a cui oggi il museo è dedicato, un nobile della zona considerato un eroe risorgimentale per avere combattuto i Borboni. Si deve al suo impegno indefesso nel reperimento di materiali la sedimentazione del primo nucleo espositivo, comprendente reperti archeologici e dipinti, opere d’artigianato in vetro o in avorio e monete.

Un criterio espositivo eclettico che il museo ha poi precisato in chiave archeologica, con il suo punto di forza in un potente percorso nella preistoria del Salento, affrontando paleolitico e mesolitico, neolitico, età dei metalli.

Un rosario che sgrana reperti e narrazioni, razionalizzato dalla liturgica scansione di pannelli di buon impianto divulgativo, con l’aiuto di espedienti grafici empatici per potere dialogare anche con i visitatori più piccini.

Tra statuette antropomorfe e oggetti di uso comune, colpiscono emotivamente le testimonianze funerarie, a partire dal vibrante memento mori che si innalza dalla ricostruzione in situ di un circolo funerario megalitico con muretto di pietre assemblato a secco che abbraccia concentricamente i resti umani inumati, uno dei quali riproduce la posizione fetale, simboleggiando  la chiusura del ciclo vitale con il ritorno alla postura che si assume nel ventre materno.

Il calco della sepoltura rinvenuta a Serra Cicora, nell’area di Nardò, restituisce anche pregevoli reperti, come il vaso ritrovato nei pressi di una capanna.

Le collezioni antiche sfoderano numerosi manufatti che attraversano i secoli così come gli stili e gli impieghi, ascendendo al territorio del valore artistico…

… con vasi colmi di messaggi, racconti, significati manifesti e misteri reconditi, in grado di parlarci ancora oggi, toccando corde profonde.

Non senza una doverosa citazione per quel meraviglioso giacimento di memorie che è (stata) l’antica città di Egnazia, oggi mutata in splendido parco archeologico con annesso museo, sempre dentro i confini del Salento.

Intanto, tra ceramiche in stile apulo e reminiscenze messapiche, svettano iscrizioni con parole davvero scolpite nella pietra, introducendo il segno semantico nel percorso cognitivo dell’osservatore.

Il museo topografico poi riannoda i fili che legano i popoli avvicendatisi in terra salentina, collegando i Miceni con i Messapi e questi con i Romani, mentre al centro di una sala una mappa cristallizza la complessità geo-storica dell’area salentina.

Dalla statuaria infine emergono, su volti eternizzati, espressioni di un’umanità senza tempo, carica di stupore indomito.

Lungo il nostro tragitto nelle sale del museo, abbiamo raccolto con la telecamera le immagini che potete vedere scorrere nel video seguente.

Info: https://www.facebook.com/MuCastromediano/  

http://www.provincia.le.it/pubrepo/repositoryRemoto/2013/Pubblicazioni/Museo_Provinciale_Sigismondo_Castromediano_Guida_Breve.pdf

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , ,



L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
www.domenicoliggeri.it


Back to Top ↑