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Museo del Banditismo di Aggius, cruda memoria della Sardegna

Pubblicato il: 29 settembre 2020 alle 7:00 am

Un viaggio sorprendente e a tratti perfino doloroso nel versante oscuro dell’anima sarda, segnata dall’ineluttabile crudezza di certe dinamiche ancestrali e da avvenimenti sociali in superficie aberranti ma che nascondono secoli di sofferenze sociali e lotte per la sopravvivenza: è tutto racchiuso nell’interessantissimo Museo del Banditismo che si trova ad Aggius, magnifico borgo nel cuore della Gallura, nel nord della Sardegna.

Un’esposizione coraggiosa nell’affrontare pagine di storia ancora imbevute di sangue e violenza, con la pregevole capacità di indagare con sguardo oggettivo un fenomeno di vibrante complessità che ha lasciato ancora ferite aperte nei ricordi collettivi.

La sua collocazione non è casuale, poiché “il paese di Aggius è stato l’epicentro del banditismo gallurese per circa tre secoli: dalla metà del Cinquecento, in pieno periodo spagnolo, alla metà dell’Ottocento, sotto la dominazione sabauda”, un “lungo e travagliato periodo” nel corso del quale si sono succeduti “omicidi, agguati, furti di bestiame e danneggiamenti” che erano all’ordine del giorno tra la disamistade (vendetta, faida) per ragioni d’onore e il delinquere per sussistenza.

Ogni lembo del territorio era funestato da un pezzo di tale realtà: “lungo i litorali delle Cussorge più lontane prosperavano del tutto impunite orde di contrabbandieri e di abigeatari, tanto che nel 1726 un rapporto molto dettagliato delle autorità locali attribuisce ad Aggius il ruolo di paese leader nel traffico clandestino di cereali”.

Malgrado tanta sopercheria anche assassina, l’immagine del bandito esercitava fascino sulla gente comune che vedeva nelle sue azioni degli atti di ribellione contro le ingiustizie del potere dominante, oppure assimilava la figura del bandito “a quella del diseredato, caduto in disgrazia per motivi d’onore e quindi meritevole di rispetto e protezione”.

Un sentimento popolare che non va liquidato come mera suggestione, bensì studiato in profondità, poiché contiene i germi di un malcontento secolare verso chi ha amministrato quest’isola che malgrado i tanti tesori non è riuscita ad affrancarsi pienamente da tutti i bisogni.

Va un plauso dunque alla missione assunta da tale museo di “non correre il rischio di mitizzare la figura del fuorilegge e di esaltarne le sue gesta”, bensì di diffondere attraverso esso “valori positivi per la costruzione di una mentalità che favorisca l’affermarsi della legalità e della moralità pubblica ad ogni livello”.

Un obiettivo perseguito attraverso “ricerche sulle testimonianze materiali dell’uomo e del suo ambiente”, confluite in un allestimento simbolicamente collocato nel palazzo della vecchia Pretura, nella zona più antica del paese, poiché  “proprio nei vicoli attigui a questo edificio, più di un secolo fa, furono commessi numerosi omicidi”.

Il percorso espositivo si articola in quattro sale, inevitabilmente segnate da teche che contengono armi…

… oggetti appartenuti ai banditi più noti, ognuno con il suo corredo di epica narrazione…

… reperti di abbigliamento e attrezzature dell’epoca…

… meravigliose documentazioni fotografiche sospese tra il mistero della fisiognomica e la constatazione empirica della prossemica…

… dove ogni volto cela una storia o evidenzia un dramma…

… fino a quel Catalogo de’ banditi del 1805 che diventa affresco a tinte forti di un’epoca.

Le visite sono accompagnate da personale molto preparato e appassionato che ha la capacità di trascinare in epoche apparentemente lontane, con rispetto verso la dimensione umana senza scivolare nella tentazione della condanna apodittica, bensì esercitando un lodevole sforzo di comprensione e contestualizzazione che si offre come riflessione che riguarda il vissuto di tutti noi.

Info: http://www.museodiaggius.it/museo-banditismo-gallura-sardegna/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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