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Museo del Territorio “Casa Pezzolla”, gioiello espositivo di Alberobello

Pubblicato il: 26 gennaio 2018 alle 7:00 am

Una delle migliori esposizioni storico-antropologiche italiane, un vero esempio da seguire per declinazioni museali dedicate al Territorio e alle tradizioni popolari: il “Casa Pezzolla” è uno di quei luoghi di cultura assolutamente da visitare, non soltanto perché racconta mirabilmente ogni aspetto di un luogo di immenso fascino come Alberobello, ma anche per godere di una rara ed elevata applicazione di intelligenza, competenza e buon gusto in un museo a vocazione locale.

Merito dell’associazione culturale Sylva che ho operato una perfetta sintesi tra approfondita ricerca documentale e moderno storytelling, creando un allestimento che usa con massima misura ed eleganza i più evoluti dispositivi tecnologici accanto alle modalità classiche di divulgazione.

A partire dal tablet che funge da guida audiovisiva, scandendo l’incedere della visita, fornendo informazioni con i giusti tempi di assimilazione intellettiva, fornendo testi mai ridondanti e un corredo iconografico asciutto e curato.

E’ così che ci si orienta tra gli ambienti di questo complesso sito in piazza XXVII Maggio ad Alberobello  “formato da 15 trulli comunicanti” e “tutelato dall’UNESCO” che rappresenta “l’esempio tangibile di una cultura architettonica in evoluzione”, come lo definisce il sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=154288&pagename=57).

Muovere i passi su una pavimentazione antica trasmette al luogo la sacralità della memoria reale, con quei suoi materiali che trasudano di autentiche vicende antropiche…

… prima che nel continuo passaggio da un ambiente all’altro esploda l’emozione di imbattersi nell’inarrivabile fascino delle sagome di autentici trulli.

Nel museo la scienza sciorina dati con un’essenzialità mai fredda, addentrandosi tra le maglie dell’identità locale, seguendo ogni filo discorsivo, a partire dalla botanica con diafane proiezioni…

… per passare alla profonda analisi dell’ecosistema della Murgia dei Trulli, nella provincia barese, angolo di Puglia dove anche l’evidenza della Natura sembra portatrice di misterioso fascino, razionalizzato da pannelli di scorrevole leggibilità, grazie anche a grafiche induttive.

Il fin troppo noto Trullo acquista nuova capacità di sorprendere, grazie alla suggestione impalpabile di un ologramma…

… accostata alla matericità di una sezione in muratura della reale struttura di tale edificio rurale…

… mentre gli strumenti di lavoro per realizzarlo ricordano la fatica sottesa a una tipologia abitativa finalmente sottratta al folclore e restituita alla sua dimensione di simbolo della scaltrezza bucolica opposta alla cieca furia dei padroni terrieri, rimembrando il suo essere costruzione componibile che si poteva smontare e rimettere in piedi rapidamente, per sfuggire un tempo all’oppressione dei controlli da parte del Potere dominante sui contadini.

Senza lesinare sull’evocazione simbolica delle decorazioni litiche che caratterizzano i trulli, ciascuna con il suo messaggio sempiterno letteralmente scolpito nella pietra.

Molto efficaci le ricostruzioni degli ambienti di vita quotidiana di una volta, pennellate di rimembranze date con pochi ma puntuali tocchi, grazie al linguaggio degli oggetti suffragato da quello di remote fotografie…

… in cui l’elemento umano si cristallizza in effige antropomorfa…

… dialogando con la fissità dell’oggetto e così scaldandola…

… mentre gli strumenti dell’operosità mutano in racconto della civiltà agreste…

… e l’enogastronomia esce dai travisamenti televisivi contemporanei per tornare a incarnare lo spirito del tempo, con la centralità sociale del desco che aggregava mentre garantiva sopravvivenza.

Si diviene preda della malinconia poetica quando i monitor dispensano schegge di documentazione del vissuto del passato prossimo…

… e si rimane ammirati per la straordinaria sezione in cui si mette a confronto la peculiarità dei trulli di Alberobello con esempi architettonici simili sparsi per il mondo…

… accostamenti che senza nulla togliere alla bellezza unica del centro pugliese, la ricollegano a un comune sentimento delle forme che ha attecchito anche in altri angoli del pianeta, ciascuno incarnazione del proprio genius loci ma al tempo stesso simbolo di una possibile comunione tra le diverse spore del genere umano, abbracci tra popoli che le amministrazioni traducono in sensibili gemellaggi.

Abbiamo voluto conservare testimonianza di questa indimenticabile esperienza raccogliendo immagini del Museo del Territorio di Alberobello nel video che segue.

 

Info: http://www.sylva.it/museo-del-territorio–casa-pezzolla-.html

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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